Incroci
by L.A. Woman
capitoli 4-5-6-7
In
un monumento sepolcrale nel cimitero di Sunnydale . Angel e Caleb, combattono
ferocemente, sotto gli occhi attenti della Cacciatrice.
Il
vampiro assesta una serie di colpi,ne para altri .
Non
vuole che la dolce ragazza abbia su di se altre cicatrici.
L’avversario
che ha di fronte è potente .Egli si
è congiunto con il vero autentico male..
Caleb,
sorride. Decide che è giunta l’ora di interrompere i giochi.
Angel,
riconosce il dolore avvolgergli il corpo, un pugno ben piazzato lo spinge tra la
polvere .Vede il suo sangue schizzare sul volto e sui vestiti del prete
rinnegato.
La
sua bocca e piena di sangue. Perde i sensi.
Ci
penserà la piccoletta a finirlo.
Il
vampiro e la Cacciatrice escono dopo qualche tempo. Intorno al cimitero ritorna
il silenzio e la cenere. Non sapeva perché vedesse ancora quel posto.
Il
corpo di Caleb è a pezzi .Chiazze
di sangue nero dovunque .
Un’
ombra si avvicina al corpo del prete maledetto e preleva del sangue
probabilmente il suo o quello del vampiro, non ne è sicura .
Lo
segue in un cunicolo attiguo . E’ di spalle. I suoi capelli sono bianchii e
brizzolati. Dice qualcosa, sembrerebbe un’ antica litania in una lingua ancora
più antica, a lei sconosciuta Si accende un fuoco .Sulla parete affianco ci
sono due ombre, ma nella stanza umida è presente solo una persona. Il fuoco
divampa. Ha l’impressione di bruciare, di essere legata..sul rogo!
Londra.
00.30-P.M.
Willow,aprì
di scatto gli occhi nocciola,
spaventati. Kennedy, non era accanto a lei. Doveva essere fuori per la ronda
.Ebbe l’impressione che il
telefono avesse squillato qualche minuto prima.
Gocce
di sudore colavano dalla fronte. Respirò lentamente . Lo sapeva, quel sogno non
era casuale . La sensazione d’angoscia le stringeva lo stomaco.
Doveva
parlarne a Giles, ma non ora, temeva di disturbare . Pareva che fosse impegnato
in un addestramento speciale con
delle nuove Cacciatrici, ancora in erba.
Quando
c’era di mezzo del sangue e dei rituali la situazione non era mai delle
migliori.
E
domani il suo capo contava su di lei per la messa appunto di un potente
antivirus per computer.
-Col
cavolo che riuscirò a concentrarmi!- Imprecò a bassa voce .
Buffy,
doveva essere informata. Non solo su quanto aveva sognato.
Riecccoci
al punto di partenza. E’ proprio vero che la vita è un circolo.
Si
alzò, dirigendosi nella camera di Xander.
Il
suo migliore amico russava davvero in modo insopportabile .Gli tirò via le
lenzuola. Il ragazzo ruzzolò sul pavimento freddo.
Willow,
lo osservava impenetrabile,incrociando le braccia al petto.
Lui si stropicciò l’occhio sano,appoggiandosi al letto.
-
Che cosa c’è Willow?Sei tornata di nuovo malvagia per caso?-
Di certo non si aspettava
un trattamento del genere a notte inoltrata e nemmeno quel terrore che
ora scorgeva nei suoi occhi.
-Xan,abbiamo
un’ emergenza!-
5.
Telegraf square possedeva un suo fascino nelle prime ore del mattino,
senza il solito tram – tram giornaliero.
La vecchia statua dell’
ammiraglio Nelson, si ergeva elegante, con
lo sguardo fiero .Sicura che un nuovo giorno sorgerà sempre. Per sempre.
Xander,
svoltò ad un incrocio. La sua
Berlina grigia, sfrecciava silenziosa tra le strade semi deserte .
