We Belong Togheter, FF su Sarah&James
AUTORE: Kaikan (Manu)
RAITING: NC- 17 (ma solo per sicurezza)
PAIRING: Sarah e James
DISCLAIMER: I personaggi non sono di mia proprietà ma di Whendon & Co., è
una storia scritta solo per puro piacere personale e non a scopo di lucro, ecc.
ecc.
GENERE: AU
RIASSUNTO: Sarah frequenta il secondo anno di liceo, un giorno vede un ragazzo e
ne rimane folgorata, ma pensa che lui sia irraggiungibile ma non sa quanto si
sbaglia. Così comincerà una relazione con questo ragazzo che le farà capire
che l’amore è una cosa meravigliosa, ma poi la madre le da una brutta
notizia...
WE
BELONG TOGHETER:
CAPITOLO 1:
Era il 1993 una ragazza dai
capelli castani correva alla fermata dell’autobus seguita a ruota da
un’altra ragazza dai capelli neri, per miracolo riuscirono a salire
sull’autobus e si accasciano affaticate sui sedili.
-Allora oggi devo venire a casa tua?-
-No, dopo pranzo vado a prendere James al lavoro e andiamo alla scuola di
recitazione-
-Alla fine sei riuscita ha convincerlo?-
-Sì, e sapessi quant’è bravo…-
-Già immagino. No, ma dimmi in quale cosa per te non è bravo e lo è anche a
letto?- chiese maliziosa.
Sarah arrossì.
-Veramente…noi non abbiamo…ancora- arrossì di nuovo.
-No, davvero? Con un ragazzo così-
-Lui non vuole perché sa che io non sono pronta-
-Dimmi dove l’hai trovato che l’ho ordino anch’io- scherzo Rachel.
-Già sono proprio fortunata- disse con aria sognante guardando fuori dal
finestrino, erano quasi due anni che stavano insieme, sabato facevano due anni.
-Dovrei comprargli un regalo- pensò.
Poi i suoi pensieri vagarono alla prima volta che lo vide, non se ne sarebbe mai
dimenticata.
Lei era al secondo anno di liceo lui al quarto.
Era il giorno delle candidature per i responsabili della scuola, lui si era
candidato.
Le classi prime e seconde erano riunite in palestra, lei era seduta in prima
fila e parlava con Rechel e altre amiche. Quando si girò verso la porta fu
allora che lo vide.
Portava un paio di jeans neri e una camicia bianca aveva i capelli riccioluti e
castani senza gel, ma la cosa che la fece rimanere senza fiato più di tutte
furono i suoi occhi blu come l’oceano.
-Chi è quello?- chiese a Rechel.
-Si, chiama James Marsters è di quarta-
Il professore diede il microfono al ragazzo per farlo parlare, lei rimase a
contemplarlo pendendo dalle sue labbra.
Finito il discorso ripassò il microfono al professore e fece un gran sorriso e
lei fu persa per sempre.
Finita l’assemblea le classi stavano tornando in classe lei gli era quasi
passata affianco senza farsi vedere ma lui si voltò e iniziò a studiarla, lei
arrossì girando la testa e uscendo spedita dalla palestra…
-Ehi Sarah io vado- la salutò Rechel scendendo dal bus, lei le fece un segno
col capo, cavoli aveva interrotto i suoi ricordi su lei e James, guardò di
nuovo fuori dal finestrino e si accorse che doveva scendere alla prossima,
prenotò la fermata e si apprestò a scendere.
James stava servendo un tavolo, mancavano 5 minuti alla fine del turno quando
vide fuori dalla vetrata Sarah, la sua ragazza che lo salutò. Dopo aver finito
di servire quel tavolo, tornò al bancone, si tolse il grembiule e lo buttò al
suo amico Frederick e si precipitò tra le braccia della sua ragazza che non si
fece certo pregare e si lanciarono in un bacio appassionato.
-Mi sei mancata- sussurrò poi lui.
-Anche tu da morire-
-E bravo il nostro James, ti sei trovato proprio una sventola- disse allusivo
Fred.
-Sta zitto scemo- lo zittì lui tirandogli uno straccio -Aspettami qui vado a
cambiarmi-
E si allontanò.
Tornò dopo cinque minuti nei quali i colleghi di James l’avevano assillata di
domande sul sesso, lui le venne in soccorso trascinandola via. Salutò tutti e
uscirono abbracciati diretti alla scuola di recitazione.
La sera, appena tornata a casa, Sarah vide sua madre seduta in salotto, quando
la vide entrare le sorrise. Sarah si spaventò, quando sua madre era allegra
c’era qualcosa di brutto in arrivo, e di solito era qualcosa che non le
sarebbe piaciuto per niente.
- Sarah siediti - le disse la madre sempre con quel sorriso strano, e lei si
sedette.
-Allora, devo dirti una cosa- cominciò -Ho avuto una proposta di lavoro a New
York, già da un mese, non te ne ho parlato perché ho fatto domanda alla scuola
di recitazione, so quanto tu ci tenga a fare l’attrice, ho aspettato la
risposta, e hanno detto di sì!-
Sarah spalancò gli occhi. New York. Non avrebbe più visto James, e non poteva,
lei l’amava con tutto il cuore e tutta l’anima, come avrebbe fatto a vivere
lontano da lui.
- Ma perché? Il lavoro che hai qui non va bene?- gli occhi le si velarono di
lacrime.
- Tesoro è una grandissima occasione, sia per me sia per te. Ti rendi conto la
Julliard, è un’occasione unica per te- le sorrise cercando di prenderle la
mano.
-No!- urlò la ragazza alzandosi di scatto.
-Non posso andarmene non vedrò più James- le lacrime le rigavano le guance.
Il sorriso della madre si spense.
-Lo devi dimenticare- le disse - Ostacola la tua vita e tu non te ne rendi
conto-
-Come puoi dire questo- continuava ad urlarle dietro.
