CAPITOLO 1
“Fanculo Lilah. Fanculo la correttezza. Fanculo i valori. Solo corpi che si muovono con la musica. Il sogno di ogni ballerina è danzare con colui che si ama.Qualunque sia il modo di ballare, il succo è lo stesso.”
La musica mi avvolgeva completamente.
Ruotavo la testa, seguita dal resto del corpo, seguendo la melodia di quella musica che affascinava.
Continuando a ruotare, feci un salto improvviso, ricadendo con grazia sul parquet del palco.Applausi potenti si sovrapposero ai violini che suonavano accompagnando i movimenti del mio corpo.Una docile corsa, e poi sulle punte di nuovo.
Era un balletto del tutto nuovo, in assoluto.Io stessa avevo mixato i brani classici di varia autori, per tenere lo spettatore attento. E il tutto riusciva.sentivo gli occhi delle duemila persone in quel teatro lussuoso che seguivano i movimenti delle mie braccia e delle mie gambe. Attaccò in quel momento Chaekoski. Camminando sulle punte, uscii di scena, mentre le altre ballerine accorrevano.
Mi sedetti sulla mia sedia, appena fuori dal palco.
-Passami l’abito, per favore- chiesi a Lisa, una delle mie assistenti.Mentre mi toglievo il tutù della prima sessione, Lisa mi pettinava i capelli, rifacendomi lo Chignon.
-Sei bravissima Fred.Non faccio che sentire applausi dall’inizio dello spettacolo.-
Sorrisi a Lisa, e tornai in scena.
I clarinetti e i corni suonarono ancora, ed io mi persi di nuovo nella musica, in quella magia fantastica, e i miei movimenti, nella mia mente, spargevano scintille e fiori.
Con un applauso fragoroso, si concluse il primo atto.
Mi diressi al mio camerino, dove mi attendeva Lisa, con spazzola e un bagno caldo già pronto.Mi immersi nella vasca, e in dieci minuti ero già fresca e pulita.Nuovo cambio d’abito.
-Quanto sei bella, Fred-
Quell’abito io l’adoravo.Era azzurro, e scendeva docile sui fianchi, aveva i bordi ricamati in argento, e la gonna era di una seta fantastica.
-Vai, Fred, si ricomincia-
Tornai sul palco.Lo spettacolo aveva incuriosito molti:una ballerina solista, raramente accompagnata da qualche ballerina di supporto e un compagno.
Bè, il mio compagno era lì.Già in posizione.Ma William, o meglio Spike,e il mio compagno solo nell’esibizioni, non nella vita.
La musica iniziò lentamente, e il sipario si alzò.Un pezzo bellissimo di Mozart accompagnò me e Spike per cinque minuti, poi, la musica cambiò quasi impercettibilmente. Le mie ballerine di supporto, vestite di rosso, arrivarono.Portavano con loro un velo rosso, dietro il quale mi tolsi l’abito lungo azzurro, sotto il quale avevo uno da can can rosso.
Con sorpresa di tutti, la musica era davvero quella del noto ballo francese.Ma e mosse tipiche da can can le facevano le altre.
Io mi muovevo solo seguendo la musica, non curante dello stile canonico.
Altro cambio di scena, e , mentre la musica rimbombava nelle mie orecchie, attaccò il valzer.Questa volta l’abito era di raso arancio, e dall’occhiata di Spike capii che mi stava davvero bene. Sorridendo, iniziammo il nostro ballo a due, mentre percepivo su di me gli sguardi allibiti e compiaciuti.Con un suono potente, violoncello, si chiuse lo spettacolo.La gente saltò in piedi, non curante degli abiti costosi ed eleganti, applaudendo.
Mi avvicinai di più alla platea, inchinandomi sorridente.La gente continuò ad applaudire per svariati minuti, chiedendo il bis.
Come concordato prima col direttore d’orchestra, io e Spike ballammo il frammento della Giselle che avevo scelto di inserire.
Con dei graziosi pliè, mi avvicinai a Spike, saltando favolosamente.Ma non finii tra le braccia del mio compagno di ballo, no:ero tra le braccia dell’uomo che amavo,e tuttora amo.Indossava gli occhiali, come faceva la prima volta che ci siamo visti.Ora non li porta più.Ma è sempre bellissimo.