Londra
dormiva. Loro erano già svegli. Ancora una volta all’ opera per questo mondo
marcio.
Gettò un’ occhiata alla sua migliore amica assorta tra i suoi
pensieri.
Lievi
occhiaie le incrociavano i vispi occhi nocciola. Non doveva essere stato
divertente, assistere alla dipartita di Caleb . Di solito le scene più
raccapriccianti le lasciavano a Buffy.
Sbirciò il contachilometri. Di questo passo non sarebbero mai
arrivati al Consiglio
degli Osservatori. Accelerò dolcemente.
Willow
era una dea ora. Il sogno della
notte scorsa nascondeva un
significato preciso. Sicuramente
nulla di buono .
Riconobbe
la mano di Willow posarsi sulla sua, poggiata sul freno. Un lieve sorriso la
illuminò per un momento.
Erano
quasi arrivati a destinazione.
Aveva
cominciato sul serio a credere di
poter ricominciare a vivere dopo la morte di Anya. Niente più lotte, niente più
uccisioni . Niente di Niente, ma avrebbe dovuto immaginarlo . Le uniche donne
che amava erano destinate ad un disegno più grande e cosi addio tranquillità.
In
realtà, Anya gli mancava. Con lei vicino era tutto divertente, ironico,
esasperante, ma mai troppo triste.
Parcheggiò
l’auto nello spiazzale riservato al pubblico. Uscirono.
Ai
lati dell’ enorme cancello in ferro battuto, due guardie alle strette
dipendenze del Consiglio.
Dopo
l’attentato dell’ anno scorso, Il *caro Sig.Traves*, scampato
miracolosamente al disastro, si era
largamente adoperato per garantire la massima sicurezza al suo ordine.
Willow,
si tolse i Ray Ban rosa scuro,spesso dimenticava di non trovarsi più nell’
assolata California.
-Dovremo
urgentemente contattare Rupert Giles.-La Rossa, cercò di mostrarsi gentile
anche se odiava quei burocrati osservatori,
a cominciare da presunti bodyguards .
I
due uomini si scambiarono un’ occhiata di intesa Si lisciarono la giacca scura
e cravatta, fissando i nuovi arrivati.
-Temo
che non sia possibile. Il Signor Traves non ha elargito nessun ordine a
riguardo. Insomma, circa voi due o Rupert Giles.- Spiegò il più anziano tra i
due.
-Quello
sporco pinguino inglese sta cominciando a darsi troppe arie!Crede di trovarsi a
Buckingham Palace per caso?-Scoppiò Xander, sporgendosi verso la guardia.
Si
calmò al tocco della mano di Willow sulla spalla.
-Ci
penso io Xan.Avvertite il Sig. Traves che Willow Rosemberg,la *dea* distruggerà
la sede storica del Consiglio Degli Osservatori entro 50 secondi, se non esaudirà
la nostra gentile richiesta!-
Per un attimo Willow, mostrò le pupille scure ai due uomini,sbalorditi dalla poderosa tempra caratteriale di quella timida ragazza dai capelli rossi. Attivarono le radiotrasmittenti.
-Sei
fantastica Will ! Hai imparato a colorarti gli occhi! Grande!-Replicò Xander,
entusiasta .
Willow, scrollò le spalle, sorridendo furba.
-Con
un po’ di allenamento, visto che i poteri oscuri non hanno più alcun effetto
collaterale su di me. E’ più D’effetto la “Willow Oscura” vero?-Ora
sorrideva divertita. Cominciava a parlare come Andrew.
-E’
me lo chiedi?Con tutte quelle vene e i lampi..-Xander
ridacchiò, Finalmente un po’ di sana ironia riscalda cuori.
Il
Cancello si aprì lentamente, tramite un sofisticato comando a raggi infrarossi.
Superarono
le guardie,senza nuovo ordine.Willow, riacquistò la sua inconfondibile
espressione risoluta.
