Neigeville
Ep.
1.02 “Invisible people”
by
Gennarus
Starring:
DB
Woodside è Robin Wood
Guest
Starring:
Robin
“Oh mio Dio. E’ stato sbranato un uomo. Oz, credi
di essere stato tu?”
Oz
“Non lo so l’unico licantropo in questa zona sono io…almeno credo”
Rose “Beh…io…sono un lupo mannaro…e sono sicura che uno di voi lo è…lo sento, lo avverto”
Robin
“Abbiamo trovato dei peli di lupo mannaro. Questa notte gli ho analizzati
ed…beh o scoperto che sono…mi dispiace Rose…ma sono peli di un licantropo
femmina. Hai ucciso tu quell’uomo!”
“No…no,
non può essere…non è possibile…no…io ti rinnego...NO…NO….NOOOOOOO”
Nelle
strade di Barletta, antica città del sud Italia, in uno dei palazzi del centro
storico era insolito sentir urlare Monsieur Reneaù. Questi era un tipo
tranquillo, che si era trasferito in città da pochi anni. Era sulla
cinquantina, alto, abbastanza robusto, con capelli leggermente lunghi e chiari,
occhi scuri e parecchi vizi: donne, fumo e giuoco d’azzardo. Aveva un immenso
patrimonio, tant’è che aveva comprato uno dei palazzi più grandi della città.
Molti lo disprezzavano per la sua proverbiale avarizia. Spesso lo si vedeva
setacciare le strade alla ricerca di
qualche monetina. I maligni, o le pettegole, se preferite, dicevano che
utilizzava lo stesso abito da anni!
Per
strada spesso si sentiva dire “Ha un patrimonio immenso, spende migliaia di
euro in puttane e poi va a cercare monete per strada …”
Quella
volta le persone, nel sentire urlare Reneaù, accorsero tutte sotto il portone
del grande palazzo in cui egli alloggiava.
“Signore…signore
Reneaù…cosa succede?…su Ruggerino chiama la polizia…questo è
impazzito”
Un
bambino così corse nel proprio appartamento e dopo aver parlato con un agente
ritornò dalla madre.
Il sole sorgeva illuminando il piccolo paesino. I suoi raggi si specchiavano nel lago che era più limpido che mai.
Nel
suo appartamento, Faith, non aveva la minima intenzione di alzarsi dal letto. La
notte precedente si era coricata alle tre del mattino, dopo ore di divertimento
in discoteca e non solo.
“Su,
alzati Faith…oggi hai il colloquio per “Pizza Planet”. Se non ti presenti
in orario non hai la minima possibilità di essere assunta” Robin cercava di
destare Faith.
Entrambi
erano coperti da un lenzuolo bianco. In Canada, nonostante fosse luglio, la
temperatura non superava i quindici gradi e quindi era necessario coprirsi.
“Uhm…lasciami
in pace Robin…ho sonno…” rispondeva Faith con la voce di una che stava
ancora dormendo. In effetti era così.
“Allora
devo utilizzare la forza!” esclamò Robin con un tono alquanto malizioso. Così
detto questo gettò via il lenzuolo e si mise a cavalcioni su Faith.
“O
ti alzi oppure…”
“Oppure?”
chiese curiosa Faith che si era improvvisamente destata.
“Oppure…niente…ormai
ti ho svegliata…appena senti parlare di “utilizzare la forza” diventi più
attiva che mai” così Robin si levò da Faith e, completamente nudo, si
diresse verso la cucina.
“Vestiti
imbecille…” gridò Faith al suo compagno “…anzi no…rimani così!”
Robin
si vestì e dopo aver fatto una rapida colazione comunicò “Io vado
dall’edicolante”
Faith,
ancora con indumenti intimi, non rispose. Stava divorando avidamente della
marmellata conservata con cura in una piccola boccetta di vetro.
Robin
chiuse la porta sbattendola sonoramente. Si diresse, con passo tranquillo, verso
l’edicola del vecchio e barbuto uomo. Lì comprò uno dei giornali locali e
cominciò a leggere:
IL SINDACO DI NEIGEVILLE PROMETTE CHE NON CI SARANNO PIU’ CANI RANDAGI IN CITTA’.
Dopo l’atroce morte di un uomo, sbranato da cani randagi, il sindaco promette la riapertura del canile cittadino. Nel frattempo Neigeville vive nel terrore.
“Tsk…quel
vecchio rimbecillito fa tante promesse che non mantiene mai. L’ultima volta
promise di istallare l’aria condizionata in ospedale…non è che sia molto
utile con le nostre temperature però…”
Robin
si sforzò di sorridere ed uscì dall’edicola con il giornale in mano.