- Sarah si ragionevole- si alzò e cerco di abbracciarla.
-Io ti odio e non verrò mai con te!- e detto questo corse in camera sua e sbatté
la porta.
La madre continuava a guardare la porta dove la figlia era sparita, non si era
immaginata una reazione del genere, e ora non sapeva se andarle a parlare o
lasciarla sola. Scelse per la seconda e si diresse in cucina sconsolata.
Nella sua stanza Sarah accasciata contro la porta continuava a piangere.
-Io non posso partire, non posso. Io l’amo troppo, come faccio a vivere senza
di lui- e continuò a piangere disperata. Guardò la finestra da dove sporgeva
la scala antincendio. E le venne un’idea. Si alzò di scatto asciugandosi le
lacrime. Chiuse la porta a chiave e si diresse verso la finestra, avvicinò la
scala antincendio e iniziò a scendere.
Sarebbe andata da James, lui di sicuro sapeva cosa fare. Arrivata giù, un lampo
squarciò il cielo e la pioggia iniziò a scendere.
James guardò fuori della
finestra del suo appartamento stava piovendo, lui odiava la pioggia preferiva
notevolmente il sole.
All’improvviso qualcuno bussò forte alla porta e lo fece sobbalzare. Chi
poteva essere a quell’ora, si chiese.
S’infilò i pantaloni ed andò ad aprire, e si ritrovò davanti Sarah
inzuppata dalla testa ai piedi
- Sarah!- esclamò sorpreso vedendola ridotta così e più di tutti a
quell’ora.
- Come mai sei qui? E guardati sei tutta bagnata, entra avanti- lei
l’oltrepassò e lui chiuse la porta.
-Aspetta ora ti prendo qualcosa per cambiarti- si stava avviando in camera
quando lei lo afferrò per un braccio e l’abbracciò stretto.
- Sarah ma che…- pi si accorse di qualcosa che gli stava bagnando il petto e
non erano i suoi vestiti ma lacrime, Sarah stava piangendo. Lui le alzò la
terra e lo costrinse a guardarlo.
- Che cosa sta succedendo?- le chiese.
Lei non rispose e continuò a tenerlo stretto così lui l’accompagno al divano
e la fece sedere, sempre tenendola stretta. La lasciò sfogare. Quando si fu
calmata le alzò il mento.
- Adesso ti va di parlare?- le chiese, lei annuì.
-Mia madre, si vuole trasferire a New York mi ha iscritto alla Julliard, e…-
-Ma è fantastico- esclamò lui.
-Fantastico- mormorò lei -Come fantastico, andrò in un'altra città, non ci
vedremo più-
- E’ una gran cosa Sarah, la Julliard, quando ti capiterà un’occasione del
genere, pensaci-
-Allora tu non mi ami- si alzò di scatto.
- Ma che cavolo dice- si alzò anche lui.
-Mi stai cacciando- lo accusò.
-Non è assolutamente vero!- si difese.
-Ma hai appena sostenuto che dovrei partire-
-Si, perché…-
-Lascia stare pensavo…- si avviò alla porta.
- Credevo che tu potessi aiutarmi invece…- la mano di James si serrò sulla
sua e la fece girare.
-Non è quello che volevo dire- gli sussurrò avvicinandosi alla sua bocca.
-Lo sai che ti amo con tutta l’anima- e la baciò, lei gli allacciò le
braccia al collo per attirarlo a se, le loro lingue iniziarono a duellare, lui
la trascinò al divano e la fece stendere e le salì sopra. Poi si staccò per
fargli riprendere fiato.
-Dubiti ancora dei miei sentimenti dopo tutto questo tempo?- le chiese con voce
rotta.
-Avrei potuto avere tutte le ragazze che volevo, ma ho voluto te, una ragazza di
seconda che arrossiva appena la guardavo- cominciò a baciarle il collo come
aveva fatto tante volte, poi si scostò era eccitato, la voleva ma sapeva che
lei non era pronta e non voleva forzarla.
Lei gli prese il volto tra le mani e lo baciò ancora, aveva capito cosa lo
turbava e lei voleva fargli capire che era pronta a fare l’amore con lui.
Si separarono.
-Fa l’amore con me James- gli sussurrò a fior di labbra.
-No, tu sei sconvolta e…- cercò di alzarsi.
-Io voglio fare davvero l’amore con te, sei l’uomo della mia vita, e io ti
amo così…-
Lui non voleva sentire altro si rimpossessò delle sue labbra, e le tolse il
cappotto.
-Ne sei sicura- le chiese cominciando a baciarle il collo.
-Si- sussurrò lei mettendogli le mani nei capelli, lui le slacciò la camicetta
e gliela sfilò, e iniziò ad ammirarla.
-Dio sei così bella, non sarei mai potuto stare con un'altra, mi sei piaciuta
appena ti ho vista. Ti amo-
Lei gli allacciò le braccia al collo e gli sorrise, lui le passò le mani
dietro la schiena per slacciarle il reggiseno.
- Sei gelata, ti prenderai un malanno- scostandosi.
-Scaldami tu- rispose lei attirandolo di nuovo a se e affondando la testa nel
suo petto.
-Si ti scaldo io- e lui se la strinse.
E lei iniziò di nuovo a piangere.
-Amore basta -le alzò il viso e le asciugò le lacrime.
-Io non ti voglio lasciare- singhiozzò.
-Io sarò sempre con te, qui- e le toccò il cuore -E qui- le toccò la testa
-Sarò sempre dentro di te e tu dentro di me- poi la osservò, era così
indifesa.
-Ora ti prendo una mia maglietta- si alzò e andò in camera, Sarah seduta sul
divano era pensierosa, poi si alzò e andò anche lei in camera.
Trovò James intento a scavare in un cassetto.
-Eccola- esultò , quando si girò rimase a bocca aperta, Sarah si era tolta il
reggiseno e si stava avvicinando a lui. Arrivata gli prese le mani e se le portò
al seno.