Entrarono
nell’ edificio, doveva risalire al periodo vittoriano. Si mescolarono all’
andirivieni di osservatori in Tweed
.
-Sono
tutti degli Giles qui.- Osservò Xander mentre dava un’ occhiata in giro.
-Ti
sbagli . Ci sono anche *Le* Giles. Carine per di più..- Aggiunse la Rossa,
notando una giovane donna dai penetranti occhi neri con un dizionario in lingua
greca tra le braccia.
L’osservatrice
in questione dall’ aria intelligente e sensuale,catturò lo sguardo di
Willow, sorridendo lievemente. La superò, sfiorandole la spalla.
-Perfetto
! La mia migliore amica rimorchia ragazze da sballo e io come al solito resto a
bocca asciutta. Comincio a credere sul serio che solo le Donne Demoni mi trovino
attraente sai?- Xander, scosse la testa quasi rassegnato all’ eventualità
.
Superano
un ampia collezione di ritratti. L’ultimo raffigurava lo scialbo direttore
dell’edificio e del rinomato ordine degli osservatori alias Quentin Traves.
Willow,scrollò
le spalle. Rallegrata dalla reazione dell’ amico.
-
Io ti trovo attraente.- Lo rassicurò, mentre si dirigeva presso
L’ufficio Informazioni.
Xander,
alzò gli occhi al cielo. Si seccò.- Grazie
Mille! Ora la mia autostima non e sotto terra. No. E all’ Inferno, visto che
siamo in argomento ultimamente. Will, tu sei Gay!-
La
ragazza lo invitò a tacere per qualche istante.
-Cerchiamo
Rupert Giles,per favore .- La voce della strega, giunse cordiale al diretto
interessato: Un uomo sulla quarantina dagli
occhi azzurro ghiaccio e una barba perfettamente curata.
-Si
trova al terzo piano, nella sala da tea . E’ stato informato del vostro arrivo
pochi minuti fa. Non abbiamo ascensori,non siamo grandi estimatori della
tecnologia.-
Rupert
Giles, terminò di sorseggiare il suo tea mattutino . La sua attenzione era
totalmente rivolta all’ articolo in prima pagina dell’ Sunday Times :

Wolfram
& Hart:Distrutta da un terremoto improvviso l’antica sede del celebre
studio legale.
Notte
Di Terrore nella parte est di L.A.
I
sismologhi :Sisma non rilevato. Avvistate propagazioni di luce non identificate.
L’Inglese
si aggiustò gli occhiali sul naso. Doveva contattare Angel
e saperne di più. Distruggere la Wolfram
& Hart non doveva essere stata una passeggiata. Fortunatamente aveva
Spike da spalla.
-
Interessante vero?-
Conosceva
quella voce, meglio di chiunque, apparteneva alla sua apprendista più valente
nelle arti occulte.
-
Direi di si, pare che Angel abbia
distrutto una delle sedi demoniache più antiche al mondo. Cosa vi porta qui, a
quest’ ora del mattino?Se riguarda l’appuntamento da voi, questa sera per la
maratona di “Friends”, state
tranquilli. Non l’ho dimenticato.- Precisò, ma i visi mortalmente seri dei
suoi ragazzi, lo indussero a rinunciare alla precedente supposizione.
- Sig.
Giles,Willow questa notte ha sognato Caleb ed Angel,durante lo scontro al
cimitero, un anno fa. Pare che qualcuno o qualcosa,abbia prelevato del sangue
dal corpo morto di Caleb..-
L’ex
bibliotecario si alzò in piedi, ponderando le parole di Xander.
La
distruzione della Wolfram & Hart e
lo strano sogno di Willow. Possibile che fossero solo coincidenze?La sua vasta
esperienza gli suggeriva di non fidarsi.
-
Non
è quello che sembra Giles. Anch’io sembro un Gran Cattivane, ma in realtà
non lo sono. Se riferisce questa conversazione, giuro che l’azzannerò…-
Spike,
si riferiva a “Beautiful” durante la convivenza forzata a Sunnydale.