***
In
un piccolo appartamento al centro di Neigeville, Rose, stava sistemando dei
vestiti in una grossa valigia nera. Il suo volto era coperto di lacrime, che
scendevano lentamente rigando il viso pulito della ragazza. Non aveva ancora
superato il trauma di aver ucciso, sotto le sembianza di un lupo mannaro e
quindi inconsciamente, un uomo. La ragazza non poteva convivere con il pensiero
di aver ucciso un essere umano. Era una cosa immonda. Credeva di non poter
restare un minuto in più a Neigeville. Qui c’erano persone che conoscevano il
suo segreto e che sapevano cosa aveva fatto. Ma Robin, Faith ed Oz non avrebbero
rivelato a nessuno il “grande segreto” di Rose.
La
ragazza uscì dal suo appartamento con la valigia nera. Scese le ripide scale di
pietra ed uscì dal grande portone di legno del suo palazzo. Scendevano ancora
lacrime dal suo viso. Quando camminava vedeva le persone girarsi per guardarla.
Tutti notavano la sua disperazione. Camminava a testa bassa, con un passo veloce
e nervoso. Fu proprio questo il motivo per cui non vide Oz. I due si scontrarono
e sussultarono subito dopo.
“Oh…ehm…ciao!
Come va?” salutò Oz con un
lieve tono di’imbarazzo.
“Oh…c-c-ciao…non
ti avevo visto” rispose nervosa Rose
“Neanche
io” sorrise il licantropo “Dove vai?”
“Oh…no…no…non
è quello che sembra…cioè…io…”
“Stai
partendo?” domandò Oz che aveva intuito tutto.
“Ehm…si!”
“Ma
per quale motivo?” domando Oz contrariato e dispiaciuto “ E’ forse colpa
nostra? Perché conosciamo la tua doppia personalità? Noi non diremo
niente…non c’è niente di male nell’essere un lupo mannaro”
Rose
emetteva suoni privi di significato, non sapeva cosa rispondere. Le lacrime,
ora, scendevano con un ritmo sempre più frenetico.
Oz
afferrò la ragazza per le braccia e le disse “Non andare via”
Ma
proprio mentre stava terminando la frase la ragazza scomparve.
Il
licantropo si vide scomparire Rose tra le mani. Tutte le altre persone che
camminavano attorno a lui scomparvero insieme alla ragazza.
“ROSE…ROSE…DOVE
SEI?” gridò il licantropo.
Nessuno
rispose. Si udivano solo alcune grida d’aiuto.
Oz
non capiva cosa stesse succedendo. Com’era possibile che più di venti persone
erano scomparse contemporaneamente? Camminò per dieci metri come per cercare di
scorgere qualcuno. Controllò dietro le macchine aspettandosi che qualcuno
sarebbe uscito gridando “Scherzetto!”, ma niente di tutto questo accadde.
Uhm…forse
è un incantesimo di Rose…l’avrà fatto per scappare da me e per sbaglio ha
coinvolto tutti gli altri…ma no, no…non può essere…Rose non è una
strega…o forse si?
La
mente di Oz si arrovellava attorno a questo dilemma apparentemente
incomprensibile.
L’unica
cosa da fare è andare da Faith e Robin…forse loro non sono stati colpiti da
questa…maledizione.
“Chi
è?…oh…esiste ancora qualcuno che si diverte a fare questi scherzi
imbecilli”.
Oz
udì chiaramente la voce di Faith e capì che anche lui era invisibile agli
altri anche se si riusciva a vedere.
Proprio
mentre la ragazza stava chiudendo la porta, non avendo visto nessuno, Oz infilò
il proprio piede in quella piccola fessura che rimaneva tra la porta semichiusa
e l’infisso di quest’ultima.
Faith
provò a chiudere con maggiore insistenza la porta.
“E’
inutile che ci provi Faith…c’è il mio piede lì in mezzo…e mi stai solo
facendo male!” esclamò sarcastico Oz.
La
cacciatrice sobbalzò. Aveva udito parlare il nulla o era…
“Oz?”
domandò tra lo spavento e la curiosità Faith.
“Si…sono
io. Sono invisibile, come lo sei tu. Credo che sia un incantesimo”.
La
ragazza tentò di rispondere ma non ci riuscì. Le sue labbra cercavano di
formulare una qualche risposta a quell’affermazione ma senza alcun risultato.
“C’è
Robin lì con te?” domandò Oz.