James era sorpreso non poiché lei era senza reggiseno, era successo altre
volte, ma in quelle occasioni era stato lui a slacciarglielo non si aspettava
che le potesse prendere l’iniziativa
- Sarah…non…credo…che- deglutì.
-Lo voglio fare James, voglio che mi fai donna, la tua donna-
-Ma… io- lui era ancora sospettoso.
- Sono pronta-
La guardò a lungo
assicurandosi che fosse davvero così, quando vide quello che cercava le prese
il capo tra le mani, le sollevò il viso per impossessarsi delle sue labbra.
Lo voleva e lo avrebbe amato con tutto il suo cuore, non si sarebbe trattenuta
n’avrebbe mostrato timidezza. Non avrebbe mai voluto che nessun altro uomo la
toccasse così. La baciasse. La stringesse. Al diavolo le paure.
James la strinse tra le braccia e la portò al letto, prima di raggiungerla si
spogliò velocemente dai vestiti.
- Che cosa mi hai fatto?- le chiese lui, prima di sdraiarsi accanto a lei.
Lei gli sorrise, poi gli mise le braccia al collo e avvicinò la sua testa a
quella di lui per un lungo, profondo bacio.
James non la deluse baciandola con ardore, Sarah sospirò di soddisfazione e
fece correre la mani lungo la sua schiena muscolosa.
Quanto avrebbe voluto rimanere così per sempre! Persa in quel momento in cui
c’erano solo loro due, nessun passato, nessun futuro. Niente che li dividesse.
Era perfetto.
Lui le lasciò le labbra per darle un bacio sensuale sul collo mentre gli si
adagiava sopra, poi le succhiò e le stuzzicò la pelle con la lingua e con i
denti. Sarah inarcò la schiena, mentre le mani di James scorrevano sul suo
corpo.
I sensi di Sarah erano impazziti. La mano del suo ragazzo le sfiorò un
ginocchio e poi risalì lungo la coscia. Lei non provò nessuna timidezza e
nemmeno una punta di vergogna quando lui la toccò la femminilità.
Senza esitare si aprì a lui donandogli tutta se stessa.
-Sei così morbida-
Continuò a baciarla cambiando nel frattempo posizione affinché il suo corpo
fosse in intimo contatto con il suo. Quando si mosse nuovamente Sarah sentì che
premeva con urgenza contro il suo ventre.
-James?- la sua voce vellutata come un sussurro era piena di emozione e il suo
corpo bruciava per il desiderio. Aveva bisogno di lui.
-Non avere paura- le sussurrò lui.
-Non né ho…Oh!-
Lui si mosse in fretta. La bruciante fitta durò solo un secondo e James restò
perfettamente immobile dentro di lei
Lui aspettava un segno da parte di lei, infatti, lei mosse i fianchi
accogliendolo di più dentro di se. Con un gemito soffocato James cominciò a
muoversi dapprima lentamente poi con maggior vigore.
Era premuroso e gentile.
James si morse il labbro per sentendola muoversi con lui.
-Si, amore mio- disse, chiudendo gli occhi per assaporare la calda pressione del
suo corpo contro il proprio
-Proprio così-
Quando lei si adeguò al ritmo gli conficcò le dita nei muscoli delle braccia,
gli allacciò le gambe alla vita mentre lui faceva scivolare una mano tra i loro
corpi e la toccava.
All’improvviso lei gridò di piacere circondando il viso del ragazzo con le
mani.
E mentre James la portava all’apice della passione, Sarah
gli avvicinò il viso al proprio e lo baciò.
James si stese accanto per liberarla dal suo peso, e subito la circondò con le
braccia.
Lei si girò per guardarlo e gli si accoccolò contro. Aveva le palpebre gonfie
di sonno e un sorriso le incurvava la bocca.
- Sei adorabile amore – e la baciò sul naso
- E sei la mia donna adesso –
-Essermi unita a te così…è stato meraviglioso. Ti amo-
-Ti amo anch'io. Vieni qui – e l’attirò tra le sue braccia - Sei così
dolce, così bella e adesso sei mia –
Sarah gli sorrise, e poi sbadigliò
- Dormi amore abbiamo bisogno di riposare -
Stese il lenzuolo sui loro corpi abbandonati l’uno nell’altro in un tenero
abbraccio e la baciò sulla fronte.
Ed era così tenero e così impetuoso allo stesso tempo che la faceva impazzire.
- Buonanotte amore – gli sussurrò.
- Notte – gli disse lei e chiuse gli occhi, lasciandosi cullare dalla sua mano
che accarezzava i capelli.
CAPITOLO 2:
La fioca luce mattutina che
entrava nella stanza illuminò le due figure nel letto, il primo a svegliarsi fu
James che guardò subito verso la sveglia che segnava le 06:00 del mattino, poi
abbassò lo sguardo verso la ragazza che era tra le sue braccia, che seppelliva
il naso nel suo collo.
La osservò, seguendo le curve dei lineamenti del suo viso, con lo sguardo
corrucciato e le labbra piegate in un delizioso broncio.
Le sfiorò la guancia liscia, lei
aprì gli occhi e lo guardò intensamente
- Buongiorno…dormito bene?- le chiese accogliendola fra le sue braccia.
Lei annuì con un sorriso. Avvicinò la sua bocca alle labbra di James,
sciogliendosi in un bacio delicato e gentile.
-Che ore sono?-
-Le sei-
- Devo tornare a casa…prima che mia madre, si accorga …- disse lei
sciogliendosi controvoglia dall’abbraccio.
Il ragazzo l’attirò di nuovo a se Sarah accennò una timida protesta, che si
affievolì man mano che lui la baciava sul collo.
- Non vorrei, ma ora devo proprio andare…-
Il ragazzo le diede un ultimo leggero bacino e la lasciò libera.