Doveva ammettere che la sua saggezza calzava a pennello in questo caso più
che in quella noiosissima soap. Ma il dubbio che lo assaliva era un altro.
-
Il sangue. A chi apparteneva?- Chiese, spossando il valore di quella
domanda. Temeva la risposta.
Willow,
smise di fregarsi le mani e fissare il legno ciliegio del tavolino.
-
Probabilmente ad Angel. Ma non ne ho la certezza assoluta…-
Il suo
dubbio divenne realtà . Si materializzò sottoforma di pugno metaforico
allo stomaco
Questa
situazione lo inquietava . Il Sangue e i Rituali non rappresentavano di certo un
binomio perfetto specie se c’era
Angel nel mezzo.
-
Sig. Giles Lei crede che…-Xander guardò Willow prima, poi il Sig.
Giles.
Le parole
non erano di alcuna utilità in questo frangente.
-Si
Xander. Dobbiamo avvertire Buffy e andare quanto prima a L.A. Ho paura che
qualcosa di molto brutto e tremendamente inaspettato stia per accadere..-
Gli occhi
malinconici del Sig.Giles , indugiavano fuori, alla finestra.
Detestava
il suono della
sua voce,in situazioni poco felici,acquistava il classico tono solenne,
lievemente rassegnato. Al di là della finestra,un sole tiepido e luminoso
illuminò la grigia mattinata Londinese.
-Andrà
su tutte le furie quando saprà di Spike.- Ammise Xander, seguendo Giles nel suo
ufficio.
Sprofondarono
nel divanetto in velluto verde scuro, leggermente consumato nel corso degli
anni. Giles, distolse lo sguardo dall’ ottima riproduzione in scala della
Gioconda di D’Avinci, di rimpetto alla scrivania.
-Soprattutto
nei suoi confronti. Sign.Giles. Lei è stato il primo a saperlo. -Aggiunse
Willow, mordicchiandosi il labbro inferiore. Forse aveva parlato troppo. Come al
solito.
Rupert
Giles, pulì impeccabilmente i suoi occhialetti rotondi, come ogni volta che
l’imbarazzo lo assaliva o peggio nel preludio di un’ Apocalisse.
I sensi
di colpa lo tormentavano
ogni notte.
Il
rapporto speciale tra lui e la sua Cacciatrice si era deteriorato nel corso
degli ultimi due anni.
L’invidia
e il senso di protezione si amplificavano a mille quando c’era di mezzo Spike.
Nell’
ultimo anno la sua pupilla si era affidata completamente a quel vampiro, quasi
senza accorgersene. Ignorando volutamente le complicazioni
e il dolore. Anzi, la natura mostruosa del suo amante non sembrava
turbarla affatto. A differenza di quanto accadeva con Angel.
La
rimozione sconsiderata del chip. Aveva rappresentato il campanello d’allarme
più insistente. Proprio quella sconsideratezza dettata da un sentimento
pericoloso e potente, troppo potente,lo aveva indotto ad ordire la sua morte con
la complicità di Robin.
Tutto che
ciò aveva ottenuto era stata una porta in faccia, più dolorosa di
qualsiasi lama.
-
Continuo a credere che la presenza di Spike sia dannosa per Buffy, mi affido
solo al suo buon senso. In ogni caso, partiremo entro domani stesso. Volo
diretto Londra- Roma-10.30/A.M.-
Quentin
Traves, poggiò le cuffie sulla scrivania, sorridendo soddisfatto. Annotò sul
notes l’orario della partenza. Dopotutto Rupert Giles non era cosi furbo come
credeva. Aveva dimenticato l’ultima e introvabile cimice piazzata nel
ufficio:Negli occhi sereni e scaltri della Mona Lisa.
6.
-Rallenti
Sig. Giles. Cosi ci ucciderà !- Xander,si allacciò la cintura di sicurezza sul
sedile posteriore.