Io continuavo a volteggiare, mentre lui mi guardava estasiato, in posa. Muovendo le braccia, ci avvicinammo, abbracciandoci come diceva la coreografia da me creata.Avrei voluto baciarlo, stringerlo a me e dirgli del mio amore inconfessato, ma non lo feci,perché la musica era finita e io ero tra le braccia di Spike. E come al solito, presa dal folle amore per la musica, mi ero lasciata andare dalla mia folle fantasia.
Lorne, al bordo del palco, mi guardava dolcemente divertito.
Era la prima dello spettacolo.Il direttore i aveva portato dei fiori, i quali troneggiavano maestosi nel mio camerino.
Mentre indossavo il mio semplice abito azzurro a pois bianchi, pensai alla mia fantasticheria sul palco:in fondo era già successo altre volte. E forse Spike se ne era accorto?Abbiamo lavorato insieme a tanti spettacoli, e questo era il più importante per me,essendo un progetto indipendente.
Afferrano la borsetta, uscii dal mio camerino, desiderosa di tornare all’Hyperion, dai miei amici.Loro c’erano, c’erano tutti. E c’era anche lui. L’avevo visto mentre spegnevano le luci.Mi sorrideva.
Avviandomi verso l’uscita, incrociai i complimenti della gente, dal direttore d’orchestra alla spettatrice che aveva sonnecchiato, dal critico musicale all’addetto alle luci.
E tutti mi aspettavano all’uscita.
-tesoro, bravissima!-
Questa era Darla.è la mia migliore amica.Ci siamo conosciute cinque anni fa, al mio arrivo a LA, u un treno.Io avevo preso la coincidenza dal Texas, scappando di casa a 17 anni, lei dalla Virginia, Cacciata di casa dai genitori, a18.
-Ti evo detto che sarebbe stato un successo!Non sei mai stata così presa, te lo giuro!-
Un uomo dai capelli scuri abbracciò Darla da dietro:-Hai fatto bene ad impedirci di vedere le prove, sei stata fantastica.-Lui baciò sua moglie, che ricambiò.
-A me, è piaciuta la parte del can can!-
- Gun!!!Sei sempre il solito!-risi, colpendolo con la borsa. Faceva così anche quando stavamo insieme.
-Sei stata brava ad accostare le musiche, complimenti-sorrise melliflua Lilah.
Dio quanto la odio, anche tuttora.Per la cronaca, Lilah era la ragazza del MIO uomo. O almeno, quello che desideravo fosse mio.
E poi arrivò il commento che desideravo sentire appena le punte delle mie scarpe rosate Hanno cominciato a muoversi a ritmo di musica.Il cuore batté all’impazzata.
-A me è piaciuto tutto, Fred-
Sorrisi, col cuore a duemila.-Grazie Wes-
Lo vidi allontanarsi cingendo col braccio la vita di Lilah, guardandomi sottecchi.Non portava già più gli occhiali, l’estate di quell’anno.
-Andrew non è venuto?-chiesi avviandomi alla macchina.Con mio disappunto, Wesley aveva portato la sua, per accompagnare Lilah a casa.
-No- rispose Darla -Il mio cuginetta doveva incontrare Anya….la sua fidanzatina….-Darla fece una smorfia.
Non ho mai capito perché a Darla non piace Anya.è simpatica, bella, cambia spesso il colore dei capelli, ha senso degli affari, un look stravagante ma raffinato…insomma, in lei non c’è niente di sbagliato.
Bè una cosa snervante c’è.Quando si presenta dice il suo nome intero:”Ciao, tu devi essere Fred.Io sono Anya, Cristina, Emanuella Jenkins, forse futura Wells”
Salimmo in macchina. Wes gridò che ci avrebbe raggiunto subito.Tremai per la stizza pensando a lui con quella vipera nell’auto. E poi, lei era un avvocato.Orribili creature, gli avvocati.
Sentivo Angel che chiedeva a Gun di Cordy.
-Cordelia è in vacanza con Groo. Sai,una pausa dal lavoro….-
Cordy è l’ex segretaria di Angel, che un paio di anni prima aveva ottenuti il ruolo di attrice protagonista in una serie tutta sua. E Groo è il suo ragazzo, è uno studioso di armi antiche, di origine indiane. è un caro amico di Wesley, lui è insegnante all’universita , QUI A Los Angeles.Però lui è inglese….io adoro gli inglesi -anche Spike è inglese, ma questo non c’entra.
Con una frenata, Angel escamò:”A casa!”