- Anch’io devo andare a lavorare- sbuffò alzandosi dal letto tutto nudo,
Sarah si girò arrossendo, lui sorrise e l’abbracciò da dietro
-Che ti vergogni. Dopo quello che abbiamo fatto- le sussurrò all’orecchio
-Si…-
-Chi usa prima il bagno?- e la lasciò per mettersi i pantaloni
-Vado io- rispose lei avviandosi in bagno -Mi prepari la colazione?-
-Certo- annuì e lei sparì in bagno.
-Sbrigati se no arriverò in ritardo- e andò in cucina.
La professoressa stava spiegando
il rinascimento, ma i pensieri di Sarah erano rivolti tutti alla scorsa notte, a
quello che aveva provato tra le braccia del suo ragazzo era stato meraviglioso,
così dolce ma allo stesso tempo così passionale. Sapeva che fare l’amore con
lui sarebbe stato così intenso e pieno di emozioni perché ogni qual volta che
si guardavano c’era una scintilla che si accendeva.
Pensò anche il risveglio e la
colazione, che tutto sommato non erano state male.
- Geller! Cosa ho detto!- sbraitò la professoressa, solo in quel momento Sarah
ritornò nel mondo ed era confusa
- Cosa ha detto?- si chiese ma in quel momento la campanella la salvò
-Grazie a dio!- sospirò
Appena la professoressa fu uscita Rachel si avvicinò.
-Allora cos’hai?- le chiese
-Nulla. Perché?-
-Perché è molto raro che tu non stia attenta in classe, e quando succede e per
qualcosa di bello o di grave-
-Niente e solo che non avevo tanta voglia di venire oggi a scuola-
-Oh mio dio! L’avete fatto- urlò contenta.
-Cosa? No- evitò il suo sguardo.
-Non mi incanti bella, voglio solo sapere com’è…
- Il sesso?-
- Ma no!!!! James!-
- E’…fantastico…- ammise alla fine con aria rapita.
Rachel assunse un’aria delusa.
- Ma dove vuoi arrivare a parlare?- chiese Sarah guardinga.
Il silenzio dell’amica la fece preoccupare.
- Sono sempre stata curiosa di sapere com’è sotto QUELL’ ASPETTO…- disse
infine sottolineando le ultime due parole.
- Ehy ti ricordo che è il mio ragazzo-
-Già e pensare che credevi di non piacergli-
Era vero l’aveva pensato, però non avrebbe mai pensato che lui la potesse
corteggiare così spudoratamente aiutato dalla sua migliore amica.
Sarah stava camminando per il corridoio in direzione delle macchinette, per
prendere qualcosa da mangiare, non si accorse dello sguardo che un ragazzo le
stava lanciando.
-James hai sentito?- chiese David il suo migliore amico, ma lui non rispose era
incantato a guardare quella ragazza.
Poco dopo Sarah venne raggiunta dalle sue compagne che le dissero qualcosa
facendola ridere, James rimase stupito da quant’era bello quel sorriso, e
deciso che doveva conoscerla per forza.
- Ehy ma che…- non continuò anche lui prese a guardare la ragazza, era
segretamente innamorato di lei, ma non glielo aveva mai confessato e non gli
aveva mai chiesto di uscire, perché i suoi compagni l’avrebbero preso in giro
per sempre per aver invitato una piccolina, e lui non aveva avuto abbastanza
fegato almeno non tanto da sfidare tutti i suoi così detti “amici”.
-Quella è Sarah -
-La conosci?- James si girò di scatto.
-Si. La vuoi conoscere?- James annuì,
David lo guardò male sapeva che l’amico
era il tipo di ragazzo da sfidare tutti…
Si avvicinarono e le toccò la spalla.
- Sarah – lei si voltò a guardarlo.
- David - urlò e di slancio l’abbracciandolo.
- Come stai?- le chiese ricambiando l’abbraccio.
-Bene grazie-
-Io una favola. Ah ti presento James il mio migliore amico- la ragazza spalancò
gli occhi il ragazzo dei suoi sogni era li davanti a lei e gli tendeva la mano,
lei un po’ titubante gliela strinse
-Piacere di conoscerti Sarah - le sorrise
Il cuore di Sarah perse un colpo, dio aveva il sorriso più bello che avesse
visto, una ragazza poteva anche morire.
- Piacere io sono Rachel la sua migliore amica -
In quel momento la campanella suonò.
- Ora noi dobbiamo andare- Sarah si
tirò Rachel che stava sbavando per David -Piacere di averti conosciuto James- e
trascinandosi l’amica andarono in classe
-Che ragazza fantastica- sorrise James
-Gia- annuì l’amico poco convinto.
Erano le 13:30 tutte la classi stavano uscendo. Sarah stava aspettando l’amica
davanti al portone, ma non la vide arrivare, stufa tornò dentro a cercarla.
Stava per salire le scale quando sentì delle voci. Guardò e vide Rachel e
James che parlavano, lui stava ridendo di gusto. Si sentì tradita, l’amica
sapeva quanto a lei piacesse quel ragazzo e la stava pugnalando alle spalle.
Scosse la testa e tornò ad aspettarla al portone. La vide arrivare seguita dal
James che continuava a ridere.
- Era ora- disse acida.
- Ehy che ti prende- anche se lei lo sapeva bene l’aveva vista con la coda
dell’occhio mentre li osservava.
-Niente volevo andare soltanto a casa-
-Ah io devo andare da mia nonna dall’altra parte, quindi non posso fare la
strada con te-e fece un segno a James.
-Potevi dirmelo prima no? Non ti avrei aspettato tanto sarei andata con le
altra, ora mi tocca fare la strada da sola- e arrabbiata si allontanò.
-Vai- gli fece segno di seguirla.
- Sarah aspetta!- e l’affiancò lui -Ti
posso accompagnare?- le chiese timidamente tutta la sua sicurezza si era sciolta
quando l’aveva guardato.
Lei annuì senza parlare. Durante il tragitto si rivolsero pochissimo la parola
Quando uscì da scuola Sarah si trovò davanti il suo ragazzo.