Willow,
gettò un’ occhiata preoccupata all’ uomo inglese. Rupert, stringeva
freneticamente il volante,fissando la strada.
-Ti
informo, Xander, che ci troviamo in questa situazione a causa tua e sarà Buffy
ad ucciderci, quando saprà che abbiamo perso l’aereo..-
L’osservatore.
si girò lievemente nella direzione del ragazzo. Lo vide sbuffare.
Quei
ragazzi, non sarebbero mai cambiati. Mai. Ma li amava . Pacchetto completo.
-Non è
colpa mia, Giles! Vorrei vedere lei. Esci la mattina presto per gettare
la spazzatura e incontri il vicino. Appassionato a
Wonder Woman. Presto la conversazione non è più una conversazione . No.
Il caro vicino, comincia a fare
delle avance non corrisposte, ovviamente. La cosa lo fa incavolare e
presto scopro che vuole mangiarmi per colazione. Capisce?!Un demone gay attratto
da me!Non bastavano solo le donne!-Sbraitò animato, gesticolando ampiamente.
Superarono:
Una – Due- Tre, auto.
-Sono
arrivata giusto in tempo per sentire “Come sei sexy con la benda sull’
occhio, Xander”. Da vomito. Per fortuna è stato facile ucciderlo.- Precisò
la strega,divertita dall’espressione imbronciata dell’ amico.
-Questo,
non dovevi dirlo. Ora lo dirà a Buffy, che lo dirà a Spike . Mi prenderanno in
giro in eterno!- Xander, scosse la testa infastidito.
Giles,
intraprese la M23,rallentando
per un attimo, in curva. Riprese la sua folle corsa.
-Io,
non sono uno spione!-Si difese l’ex bibliotecario .
Xander e
Willow, lo guardarono allusivamente.
-Ok,
lo ammetto . A volte .Scusa Xan, non volevo dire a Joice della tua avventura con
Faith, al liceo.-
-Cosa?Lei
ha detto questo alla povera Joice!- Si portò una mano alla fronte. La sfortuna
lo perseguitava costantemente. Senza
tregua.
-Fortuna
che non abbia saputo dei tuoi sogni, ehm,un tantino proibiti su di lei..-
Willow
si portò una mano alla bocca, sbarrando gli occhi. Ops.
-Willow!-Xander,
si prese il capo tra le mani. Esasperato.
Giles,
si voltò completamente verso il ragazzo.
-
Tu sognavi Joice?!- L’espressione sorpresa dell’ Inglese. Nascondeva
una risata impellente.
-Si.
E allora?Vogliamo parlare delle *sue *scappatelle, Giles?!-
Improvvisamente,sul
viso del giovane carpentiere si dipinse un’ espressione di puro terrore.
-
Sig.Giles! Faccia attenzione!-
Willow,
si aggrappò al cruscotto.
L’uomo,
riacquistò, in tempo, il controllo del volante, evitando un grosso camion dei
trasporti.
-
Fiuu- Si asciugò il sudore dalla fronte.
I cuori
dei due ragazzi, ripresero a battere normalmente.
-E’
tutto Ok, ragazzi. Ehy, ho eluso disastri peggiori quando mi chiamavano “Squartatore”…-Minimizzò, sorridendo
lievemente. Uscirono dallo svincolo 9.
-E’
proprio questo che mi preoccupa.. -Mormorò Willow,guardando dal finestrino,
mancava poco. Il
London Gatwick, era vicino.
Parcheggiarono
la CHEVROLET CAMARO LT,1977 del sig.
Giles.
Corsero
nel terminal.
Londra
– Roma : 10.30 avevano solo 5 minuti.
-
Dobbiamo ancora effettuare il CHECK-IN..-
Puntualizzò, Xander. Non avrebbero mai preso quel dannato aereo.
La
Rossa, lo superò, disinvolta.