Bè, se così vogliamo dire…si, l’ Hyperion è casa nostra. È un ex albergo, che Angel ha acquistato con l’eredità lasciatagli dal padre sei anni fa. Lì, viviamo fissamente io e Wes, che abbiamo delle camere nostre, e Darla ed Angel, che ovviamente dormono insieme, col piccolo Connor.
Un anno prima viveva con noi anche Xander, un caro amico di Angel, che è poi partito per Sunnidale.
È una coincidenza strana, ma molte persone che sono passate per la nostra vita hanno avuto come destinazione o origine a Sunnidale.
Ad esempio, Andrew e Anya, sono originari di Sunnidale:lui infatti, che è uno scrittore di fumetti o roba simile, fa il pendolare tra L.A. e la ridente cittadina di Sunnidale.
Anche nella vita di Spike- che allogia saltuariamente da noi, come un sacco di altra gente- ha avuto una storia con una biondina che si è trasferita a Sunnidale.Quando sua madre Anne, in Inghilterrra, era scappata col suo medico, Spike si era trasferito a LA da uno zio, e frequentava l’ultimo anno al liceo Emery.
Lì conobbe una ragazzina del primo anno,di nome Buffy, una cheerleader bionda.
Quando quella bruciò la palestra della scuola, i suoi divorziarono e lei partì con la madre e la sorella per Sunnidale, infrangendo il cuore di Spike -o Pike, come lei lo chiamava sempre.
Una volta Buffy ha alloggiato all’Hyperion, come moltissimi amici di Angel, Wes, Darla o me. A volte Lorne dorme nella mia stanza, ma questo ovviamente non lo sa nessuno.
Io ho una stanza al secondo piano, e l’adoro.
Quella sera, mentre salivo le scale, ripensavo alle serata passate in quella stanza con Gun, il mio ex.L’ho mollato io perché non ce la facevo a mentire a me stessa:amavo troppo Wesley. E Gun non se l’è mai presa.
Entrai nella mia stanza, salutando distrattamente Darla che entrava nella sua stanza.Sentii la sua vce salutare il piccolo Connor, che rispose gorgogliando.
Mi gettai sul letto, levandomi le scarpe.Come al solito, avevo i piedi ridotti uno schifo.Colpa delle scarpe da ballo.Mi alzai per prendere la pomata che tenevo nel cassetto, sulla toeletta. Sembrerà una cosa da vecchi, ma io ho una toeletta di legno antico vicino alla finestra.Io l’adoro!la mia stanza è spaziosa, quadrata.
Da un lato c’è il letto, di fronte l’armadio, poi la toeletta e la finestra, sulla facciata tra il letto e la toeletta.
Sull’altra parete ho un grande specchio, con una sbarra per gli esercizi.
E se faccio gli esercizi nella mia stanza, potete immaginare quanto sia grande!!!!
-Ciao pasticcino!-
Mi voltai lentamente terrorizzata, chiedendomi chi fosse il maniaco entrato nella mia camera alle due di notte.
-Cos’è quella faccia?Non hai mai visto un uomo verde?-
-Lorne!Mi hai fatto morire di paura!-
è normale avere un amico immaginario a 22 anni?Forse no.Ma io ce l’ho.
Si chima Lorne.è apparso nella mia vita la prima volta quando avevo 5 anni e a scuola mi avevano rinchiusa nello stanzino del bidello.Piansi tantissimo, mentre sentivo la maestra chiamarmi e constatavo che non sentiva le mie urla di risposta.
Lui comparve vicino a me, abbracciandomi.Non so perché, ma Lorne, questo è il suo nome, ha la pelle verde e due graziose corna rosse sulla fonte.La mia testa l’ha creato così, tanti anni fa…non so perché, come non so perchè Lorne.Ma io lo adoro, e da quella mattina lui non mi ha mai abbandonata.
-Ciao Lorne!-mi sfilai l’abito per indossare la mia camicia da notte. è di una morbidissima seta azzurra, la adoro!
Lorne ovviamente non si scompose.Se le ragazze normali parlano delle trasformazioni del proprio corpo o di ragazzi con madri e amiche…bè, io ne parlavo con Lorne.Solo lui sa del mio amore per Wesley.
-Sei stat davvero brava, Fred!-
-Grazie…-gli sorrisi e mi infilai nel letto, e lui mi abbracciò.Lorne è il mio migliore amico, un fratello che non ho mai avuto…
-Per un attimo ho temuto di sbagliare, sai, durante il bis….nella Giselle…-
-Quando, mentre fantasticavi su di lui che ballava o mentre stavi per baciare Spike pensando che fosse Wesley?-
-Tutte edue.-Sorrisi.