- Che ci fai qui? Non dovresti essere a lavoro?-
-Mi sono preso mezza giornata,volevo stare con te. Ma se non mi vuoi…- fece
per andarsene ma lei lo bloccò
-Chiama tua madre, oggi pranzi con me- le passò il cellulare.
-Ma…-
-Niente ma, prendiamo un film, qualcosa da mangiare e andiamo a casa mia- poi
per non farla protestare la baciò.
- Ok, mi hai convinto- sorrise e chiamò sua madre.
-Andiamo- le cinse le spalle con un braccio e si incamminarono verso casa
Erano stesi sul divano lei aveva la schiena contro il petto di lui erano intenti
a guardare il film, Shakespire in love Sarah l’aveva pregato tanto per
prenderlo e James aveva ceduto.
Di tanto in tanto lui le baciava il collo ma lei se lo scrollava di dosso,
affermandogli che voleva guardare il film.
Alla fine della tormentata ora e mezza , tormentata soprattutto per il ragazzo,
Sarah si girò verso di lui e lo baciò
-Adoro questo film, ma soprattutto adoro Romeo e Giulietta grazie per avermelo
fatto affittare-
-Ma ti pare, mi è piaciuto un
sacco- le fece un sorriso falso.
-Sei un pessimo bugiardo- sorrise lei -Come fa ha non piacerti, io amo la scena
in cui lui va da lei in piena notte e le dichiara il suo amore-
- Ehy - si offese lui –Io ho fatto esattamente così-
Sarah ci pensò per un attimo e poi si ricordò era vero lui l’aveva fatto
davvero
Uscivano insieme da tre mesi, e lei si era innamorata perdutamente di lui gia
da molto prima, ma aveva paura di dirglielo non voleva essere respinta, poi
aveva saputo a scuola che lui usciva con lei e contemporaneamente con una
compagna di classe ma non ci aveva mai creduto veramente e non glielo aveva mai
chiesto. Poi un pomeriggio lì aveva visti in palestra a baciarsi ed era
scappata via in lacrime, Rachel l’aveva vista uscire dalla palestra ed era
andata a vedere cosa poteva averla ridotta così, e vide James che litigava con
Jennifer.
-Ma che diavolo fai?- chiese arrabbiato.
-Ti ho baciato ovvio, dai non dire che non lo volevi- disse strusciandosi
addosso.
-No, per niente- e l’allontanò –Io sono innamorato di un’altra- e dicendo
questo se ne andò, mentre stava uscendo finì addosso a Rachel che aveva
ascoltato tutto.
- Rachel- disse sorpreso.
-Corri da Sarah, ti ha visto baciarla-
- NO! Dov’è?-
-Sarà nel bagno delle ragazze-
Lui corse da lei ma non riuscì a parlarle per tutto il giorno,
sembrava scomparsa era riuscita a non incontrarlo per tutta la giornata
era anche arrivato per andare a casa sua per disperazione ma sua madre l’aveva
liquidato.
Era tornato a casa sconsolato aveva cenato con un nodo allo stomaco,
e si era maledetto in tutte le lingue del mondo. Poi si era ripreso. Lei
doveva dargli almeno la possibilità di spiegarsi, così si infilò i pantaloni
e corse fuori era gia lungo la strada di casa della ragazza.
Arrivato vide la luce della camera accesa, stava per suonare il citofono quando
si ricordò di quello che era successo quel pomeriggio si guardò intorno in
cerca di un’altra via. Vide la scala antincendio. “Può andare” pensò,
e iniziò a salirla, si trovò davanti alla finestra nell’esatto
momento per vedere Sarah piangere e dire…
-Perché mi sono innamorata di lui? Sapevo che era impossibile che io fossi la
ragazza che voleva-
“Oddio è innamorata di me” pensò felice, bussò alla finestra. Sarah
sobbalzò girandosi
spaventata, lui le sorrise, sul viso di lei scomparve lo spavento e venne
sostituito da rabbia, ma in fondo agli occhi lui c vedeva anche dolore.
-Mi apri- le mimò con le labbra, lei si andò alla finestra arrabbiata e aprì
la finestra
-Cosa vuoi- disse in tono freddo -Non ti è bastato quello che mi hai fatto?- il
suo tono vacillò un po’
-Mi dispiace che tu abbia visto quello- lei sorrise sarcastica
-Non avresti potuto nasconderlo ancora per molto, non credi- lo accusò
-Posso entrare?- le chiese
Lei si fece da parte, ma restò in silenzio
-Te ne sei andata subito...- disse entrando
-James devo chiederti una cosa-
-Dimmi-
-Tu mi vuoi bene?-
-No-
Lei strinse la mascella –Mi trovi carina -
-No-
Grosse lacrime gli si formarono negl' occhi –Sono nel tuo cuore-
-No-
-Se io me ne vado tu piangi-
-No-
-Allora perché sei venuto- disse girandogli di spalle piangendo, lui le afferrò
il braccio, la abbracciò e le disse
-Io non ti voglio bene io ti Amo, io non ti trovo carina tu sei stupenda, tu non
sei nel mio cuore sei il mio cuore, io non piango x te, io muoio x te!-
-Se rimanevi altri tre secondi avresti visto come l’ho insultata-
-Puoi chiederlo a Rachel-
Lei si girò nell’abbraccio per trovarsi faccia a faccia con lui e lo guardo
sconvolta
-Che c’è? Forse ho esagerato?- chiese spaventato e si sciolse
dall’abbraccio -Lo so non è proprio come me te l'ho saresti immaginavo però…-
lei lo zittì con un bacio che lui ricambiò di buon grado
- Anch’io ti amo- gli disse sulle labbra
Lui le sorrise
-Ho perso la testa quando ti ho visto baciare Jennifer-
-Non l’ho baciata io, lei mi ha baciato- lei lo guarda intensamente -Te lo
giuro, era gelosa perché ho scelto te sopra a lei-
Lei rimase in silenzio alcuni secondi, ripensando alle parole che le aveva detto
David
-Jennifer e James si conoscono da quando portavano il pannolino, lei farà di
tutto per dividervi, stai attenta Sarah-
Dio che stupida perché non ci aveva pensato subito, sorrise
-Ti credo-
-E come…-
-Mi sono ricordata le parole di un amico- e James capì al volo.