-Lasciate
fare a me.-
Si
diresse verso l’adetto al Check- in. Parlarono sottovoce per qualche minuto.
Willow, frugò nella borsetta retrò. L’uomo sorrise, soddisfatto.
-
E’ tutto Ok. Possiamo procedere all’ imbarco.-
Indossò
i suoi Ray Ban fermi sulla fronte,imboccando la gradinata.
I
Due uomini, la seguirono sconcertati, trascinando i loro bagagli.
-Will,
non dirmi che hai pagato l’adetto al
Check- in.-
Xander le scivolò al fianco, correndo lievemente. I suoi occhi colmi di sorpresa non lasciarono quelli furbi dell’ amica.
-Non sono
affari tuoi – 500 dollari. Le era andata meglio di quanto avesse supposto.
-Questa
è corruzione !-Giles, si pulì gli occhiali, abbassando la voce mentre
superavano due poliziotti.
- Io
lo chiamerei semplicemente: Accordo. – Preciso la dea, sventolando i
biglietti.
Ecco la
Hostess, in attesa dei biglietti, nella zona d’imbarco.
-
Vi consiglio caldamente di non salire su quell’ aereo-
Il
Sig. Giles, lasciò cadere il borsone in pelle con un tonfo sul pavimento
lucido. Si voltò implacabile, incrociando le braccia.
Quentin
Traves, si lisciò la cravatta Valentino, ostentando un’ altera sicurezza. Tre
tirapiedi lo affiancavano, scortati da sei bodyguards.
-
Quentin, che spiacevole sorpresa.- Mormorò Giles, facendo un passo
avanti.
-“Tradimento
piace assai. Traditor , non piace mai”.
Rupert, abbiamo sbagliato a fidarci nuovamente di te –
Quentin
,accese tranquillamente il suo sigaro alla vaniglia. I suoi occhietti azzurri
sfidavano il vecchio inglese.
Giles,
scrollò le spalle,impassibile . Il suo sguardo indagatore, vagava dall’
anziano e viscido direttore del Consiglio ai Bodyguards impettiti. Pronti all’
azione.
-
Beh, tecnicamente non vi siete mai fidati. Visto che ho scovato microchip
ovunque, nel mio ufficio.-
Traves,
rise soddisfatto,calpestando il sigaro con la scarpa nera, tirata a lucido.
-
Hai dimenticato La Gioconda. Avresti dovuto immaginarlo, Rupert. D’Avinci,
è un artista insidioso.-
Willow,
strinse i pugni, mentre si avvicinava pericolosamente all’ uomo.
-
Cosa vuole? Noi, non abbiamo tempo da perdere!-
-Plachi
la sua ira, signorina Rosemberg. I nostri collaboratori , hanno rilevato una
smisurata ascendenza di energia mistica nei pressi dell’ Ave,
Hyperion Los Angeles, California 900261481 .
Temo
che stia per accadere una qualche catastrofe ..-
Quentin,
assunse il solito tono subdolo, mentre osservava ogni espressione del sig.
Giles, cercando di carpine i segreti.
-Grazie
per l’informazione. Ma,Il Consiglio non si intrometterà in questa faccenda,
non abbiamo bisogno di pedine che confondano la partita in atto. State lontani!-
Intimò minaccioso Rupert Giles,mentre lustrava i suoi preziosi occhiali .
-Beh,
in questo caso…Prendeteli!- Ordinò il burocrate.
Rupert
Giles parò immediatamente un colpo allo stomaco , restituendolo .
-Fuori
uno !- Sorrise soddisfatto.
Dopotutto lo “Squartatore “ In lui, non si era mai assopito del tutto.
Xander,
colpì altre due Bodyguards con le sue valigie, caddero come birilli.
-Strike!Ho
sempre desiderato farlo.- Gettò uno sguardo all’ orologio, mancavano tre
minuti alla partenza.