-Lui che ti ha detto?-
-Lui non lo sa!- feci io fingendo di non capire.
-Che ti ha detto del balletto!-
-Che gli è piaciuto tutto…-
Lorne mi abbracciò,dicendomi:-Anche a me è piaciuto tutto il balletto.Soprattutto il bis della Giselle.Era il più passionale e sincero di tutti…-
Chiusi gli occhi, cercando di addormentarmi.
La prima dello spettacolo era andata benissimo, c’era già il pieno una settimana prima dello spettacolo.
E a lui era piaciuto tutto.
Il giorno dopo mi svegliai a causa di un raggio di sole trapelato dalla finestra.Mi sollevai stropicciandomi gli occhi, sbirciando l’orologio sul mio comodino:erano le 9 e mezzo di mattina.
Mi alzai movendomi verso l’armadio.Presi distrattamente una minigonna di Jeans e una t shirt, e mentre mi allacciavo le scarpe riflettevo sulla performance della sera prima:ero stata davvero brava come tutti mi avevano detto(compreso Wesley) o avevo fatto degli errori?E se la gente si era annoita?
Ebbi la risposta subito dopo:scendendo le scale che portavano all’atrio, notai Lindsey parlare concitatatamente con Darla brandendo un giornale.
Quando i due mi videro, corsero verso di me:
-Fred, guarda!-
Lindsey mi indicava i giornali che portava tra le braccia.Li afferrai, guardandoli con attenzione:ero citata in praticamente ogni quotidiano di L.A.: alcuni giornali mi avevano dedicato uno svogliato trafiletto(Il nex door aveva sbagliato il mio nome), altri invece mi avevano dedicato pagine nella sezione cultura e spettacoli.Saltavo dalla gioi, quando Darla mi sussurrò:-Tesoro, guarda questo…-
Il mio cuore perse un battito.Sulla prima pagina del giornale più noto di LA, quello acquistato da 10 iglioni di persone al giorno aveva me in prima pagina!
Una foto grandissima di me intenta d eseguire un salto riempiva la prima pagina del quotidiano.
Era un’immagine di uno dei primo brani.Era una foto bellissima. Notai con piacere che il salto era perfetto, persino la posizione delle braccia e delle dita erano fantastiche!
-Non ci credo….-sussurrai.
-Senti qui!- interruppe Lindsey – “La rivelazione del balletto alternativo:Fred Burkle!”
-Fred?-Esclamai-Ora penseranno che sono un travestito!-
Darla rise.
Bè, non è una storia ridicola. I miei mi hanno affibbiato un nome orrendo: Winniefred!Mamma mia, sembra il nome di una vecchia suffragetta!Tutti mi chiamano Fred, e spesso mi è capitato di sentire commenti stupidi tipo”Ma Frednon èp un nome da uomo?Mister Fred vuole un sigaro???”.Autori di questi orrori erano i compagni delle elementar che mi chiusero nello stanzino del bidello.
-Sentite qua: “Con una grazia piacevolissima, una tecnica eccellente ed una bellezza elegante, la solista dello spettacolo “The dancer dream”che si è svolto al Magum Theatre di LA, ha catturato l’attenzione di tutti i presenti. Infatti, lo spettacolo che si terrà venerdì, ha registrato il tutto esaurito da ieri sera stessa. È lei la rivelazione della stagione!”-
Darla si interruppe guardandomi-Fred, è fantastico!Ti avevo detto che era uno spettacolo favoloso!-
La mia mente era annebbiata.Studiavo danza da quando avevo 4 anni, ho fatto così tanti provini che ormai non ricordo più quanti siano, ho speso denaro ed energia per lo spettacolo ed ero così felice di poter vedere i miei desideri esauditi.
A quel punto entrò trafelato Angel, chiamandomi.
Mi girai allarmata verso di lui.
-Fred…guarda cosa…Oh.
Notai il suo sguardo tra il deluso e il sorpreso posarsi sui giornali acquistati da Lindsey. Infatti, lui brandiva altre copie degli stessi.
-Oh Angel…-lo abbracciai -Sei stato molto dolce…-
-Eh…-sorrise.
-Questa non ce l’abbiamo!- esclamai afferrando Il Long Day Journey.