-Ehy sei con noi?- le domandò il
ragazzo
-Stavo solo ricordandomi la tua prima dichiarazione d’amore-
Lui sorrise e si apprestò a baciarla ma quando lei si alzò
-Ehy dove vai?-
-Ha mettere a posto la cucina- e sparì in cucina
-Ma…ma…- James era sconvolto lui voleva… e lei andava a pulire la cucina,
ma aspetta loro avevano mangiato cinese quindi…
- Sarah mi farai morire- e così dicendo corse in camera
Avevano appena finito di fare l’amore e lei aveva appoggiato la testa sul suo
patto
-Ti amo- le sussurrò lui baciandole la fronte
Lei si sollevò appoggiando il mento sulle mani
-Oggi è la prima volta che me lo dice-
-Davvero, ieri quante volte te lo detto?-
-10-
-Allora mi impegno per la fine della giornata a dirtelo più di 10 volte-
-Ma non vale se me lo dice tutte e 10 le volte di seguito-
-Lo so, ma la giornata non è ancora finita te lo potrò dire altre volte- le
sfiorò le labbra con il dito
-Adesso dammi un bacio- le comandò lui, e lei no se lo fece ripetere
-Ah ho una cosa per te- dice alzandosi dal letto, prendendo i pantaloni e
scavando nella tasca, li buttò per terra e le disse di aspettare e sparì in
salotto, tornò con un astuccio in mano, salì di nuovo sul letto e le porse
l’astuccio
-Aprilo- lei felice lo aprì dentro vi era un anello, all’interno c’erano
incise le iniziali dei loro nomi, e il contorno era ricoperto dalla parola TI
AMO. Lui la guardò ansioso di sapere, voleva sapere se le piaceva.
Sarah era senza parole
-Dio è bellissimo-
-Non sembri molto convinta-
-E quello che abbiamo visto due settimane fa?-
-Si-
-Ti dev’essere costato un occhio della testa-
Lui si alzò arrabbiato dal letto prese i pantaloni e lì indossò
-Che hai?- chiese alzandosi anche lei dal letto e indossando una sua camicia,
lui continuava a rimanere in silenzio dandole le spalle, Sarah gli si mise
dietro e cominciò a baciargli la schiena, lui si allontanò
-Pensavo ti avrebbe fatto piacere- disse poi
-James non sto dicendo che non mi fa piacere- lo fece girare verso di lei
-E solo che…c’ero anch’io quando l’abbiamo visto e so quanto costava e
non era poco e in più ci ha fatto incidere…-
-Ti ricordi che non ci siamo visti per due settimane?-
Lei annuì
-Ho lavorato in due posti diversi per due settimane-
-Per comprarmi l’anello?- chiese sconvolta
-Si-
-Ma tutto per me… ti sarà costato…-
Lui le accarezzò la guancia
-Un tuo sorriso vale molto di più- e la baciò
-Ti amo- sussurrò quando si furono staccati
-E siamo a due-
Lui sorrise
-Sei il ragazzo migliore che abbia mai conosciuto-disse accarezzandogli il petto
sensualmente
-E anche in quello…- e si rimpossessò delle sue labbra, e poi gli intrecciò
le gambe intorno alla vita
-Lo so- si vantò lui stendendola sul letto seguendola subito dopo e mordendogli
il labbro
-Amo quando fai questo- disse Sarah
-Santo cielo Sarah una persona può amare un’altra persona come io amo te?-
-Si, io amo te come tu ami me-
Lui la baciò di nuovo
-Ho di nuovo voglia di fare l’amore con te- le disse con voce roca baciandole
il collo
- Anch’io ti voglio…adesso- disse lei.
-Ok…- e cominciò a slacciarle la camicia, e abbassandosi a baciarle i
capezzoli….
CAPITOLO 3:
Come ogni sera Sarah bussò alla porta del suo ragazzo, ma questa notte sarebbe
stata l’ultima da passare insieme e gia gli si stringeva il cuore a pensare a
quello, che non avrebbe più potuto fare con lui tutte quelle cose che avrebbe
voluto.
James aprì la porta in boxer, e lei subito gli buttò le braccia al collo, lui
la tirò dentro l’appartamento tenendola sempre abbracciata. In casa c’erano
accese varie candele e la radio e la musica faceva da sottofondo.
- Dimmi di restare, dimmi di non partire, ti prego- lo pregò lei
James la prese per le spalle e l’allontanò dolcemente in modo da poterla
guardare negl’occhi, lei aveva gli occhi lucidi
-Non posso- le disse dolcemente -E’ la tua grande occasione, come potrei
chiederti di rimanere qui-
Lei si scostò da lui, come se le sue mani fossero diventate di fuoco
-Come puoi?- chiese sconvolta -Come puoi dire questo, allora tutte la parole
dolci, l’anello i TI AMO, erano tutte stronzate- gli urlò
-Cosa stai dicendo- disse anche lui sconvolto -Non ti ho mai dimostrato il mio
amore- urlò anche lui
-Dio, come puoi dire così?- le chiese arrabbiato alzando le mani al cielo
-Tutto quello che ho fatto, l’ho fatto per te- la guardò negl’occhi
-Chi sono io per ostacolare il tuo sogno? Sarah tu volevi fare l’attrice da
quando avevi 5 anni, chi sono io per impedirtelo-
- L’amore della mia vita- sussurrò lei piangendo andando alla finestra,
dandogli le spalle
-Anche tu sei l’amore della mia vita, ma non posso chiederti questo- sospirò
scuotendo la testa
Lei continuò a piangere guardando fuori dalla finestra, piangeva perché sapeva
che lui aveva ragione, lui non era nessuno per potergli impedire di realizzare
il suo sogno, allora perché si sentiva come se il cuore gli si fosse rotto in
mille pezzi?