-Will,finisci
il lavoro. Non abbiamo tempo per divertirci. Sarà per un’ altra volta..-
La
strega annui, smettendo di tirare senza sosta i capelli di un’ arcigna
osservatrice.
-Agli
ordini,capitano Troop! Pietriphicus totalius!-
Osservatori
e Bodyguard, si ritrovarono immobilizzati al suolo, completamente disorientati.
Si
avviarono verso l’entrata dell’ aereo di linea .
-Deve
esserci un errore. Possedete un biglietto di troppo . Voi, siete in due. -Costatò
L’ Hostess, perplessa.
Si
voltarono. Nessuna traccia del Sig. Giles .Avevano dimenticato Giles!
-Potrebbe
scusarmi un istante –
Xander,
percorse la passerella alla velocità della luce.
Lo
vide assestare un pugno ben
concentrato sul povero naso di Quentin Traves, immobilizzato, cadde come un
pezzo di legno.
-Sayonara,
Quentin!- Replicò soddisfatto, sistemandosi gli occhiali e
lisciandosi
la giacca di Tweed.
Riconobbe
la mano di Xander, trascinarlo via di lì.
Sprofondarono,
finalmente tra i morbidi sediolini , nel momento in cui l’aereo si impegnava
nella manovra di decollo.
Willow,
notò l’espressione seria e pensierosa del suo mentore .Non aveva nemmeno
richiesto il suo tea mattutino. Qualcosa non andava .
-Sign.
Giles sta bene?-
Giles,
respirò affondo. Si tolse la giacca. Cominciava ad avvertire i primi sentori
del caldo estivo .Quattro paia d’ occhi lo scrutavano .
-
Ave,
Hyperion Los Angeles, California 900261481 . E’
l’indirizzo dell’, Hyperion Hotel, la vecchia sede operativa di Angel e la
sua squadra. Comincio a pensare che gli avvenimenti di questi ultimi giorni non
siano semplici coincidenze..-
Inquietudine.
7.
Si
aggrappò con prontezza alla parete rocciosa,mentre la polvere gli finiva negli
occhi, stretti in due fessure .Le dita arrossate,strinsero tenacemente la
prominenza rocciosa. Serrò le labbra sottili. Rivoli di sudore, scorrevano
lungo la sua schiena tatuata.
L’altro
braccio,tratteneva Spike, La sua mano pallida e salda si era chiusa sul suo
polso .Gli occhi blu dell’altro,lo fissavano sorpresi e stranamente
riconoscenti. Si aspettava di morire il piccoletto.
Angel,
riconobbe la mano di Spike avvolgere fermamente il suo polso.
Ciottoli
e polvere scivolarono via dalla parete rocciosa,per toccare una terra
sconosciuta e forse incredibilmente lontana.
- Oh
merda!Proprio sulla cima di una montagna dovevamo finire?!Tutta colpa del tuo
maledettissimo amuleto!-Sbraitò Spike, sarcastico. Cercava di trovare un
appiglio. Diede un’ occhiata veloce verso il basso. Buio. Fu tutto quello che
vide. Rabbrividì per qualche istante.
-Cosa?!Ti
sto salvando la vita, idiota!Se non avessi avuto la brillante idea di rubarlo ed
indossarlo,ora non ci troveremo aggrappati a questa montagna, in una dimensione
ignota tra la vita e la morte..- Desiderava ardentemente piantargli un bel
destro sul naso . Detestava la sua insolenza.
- Se non
avessi avuto *la* brillante idea, tu saresti morto. Più morto di come sei.
Dovevo farlo, Angel.-Mormorò a denti stretti, ignorando le ustioni che lo
straziavano. Osservò il cielo. Nero e grigio, in quella dimensione. Sempre.
Angel
strinse la mascella, nervoso. Doveva
ammettetelo. Quel pazzo ossigenato, non aveva tutti i torti. Tutto questo
altruismo, però,non lo convinceva. Spike, era il re degli egocentrici.