Lessi il trafiletto nella pagina spettacolo:-”Con abilità e femminilità, Winnifred Burle,o meglio Fred, ha riportato i cuori di molti verso la musica classica e la danza.Ecco cosaha detto il noto coreografo Jeff Cox:-Sono venuto allo spettacolo perché mi era stato offerto un biglietto omaggio.Bè, vi basti sapere che ho prenotato per gli altri 3 spettacoli a venire.Quella ragazza è una rivelazione”Dio mio!!!-
-Ragazzi!-
Il mio cuore iniziò a martellare.Lui era entrato nella hall.Mi chiesi se avessi i capelli in ordine.Mi voltai sorridendo.
-Fred!Cercavo proprio te!-
Comparve dietro di lui Lorne.Sta volta indossava un’eccentrica giacca rossa su una camicia gialla.Alzò il pollice in alto facendomi l’occhiolino. Lorne è l’unico che c’è sempre.
-Fred…ho comprato questi giornali…io…-
Vedendo l’ammasso di copie sul bancone, 0scoppiò a ridere.Noi lo seguimmo a ruota.
-Wow…avete comprtato questa marea di giornali per me…-Sorrisi
-è perché ti vogliamo bene!-rispose Angel.
Mi chiesi se anche Wesley mi volesse bene. Bè, si,insomma, eravamo amici da cinque anni ormai,ma…quanto bene???Lui era di proprietà di quella arpia.
-A proposito..-fece Lindsey - dov’è quella strega di Lilah?-
-Sono qui!-fece lei.
Ci girammo, lei era sulla porta.
-Scusate il ritardo avevo scordato la giacca.-
Lei è bellissima.Analizzai le differenze tra me e lei:Lilah aveva un trucco ben curato e un acconciatura invidiabile, io invece avevo semplicemente i capelli sciolti sulle spalle, e nemmeno un velo di trucco.Il suo tailleur viola la rendeva elegante e inarrivabile allo stesso tempo, mentre la mia mini di jeans e la maglietta mi facevano sembrare un semplice stecchino.Anche questo è u nomignolo che viene dai compagni delle elementari.
-Sempre infelice di vederti, bastardo.- fece Lilah guardando Lindsey.
-Lo stesso per me, oca stronza-
Nessuno si scompose più di tanto.I battibecchi tra i due erano frequenti e normali.
Lo screzio aveva origine , se si può dire, antica:Lindsey e Lilah erano colleghi in uno studio legale, la Wolf, Ram & Hart. Furono assegnati in coppia a capo dei progetti speciali(casi fuori dalla norma come protezione di serial killer o gente che giurava di poter vedere il futuro).Durante una diminuzione del personale, Lilah doveva venir eliminata, ma le dimissioni di Lindsey le avevano evitato di perdere il posto e le avevano dato il completo controllo sulla divisione progetti speciali.
Lindsey non mi ha mai detto del perché si sia licenziato, ma sospetto che sia per qualcosa di illegale che si svolgeva sotto banco.
La favola finisce così:Lindsey divenne il mio agente. Infatti, Lilah e Lindsey hanno studiato al college con Angel.Ecco come la stronza e il mio amore si sono conosciuti, e allo stesso modi io e Lindsey siamo entrati i affari, per così dire.
-Ho visto che sei su tutti i giornali, Winniefred .-
-Chiamala Fred, dai!-fece Gun, che era entrato in quel momento.
-Sa…Fred…questo era l’articolo più interessante.-Disse porgendomi una rivista.
La rabbia mi fece bollire il sangue.Era uno di quei giornaletti che sparano scemenze tipo:”Il Presidente è l’amante segreto di Eminem” o roba del genere.
Bè., a pagina 3 c’era una mia foto durante un pliè,e una didascalia che recitava:”Danza come una fata.Che sia lei l’aliena approdata a Roswell 50 anni fa?”
-Le date mi sembrano anche concordanti con la realtà.-
-A differenza di te, mia cara , a Fred mancano parecchi anni per oltrepassare la soglia dei cinquanta come te.-
Io ,Darla, Gun, Angel ed anche Wesley ridemmo di gusto alla battuta di Lindsay che aveva colpito nel segno. Lilah ha paura di diventare vecchia.