- Perché pensavi che avrebbe lottato di più per te- lui come se le avesse
letto nel pensiero le disse
-Non pensare che io non voglia lottare per noi… e solo che voglio che tu
capisca- le andò vicino e le toccò il braccio e lei si scostò
- Sarah…- sospirò sconfitto -Io…non posso chiederti questo-
-Lo so- disse lei -Lo so…e solo che- la voce gli si spezzò -Ti amo così
tanto e… non sopporto l’idea di dover partire- James resto in disparte
lasciandola sfogare, quando lei si asciugò gli occhi e prese un profondo
respiro e le se avvicinò. Non sapeva più cosa dirle dopo la loro discussione.
Così le si avvicinò e sprofondò il viso nei suoi capelli e la strinse forte a
se. Le accarezzò il ventre e risalì verso il seno, Sarah gemette e chiuse gli
occhi per trattenere le lacrime. Quella era la loro ultima notte insieme.
Lui cominciò a posarle piccoli baci sul collo. Mentre una mano scivolò tra le
cosce , accarezzandole sensualmente per poi risalire verso la sua femminilità.
-TI AMO- sussurrò con voce roca, intanto dalla radio iniziò una canzone
Close your eyes so you don't feel
them (Chiudi gli occhi cosi non li sentirai)
They don't need to see you cry (Non hanno bisogno di vederti piangere)
I can't promise I will heal you (Non posso prometterti che ti salverò)
Sarah non rispose, si girò verso di lui lo guardò, poi l’attirò a se e lo
baciò. Un bacio d’addio. James lo sapeva. Voleva poterle dire di no, ma lei
il giorno dopo sarebbe partita.
Cominciò a baciarla all’infinito con disperazione non voleva lasciarla
- Anch’io ti amo- sussurrò lei prima di buttarlo sul letto, poi si spogliò e
gli tolse i boxer
But if you want to I will try (Se me lo permetti io proverò)
I sing this summer serenade (a cantare una serenata d’estate)
The past is done we've been betrayed (Il passato é passato siamo stati traditi)
Si mese a cavalcioni su di lui. Fu James che la sollevò leggermente in modo da
far avvicinare la sua virilità alla femminilità di Sarah. Poi la portò giù
col bacino. Penetrandola totalmente. Lei urlò per l’emozione intensa.
Lei dolcemente cominciò ad ondulare sopra di lui, dagli occhi uscivano delle
lacrime che le rigavano le guance, la bocca che si apriva con l’aumentare del
ritmo.
It's true (questo é vero)
Someone said the truth will out (Alcuni possono dire che la verità non esiste)
I believe without a doubt in you (ma io credo senza dubbio in te)
James le prese i seni che ondeggiavano davanti ai suoi occhi, erano abbastanza
grandi, ma sparivano dietro le sue mani
Lui lasciò andare i seni, si sollevò e cominciò a succhiarle avidamente prima
uno e poi l’altro capezzolo, dopo fatto questo si ributtò all’indietro
-OH James…- la voce Sarah era un sussurro, e lui gemette ancora di più mentre
lei si moveva sopra di lui
(chorus)
You were there for summer dreaming (Tu sei stata qui nella mia estate da sogno)
and you gave me what I need (E mi hai dato quello di cui avevo bisogno)
and I hope you'll find your freedom (E spero che troverai la tua libertà)
for eternity, for eternity (per l’eternità per l’eternità)
Sarah venne urlando il suo nome, mentre affondava la testa nel petto del
ragazzo.
Lui la seguì subito dopo chiudendo gli occhi ed emettendo gemiti bassi e rochi.
James le accarezzò la schiena mormorandogli parole d’amore fra i capelli. Il
respiro di lei poco dopo divenne normale
-E’ stato fantastico- sorrise lei contro la sua pelle e ricominciò a
piangere.
Yesterday when you were walking (Ieri quando stavamo camminando)
We talked about your mom and dad (Mi hai parlato di tuo padre e di tua madre)
What they did that made you happy, (Quel che hanno fatto ti ha resa felice)
What they did that made you sad (Quel che non hanno fatto ti ha resa triste)
We sat and watched the sun go down(Ma triste è guardare il tramonto)
Picked a star before we lost (Abbiamo colto una stella prima di perderci nella
luna)
the moon (La gioventù l'abbiamo bruciata)
Youth is wasted on the young before you know it's come and gone (Prima che te ne
sei accorta é venuta ed andata)
too soon (troppo presto)
(ETERNITY ROBBIE WILLIAMS)
Lui chiuse gli occhi per non piangere, la strinse più forte a se
-Ti amerò per sempre, lo sai?- le chiese
Lei alzò la testa
-Si!- tirò sul col naso -Non ti dimenticherò mai- e gli posò un leggero bacio
sulle labbra
Lui annuì sempre con gli occhi chiusi
E insieme finirono di ascoltare la canzone
Il silenzio era calato su di loro, nessuno dei due parlava, avevano paura di
dire la cosa sbagliata
-Mi canti qualcosa?- gli chiese lei poi
-Cosa?-
-Qualunque cosa-
In,I’m falling in (Dentro, io sono caduto dentro)
I didn’t want to (io non volevo)
Not so fast,boynon (così veloce, ragazzo)
Slow,
Don’t wanna hurt the girl (Non voglio fare del male alla ragazza)
Get her a pretty box (dalle una bella scatola)
You better fill it (faresti meglio a riempirla.)