“No,
non è qui…è andato in edicola”
Il
licantropo rifletté un po’ sul da farsi poi i suoi pensieri furono interrotti
da una (quasi) euforica Faith:
“A…aspetta…ora
tu vuoi dire che non mi riesci a vedere e che nessuno mi può vedere”
“S…si”
rispose un perplesso Oz che non trovava nulla di entusiastico in tutto ciò.
“Quindi
tu non vedi ciò che sto facendo ora” domandò una sempre più entusiasta
Faith che mimava strane espressioni con il viso per cercare di testare la
veridicità delle affermazioni di Oz.
“No!”
esclamò Oz che cominciava a seccarsi.
“Allora
possiamo fare baldoria per la città!” urlò in preda alla felicità la
cacciatrice.
“Ehm…no
Faith, dobbiamo cercare di risolvere questa situazione” rispose imbarazzato
Oz.
“Uff…e
va bene…andiamo a cercare Robin!” esclamò annoiata Faith.
“Bene…andiamo!”.
Oz
cominciò a camminare per il pianerottolo del condominio ma si fermò
improvvisamente.
“Faith?”
domandò. Si accorse che la cacciatrice non lo stava seguendo.
Dopo
poco udì un urlo di rimando provenire dall’interno della casa:
“ASPETTA…MI
STO VESTENDO…STO ARRIVANDO”
“E…E…ERI
NUDA?” domandò imbarazzato il licantropo.
Nessuno
rispose.
Poi
si udirono dei passi raggiungere Oz ed una voce maliziosa domandò subito
dopo” Ti piacerebbe vero?”.
Oz
capì che la ragazza era ormai accanto a lui.
I
due cominciarono a scendere rapidamente le scale. Giunsero in giardino. Entrambi
riuscivano a capire la loro posizione grazie al rumore delle scarpe che
s’incontravano con l’asfalto.
Dopo
qualche minuto di imbarazzante silenzio Oz chiese con una certa incertezza:
“Ehm…Faith…ma…ma
tu…sei ancora…cattiva?”
Si
udì una fragorosa risata provenire da Faith. La ragazza, terminato quel momento
di ilarità, rispose: “No, Oz…non ti preoccupare…ora sono ‘un paladino
della giustizia” disse la cacciatrice tra le risate.
“Oh.
E quei problemi con Buffy…sorpassati?” domando ancora imbarazzato Oz.
“Beh…ultimamente
abbiamo avuto un chiarimento. Ora siamo ‘amiche’. Ho fatto ‘pace’ anche
con tutto il resto della combriccola” rispose sarcastica Faith. Poi, dopo
poco, questa riprese “A proposito…non ti ho visto più con loro…cosa è
successo… ti hanno cacciato o sei andato tu via?”
Oz
era imbarazzato, non voleva rispondere. Preferiva non ricordare il fatto che non
era più il fidanzato di Willow e che lei era diventata…beh…lesbica.
“Sono
andato via io” rispose il licantropo in un sussurro.
Faith
capì di essere stata indiscreta e così per evitare ancora lunghi silenzi
disse:
“Oh…ecco…siamo
quasi arrivati. Robin dovrebbe essere lì dentro!”
***
Con
il giornale in mano, Robin camminava per la piazza principale del piccolo paese
canadese.
Stranamente
a quell’ora non c’era nessuno. Gli occhi dell’uomo perlustravano attenti
ogni angolo ma non si vedeva neanche l’ombra di un cane.
Che
strano posto pensò Robin Un
giorno le strade sono affollate…il giorno dopo il deserto più assoluto. Tsk!
***
Rose
non capiva ciò che stava succedendo. Fino a poco prima Oz era di fronte a lei
poi…scomparso.
Eppure
aveva sentito la sua voce…aveva sentito le urla delle persone…ma quali
persone?
Non
c’era più nessuno li accanto a lei o nelle sue vicinanze.
La
ragazza, spaventata, decise di correre verso la stazione ferroviaria locale, con
l’intento di prendere il primo treno per chissà dove.
Percorse
le strade desolate, sgombre di qualsiasi forma di vita.
Il
terrore assaliva l’animo di Rose che, con passo sempre più incerto, si
dirigeva verso un edificio verde di medie dimensioni.
La
stazione era un blocco rettangolare di cemento, costruita nella metà
dell’Ottocento. Dipinto completamente di verde, aveva un tetto spiovente di
color scarlatto.
Due
grandi portoni di legno costituivano l’entrata e l’uscita della stazione.
Rose
entrò all’interno di quest’ultima e si diresse furtiva verso la
biglietteria.
Anche
quel posto era completamente desolato. La ragazza cominciava a sospettare che lì
qualcosa non andava.
E’
un posto maledetto pensò
convinta la licantropa che si diresse verso uno sportello desolato con
l’intento di prendere un biglietto e di scappare via da quel posto ‘stregato’.