La donna lanciò uno sguardo infuriato a Wesley:-E tu che hai da ridere?-
Si voltò andando verso la porta. Sorprendentemente Wesley non la seguì, anzi, gridò:-Ci vediamo domani a pranzo!-
-A proposito di pranzo!- fece Darla- che ne dite se per festeggiare preparo uno dei miei famosi arrosti?-
La proposta fu accolta da un verso d’assenza generale.
L’arrosto di Darla aveva riscosso ampi successi tra i commensali. Gun soprattutto,aveva detto che il piatto era fantastico quanto la cuoca.
Wesley era seduto di fronte a me, e abbiamo parlato per tutto il pranzo delle scelte tecniche del mio spettacolo.
-A me, tra tutti i brani, è piaciuta soprattutto la Giselle.Ci hai messo molta passione…-mi sorrise, ed io avrei voluto morire.
Ci alzammo per sparecchiare. Gun si congedò subito, dicendo che aveva un impegno.
Lindsey mi stava passando un piatto, quando gli squillò il telefono.
-Scusate…-disse prendendo dalla tasca l’oggetto.
- Pronto?…A…si, buon giorno!Ah…l’ho letto su un giornale…ah….devo chiederlo a lei..si, le farò sapere. Arrivederci .-
Lo guardai con aria interrogativa.
-I posti per i prossimi 3 spettacoli spettacoli sono esauriti da ieri sera!E alcuni biglietti sono sati comprati da altri stati..- Lindsey era felicissimo.
-Da dove?-chiese Angel asciugando un bicchiere.
-Columbia, Texas, Nevada…e anche dall’Italia.-
-Dall’Italia???-Darla sorrise.
-Simao andati una volta, in Italia.-Sorrise Angel abbracciando la bionda.
-Ha dei panorami bellissimi.-
Io non ero più in me dalla gioia.
-Ah, e prima dello spettacolo ci sarà un intervista col Daily News, che vuole sapere qualcosa su di te.-
-Il Daily News….è un po’ di parte come giornale, ma è OK.- fu il commento di Wesley.
-Domani sarà un altro successo!- esclamò Lindsey.
-Voi verrete?-chiesi io.
-Certo!-risposero tutti.
Darla gettò via lo strofinaccio e esclamò:-Allora, cosa ne dite di festeggiare?-
-Mi sembra una fantastica idea!-risposi io sorridendo.
-Un locale?Che ne dite?-
-Niente discoteche.- rispose Angel.
-Pensavo a qualcosa di più chic…che ne dite di un karaoke?-
-Ne conosco uno, il Caritas.Lo gestisce uno che si chiama Andrey Wallet o una cosa del genere.-
-Andy Hallet- corresse Darla.
-Si…mi piace…-dissi- è un posto elegante, ma senza pretese.Ok-
-Allora, andiamo noi 5?-chiese Wesley.
-Io non vengo, ho un impegno.- disse Linsey.
-Forse dovresti chiamare Lilah.- suggerì Angel.
Mi salì una rabbia incontenibile.Quella stupida stava sempre in mezzo.
-No….la vedrò domani…Andiamo noi quattro!-disse sorridendomi.Lui.
-Ok…-sentii di essere rossa in viso, così mi alzai.
-Io vado a fare gli allenamenti. A stasera.-
Io mi alleno, nella mia stanza, ogni giorno.
Mezz’ora di riscaldamento, qualche esercizio e poi proco il balletto in maniera approssimativa.
Mentre, alla sbarra, flettevo le ginocchia e ruotavo le braccia, ripensai al pranzo.
E alla serata che mi aspettava.Una serata dove ci sarebbe stato Wesley. E niente Lilah.
Arrivate le sette, mi guardai in torno. A terra giaceva l’asciugamani bagnato che avevo usato per la doccia.
Mentre passavo lentamente la piastra sui miei capelli, mi interrogai per la centesima volta su cosa indossare.
Di abiti scollati non se ne parlava, non ho molto da metter in mostra.
Ero indecisa.Avrei preferito mettere una semplice minigonna e una maglietta, ma non sarebbe stato il caso.
Poi, l’occhio mi cadde su un abito in fondo all’armadio.
Era di seta verdina, a pois bianchi.Era un regalo di Gun per il mio compleanno.Aveva preso la taglia perfetta.
Era una abito senza bretelline, aderente, che sottolineava la mia figura snella in maniera fantastica. Appena arrivato ai fianchi, si apriva docilmente in una gonna, che si apriva impercettibilmente..Aveva il vita una cintura fatta dello stesso tessuto dell’abito.