-
Dovevi farlo, lodevole da parte tua . Davvero!Ma io ti conosco, forse
meglio di chiunque altro . Tu l’hai fatto per Buffy. Ci sei riuscito, l’hai
salvata.-
Spike,
soffocò una risata divertita. Funzionava sempre cosi tra loro.
Non
era mai riuscito a nascondergli niente. Lui era sempre un passo avanti. Sarebbe
stato cosi per sempre?Decise di avvalersi
del diritto di non rispondere.
-Dovremo
tentare la discesa..- Constatò secco, deviando l’argomento.
Angel,
osservò rapidamente la parete rocciosa. Avrebbero potuto farcela.
Se solo
avessero saputo il livello d’altitudine e se Spike non fosse
stato ridotto cosi male. In ogni caso, dovevano tentare.
-Bene
Wiliam. Reggiti. Ah, un’ ultima cosa. Tu ami troppo quella ragazza..-
Avviarono
la scalata verso il basso. Spike,cercava di bilanciare il suo peso.
Non
voleva essere di intralcio. Angel, appariva stanco e provato, ma resisteva.
La tenacia . Angel poteva
essere riassunto in questo aggettivo . la sua voglia di arrivare dovunque e con
qualsiasi mezzo. Lo aveva portato ad essere un buon uomo. A giungere ad un passo
dalla ricompensa e a rinunciarvi. Quel padre che odiava, ora l’avrebbe
guardato con fierezza e commozione.
Iniziò a
piovere. Gocce pesanti e sabbiose cadevano da un cielo oscuro e minaccioso.
La
pioggia rendeva ulteriormente insidiosa la discesa. Angel, non si arrese.
Gocce di
cristallo scuro ricoprivano i corpi stanchi dei due amici di sangue.
Il
Vampiro bruno, rallentò per riprendere fiato.
La roccia
sottostante crollò sotto l’effetto della pioggia. Un combattente ha sempre i
riflessi pronti. Una piccola cavità. Si aggrappò ancora a quella montagna.
Alla vita. Disperatamente. Doveva rivederlo. Suo figlio, Connor.
Percepì
la mano di Spike scivolare volutamente via.
L’afferrò . La chiuse nella sua, stretta.
-
Che diavolo fai Spike! Vuoi Ucciderti?!-Replicò duramente,mentre i suoi
occhi neri come la notte che lo aveva visto nascere nel lontano 1753, lo
scrutavano in collera.
Spike
rivolse lo sguardo altrove. Giù. Nelle tenebre.
-Lasciami.
Lasciami andare Angel. Sono ridotto male . Non arriveremo mai di questo passo.
La pioggia è sempre più insistente . Senza di me acquisteresti maggiore
velocità. Nessuno piangerà per
me!-Lo sguardo blu di Spike ritornò
in quello dolce di Angel.
-
Io Spike. Piangerò io. Non può piovere per sempre..- Mormorò serio,
citando inconsciamente “Il Corvo”.
Quel film lo aveva visto e rivisto insieme a Connor. Era il suo film preferito.
Spike,
spalancò gli occhi limpidi,inclinando lievemente
il capo. Un sorriso affettuoso salì sulle sue labbra. Strinse la sua
mano tra la sua. Cominciava a comprendere l’assurdo motivo per cui Cordelia,
Wesley, Gunn e Fred non avevano esitato a sacrificare le loro vite .Angel
rideva, piangeva, lottava, per tutti. Era cosi. Speciale. Peccato che avesse gia
deciso.
-Io non torno
indietro!-
Lasciò
la sua mano, precipitando nell’ oscurità.
Un
passo avanti.
Un
urlo, interruppe il regolare battito della pioggia sulle rocce bagnate.
Gli
occhi spalancati del ragazzo bruno vagavano sconvolti dalla sua mano,
improvvisamente vuota alla sagoma che precipitava sempre più affondo
scomparendo.
-Io non torno
indietro!-
Si lasciò cadere nell’ oscurità.
Un passo indietro.