All’improvviso,
mentre era ormai di fronte alla biglietteria, Rose cadde per terra spinta da
qualcosa che correva rapidamente.
“Ouch!”
sentì esclamare il licantropo che poi disse subito “C’è qualcuno?”.
Silenzio.
Si
udiva solo il rumore di qualcosa che fuggiva verso l’uscita.
La
ragazza impaurita cominciò a correre in fretta e furia decisa a ritornare a
casa propria.
***
Faith
era ormai innanzi all’edicola. Entrò dentro seguita da Oz e scoprì che
neanche lì c’era nessuno…o almeno così sembrava!
La
ragazza setacciò il locale agitando le braccia nella speranza di toccare
qualcuno, magari Robin. Ma la sua ricerca non ebbe risultati. Dopo essere uscita
per strada la cacciatrice esclamò scocciata:
“Uff…che
depressione!…ROBIN??? SEI QUI???”
Nessuna
risposta.
“Non
ci resta che dividerci!” sentenziò mestamente Oz “Io lo cerco in centro, tu
perlustra la periferia e le altre zone.
“Uhm…ok…facciamo
così” rispose incerta Faith che partì subito alla ricerca del suo compagno
nella speranza di trovarlo.
Oz
invece cominciò a camminare con passo svelto e deciso verso il centro.
Giunse
nella zona in cui aveva incontrato Rose. Poi, cominciò a cercare quella che
doveva essere la probabile abitazione del licantropo. Lesse i nomi di tutte le
persone residenti in quella zona sui citofoni. Dopo una lunga mezz’ora di
ricerche lesse su di un campanello la scritta:
ROSE SAULNIER
Sempre
più deciso Oz entrò in quell’antico edificio ove risiedeva la ragazza. Salì
delle ripide scale di pietra e poi, finalmente, trovo l’appartamento di Rose.
Bussò
tre, quattro volte nella speranza che la ragazza fosse tornata a casa.
Alla
fine, dopo qualche secondo di attesa, la porta si aprì. Oz, d’istinto, infilo
il proprio piede nella fessura tra la porta e l’infisso di quest’ultima e
poi disse:
“Rose…sono
io…Oz”
La
licantropa ebbe un sussultò poi domandò tra le lacrime “Cosa vuoi da me?”
“Sei
stata tu?”
La
domanda di Oz fu troppo impulsiva e aggressiva.
La
ragazza ora cominciava a singhiozzare sonoramente. Si udiva sempre più il
rumore del suo pianto.
“Hai
fatto un incantesimo?” domandò con maggiore insistenza il licantropo.
“N…n…no…io
non ho fatto niente…stavo parlando con te e poi tutto e scomparso…sono
andata alla stazione…e lì qualcosa mi ha toccato…cosa succede?” la
ragazza ora piangeva disperatamente.
Dai
suoi occhi sgorgavano solo lacrime…e tristezza.
Oz
capì di essere stato troppo brusco con lei. Allora cercò di capire dove fosse
la ragazza e, dopo averla individuata, le si avvicinò lentamente, con cautela.
Poi cercò di abbracciarla.
Ci
riuscì.
Sentì
il contatto con il suo corpo. Avvertì alcune lacrime cadere sul proprio
vestito, una vecchia felpa verde. Udì i molti singhiozzi che emetteva la
ragazza mentre questa abbracciava con maggior vigore il licantropo.
Poi
dopo tanti minuti, dopo un lungo pianto, Oz cominciò ad intravedere il corpo
della ragazza che man mano si faceva più visibile e nitido. Capì che tutto
stava tornando normale, che tutti erano di nuovo visibili.
Ammirò
il viso di Rose poi continuò ad abbracciarla.
***
Robin
camminava tranquillo. Udiva il canto degli uccellini anche se non riusciva a
scorgerli. Sembrava che fossero diventati invisibili.
L’uomo
apprezzava la tranquillità in cui era immerso l’intero paese. Certo…era un
po’ inquietante il fatto che non c’era nessuno per strada a
quell’ora…però.
“Ah…che
pace!” esclamò felice Robin “E’ un vero e propr…”.
La
sua frase fu interrotta. L’uomo inciampò e cadde per terra.
Appena
si riprese si girò per vedere cosa aveva provocato quella sua caduta.
Proprio
lì, dietro di lui, c’era un clochard seduto per terra che stava imprecando
contro Robin.
C…c…come
è possibile…lì fino a poco tempo fa non c’era nessuno ed ora è apparso
questo tizio dal nulla??? Mah…!
Fine Secondo Episodio