Calzai le mie ballerine col tacchetto e mi guardai nello specchio dietro la sbarra per gli esercizi.
Icapelli stavano bene.Rilucevano profumati per via del nuovo shampoo alla frutta.
Mi guardai attorno cercando la mia borsa, ma non la vidi:eraprobabilmente sepolta sotto la pila di vestiti sul pavimento.
Mi inginocchiai spostando giacche e pantaloni, quando sentii la voce di Lorne.
-è sul comodino la borsa.-
Mi volati:la borsa eraproprio lì.
-Grazie Lorne…-
Mi avvicinai alla toeletta.
-Ti prego, non mettere quel profumo ai fiori.Mi fa venire la tosse.Metti il Dior.-
Feci come mi consigliava Lorne.
Ok,d’accordo, in verità era la mia testa a suggerirmi cosa Lorne dovesse fare o dire, ma non è questo il punto.Lui era reale,per me.
-Come sto?-feci facendo una giravolta.
-Un incanto…Forza tesoro…scendi che tutti ti aspettano!-
Gli sorrisi e mi avviai verso le scale.
Infatti tutti mi stavano aspettando.
-Fred!Pensavo che nessuno fosse più lento di mia miglie nel vestirsi, ma devo ricredermi!-disse ridendo Angel.
Darla gli colpì il braccio ridendo, facendo tintinnare il braccialetto d’argento.
La ,mia amica indossava un abito rosso come il rossetto.Perfetto quel colore sulla pelle e i capelli chiari.
I due uomini della situazione erano vestiti molto semplicemente:camicia e pantalono.Non mi dilungherò sul fatto che Wesley fosse bellissimo con quella camicia chiara.
Sallimmo in macchina.Angel e Drala si misero davanti, io e Wes sul sedili posteriori.Mi aggiustai l’olro della gonna dell’abito che trovavo in quel momento troppo corta.
-Belli gli orecchini!-feci io a Darla.
Erano dei piccoli rubino su pendenti d’argento.
-Regalo di Angel-
L’uomo la baciò rapidamente e partì.
Appoggiai la testa l finestrino fresco, desiderosa che quella serata prendesse una piega interessante.Per me.
Arrivati nei pressi del locale, sentimmo la musica in lontananza. Angel parcheggiò non molto lontano dall’ingresso.
Wesley uscì dalla macchina in fretta per aprire il mio sportello. Sorrisi. Sapevo che quello era solo 1 gesto educato. Non galante.
Angel e Darla ci precedettero tenendosi la mano, e noi li seguimmo in silenzio. All’ingresso del locale c’era un buttafuori gigantesco.
Guardava con aria di superiorità la gente in torno a se.Fred sapeva chi lui avrebbe lasciato passare e chi no.La coppia di cinesi dietro di loro stava facendo la fila in vano, con quelle maglietta di pelliccia viola e verde.Le ragazzine accanto a Darla avevano speranza di entrare, erano visibilmente minorenni, ma carine e spigliate per la loro età, ricoperte di trucchi e profumi costosi.
Noi quattro passammo senza problemi, mentre la coppia di cinesi gridava in un inglese sgrammaticato che il buttafuori era un cervello di polpo. Cervello di Polpo?Bà…
La pista era illuminata di luci soffuse, intonate al lento che andava in quel monento:forse erano arrivati troppo presto.
Ci sedemmo ad un tavolino.Una ragazza con le lentiggini si avvicinò.
-posso aiutarvi?-
-Un seven &seven, per favore- fece Angel.
-Anche per me-feci.
-Per me niente, grazie- disse Wesley.Doveva guidare lui al ritorno.
-Un martini grazie- disse Darla.
Rimanemmo al tavolino a chiacchierare per un po’, poi Angel trascinò Darla a ballare quel lento.
Io e Wes rimanemmo al tavolino per un po’.
Mentre lui parlava dei suoi alunni all’ University of LA, io mi sentivo sempre più malinconica, continuando ad ordinare un bicchiere dietro l’altro.
All’improvviso lui si alzò:gli squillava il cellulare.Soseggiai il mio seven e seven, mentre lui rispondeva.
-Pronto?Oh…ciao Lilah…-
Il mio umore sprofondò.
-Si…sono in un locale…si con gli altri…-
Fissò il soffitto per qualche secondo poi disse:-Non c’è nessuna donna, tesoro…cioè, ci sono Darla e Fred…si…-
Questo fu davvero brutto.Cosa intendeva?che io non ero una donna?
Mi alzai desiderosa di piangere.Avvicinandomi al bancone, chiamai il barista.
-Whisky con ghiaccio- feci porgendo una banconota al ragazzo biondo che mi tendeva un grosso bicchiere.
Bevvi la prima sorsata, sentendo un leggero calore sulla pancia.
-Fred?-
Era lui.
-Ciao Wes!-dissi sorridendo.Finii il mio bicchiere con un sorso e mi alzai.
-Scusa ero al telefono con Lilah-
-Lo so.- feci sorridendo.Mi sentii la testa un po’ stordita ma non ci badai.
La musica cambiò all’improvviso.
-Adoro qusta canzone…-guardai la pista-Balli?-
Il mio cuore accellerò.Era sbagliato.Lui stava con Lilah.Mi avrebbe detto di no.Avrebbe capito tutto.Avrei voluto fermare il tempo.
Lui mi guardò per un istante e sorrise.-Ok-
Gli presi la mano e lo trascinai verso la pista.La musica non era certo da discoteca:era adatta alla situazione.Sensuale e buia. Sugar water dei Cibo Matto (la musica di cui parlo è quella di When she was bad, BTVS 2.1, mentre Buffy e Xand Ballano.)
Vidi ad un lato della pista Darla ed Angel che si muovevano a ritmo.Abbracciati, muovevano all’unisono i corpi innamorati.Vidi i loro sguardi stupiti posarsi sulla mia mano che trascinava quella di Wesley.
Arrivati al centro della pista, mi posizionai davanti a lui che mi guardava divertito.Presi dentro di me il ritmo sinuoso,e lo restituii all’aria ovendomi a tempo.Posai lentamente le braccia sulle sue spalle, portando il corpo di Wesley più vicino al mio. E mentre lui si perdeva nella sensazione del mio corpo caldo sul suo, del mio Dior che gli riempiva nle narici, io mi accorgevo sempre di più di quanto lo amassi fino al midollo.Mi volai all’improvviso, senza perdere il ritmo.Adesso la mia schiena si muoveva sul suo petto.Portai gentilmente le sue braccia strette alle mie sul mio ventre in movimento.
Fanculo Lilah. Fanculo la correttezza. Fanculo i valori.Solo corpi che si muovono con la musica. Il sogno di ogni ballerina è danzare con colui che si ama.Qualunque sia il modo di ballar, il succo è lo stesso.
Sentii il suo corpo rispondere ai suoi movimenti.Mi sentii potente. Sorrisi.Chiusi gli occhi, mentre il disco messo da un anonimo DJ mi faceva toccare e stelle con un dito. Forse.
-Fred…?-
Era lui che mi chiamava.La sua voce aveva un tono diverso.
Mi voltai, mettendogli ancora le braccia al collo.
E, senza motivo, senza pensare, forse per l’alcol, forse per le sensazioni del mio corpo, o solo perché lo amavo con tutta me stessa, posai le mie labbra sulle sue.
Istanti infiniti per me. E quando sentii che era il momento, aprii la bocca, per trasformale quel bacio innocente in un bacio vero.
E lui mi rispose. Per un fantastico ed interminabile secondo. O forse troppo breve.
Si scostòda me.Mi guardò.Io lo guardai.
-Fred…-
-Ahh…ah!-
Ci voltammo di scatto, mentre le sue mani erano sulle mie braccia, ancora attorno alle sue spalle.
Le grida venivano da un punto indistinto della pista, era una donna.
Realizzai in un attimo.Lì stavano ballando Angel e Darla.
Mi staccai dal corpo di Wesley per correre, spintonando la gente che guardava intontita Darla che, stesa sul pavimento, tra le braccia di Angel, gridava e piangeva.
-tesoro che è successo?-feci avvicinandomi alla mia amica.
Darla non riusciva a parlare per via delle lacrime, poi all’improvviso svenne.
-Darla?Darla?- Angel scuoteva il corpo della moglie cercando di fala rinvenire.
-Levatevi!-gridai alla folla intorno a me.
Presi la giacca di Angel e la misi sotto la testa di Darla che respirava con affanno.
Sentii Wesley chiamare un ambulanza.Ebbi paura come non ne ho mai avuta in tutta la mia vita. E il dolore del mio bacio respinto si assopì per un istante, ma sapevo che sarebbe tornato, incessante e martellante, come il battito del mio cuore spezzato.