And I get blinded when she opens the door (Ed io mi acceco quando lei apre la
porta)
It’s like looking into the sun,you know (è come guardare nel sole, lo sai)
And I’m just blinkin’,mumblin’,starin’ at my shoes (Ed io sono solo
sbatto gli occhi, ammutolito, guardando alle mie scarpe)
And she just looks at me (e lei solo mi guarda)
And smiles (E sorride)
Smiles (sorride)
Smiles (sorride)
So,there we go again (Oh, noi andiamo là di nuovo)
And it feels so good (e sembra così buono)
To fall up and downcadere (su ed in giù)
Damn,it’s 2 AM again (Dannazione, sono ancora le 2 AM)
And she kisses me goodbye (E lei mi bacia salutandomi)
For the sixteenth time (per la sedicesima volta)
And I’m driving home,it’s 5 AM Ed (io sto guidando verso casa, sono le 5 AM)
And I look at the sun come up over the hills (ed io vedo il sole che sorge sulle
colline)
And the clouds are turning pink and green (le nubi stanno diventando color rosa
e verde)
And all I can see is her eyes (E tutto quello che posso vedere sono i suoi
occhi)
Eyes (occhi)
Eyes (occhi)
I get blinded when she opens the door (Ed io mi acceco quando lei apre la porta)
It’s like looking into the sun,you know (è come guardare nel sole, lo sai)
And I’m just blinkin’,mumblin’,starin’ at my shoes (Ed io sono solo
sbatto gli occhi, ammutolito, guardando alle mie scarpe)
She just looks at (me e lei solo mi guarda)
And smiles (E sorride)
Smiles (sorride)
Smiles (sorride)
(Smile -JAMES MASTERS)
Appena lui finì la canzone lei riprese a piangere a dirotto
-Amore basta- le disse lui
-Non riesco a smettere- e lo strinse
Avevano fatto l’amore altre due volte, con la stessa disperazione della prima,
la radio aveva continuato a cantare canzoni sdolcinate, e lei aveva continuato a
piangere.
Sarah si stese sul fianco dandogli la schiena e istintivamente James
l’abbraccio schiacciandola contro il suo petto
-Ti amo- le sussurrò, aveva perso il conto di quante volte gliela aveva detto
quel giorno, ma era vero, lei era come l’aria che respirava, il cibo che
mangiava, l’acqua che beveva, senza di lei non credeva di poter vivere ma come
le aveva detto non poteva ostacolare il suo sogno.
Quando il respiro della ragazza si normalizzò lui capì che si era
addormentata, finalmente lui potè dare libero sfogo alle lacrime, lei tenne gli
occhi chiusi mentre lo lasciava sfogare come aveva fatto lui qualche ora prima,
poi per un po’ non sentì più niente e capì che si era addormentato, con
delle lacrime che ancora gli rigavano il volto.
In quel momento lui era come un bambino, così fragile, e lei lo amava da
morire, aveva capito perchè lui non le aveva chiesto di rimanere.
Gli occhi gli si chiusero per la stanchezza, così si sistemò meglio
nell’abbraccio e chiuse gli occhi, il sonno la prese subito.
Lunedì mattina Sarah era a scuola, chiese a David se aveva visto James,
avevano litigato per colpa della sua gelosia e lui si era arrabbiato e non
l’aveva chiamata ne il sabato sera ne la domenica, e quella mattina
all’entrata di scuola lui l’aveva ignorata completamente.
-E’ in palestra a fare qualche canestro-
Ah ora ricordava quando era arrabbiato si scaricava giocando a Basket o suonando
la chitarra ma dato che erano a scuola poteva essere solo in palestra.
Quando arrivò lo vide che si allenava in canottiera bianca e pantaloncini,
James si sentì osservato si girò e la vide, era sudato e la cannoniera gli
fasciava il petto come una seconda pelle.
-Santo cielo è così sexy- pensò lei
Lui la ignorò ancora e ripresa a giocare, lei piano piano gli si avvicinò e
gli si parò davanti
-Mi dispiace- disse
Ma lui continuò a giocare
-James hai sentito?- lui fermò la palla e la guardò negli occhi
-Si, e solo…-
Sarah non lo lasciò finire e lo abbracciò stretto
-Mi dispiace- disse ancora -E che tu mi hai mentito e quando ti ho visto con un
ragazza sono diventata gelosa, non è colpa mia se sono gelosa di ogni ragazza
che ti guarda, parla…- si interruppe lui stava sorridendo
-Che hai da sorridere?-
-Ti amo- disse semplicemente e lei lo strine ancora di più
-Ma sono tutto sudato non dovresti abbracciarmi-
Lei scosse la testa e lo baciò
-Non ho ancora finito di essere arrabbiato con te- sussurrò baciandole il collo
-Dovrei fare tanto per farti perdonare- disse allusivamente
-Che ne dici se chiedo scusa a tua cugina?-
-Beh non è che mi alletta molto che lei ci guarda mentre noi…-
-Sei un maiale-
-Scherzo, mi verrà a prendere fuori da scuola, ti scuserai, io l’accompagno
in un posto, poi ti vengo a prendere e andiamo a casa mia…- lasciò in sospeso
la frase
-Non vedo l’ora- disse lei baciandolo ancora
Sarah si svegliò che erano le 08:30, sospirò tra due ore sarebbe dovuta
partire, guardò verso il ragazzo addormento che l’abbracciava possessivamente
non l’aveva ancora lasciato e gia gli mancava. Scivolò fuori dal suo
abbraccio cercando di non svegliarlo, e corse a vestirsi.
Un quarto d’ora dopo era pronta, si sarebbe fatta la doccia a casa sua.
Prese un foglio e cominciò a scrivere, poi glielo poggiò sul cuscino vicino
alla sua testa, gli fece una carezza e sul volto del ragazzo comparve un
sorriso, si chinò su di lui e gli diede un bacio a fior di labbra
-Ti amo e ti amerò per sempre- gli sussurrò prima di andarsene
James si svegliò di soprassalto con una strana sensazione guardò verso il
posto che doveva essere occupato da Sarah e lo trovò vuoto, al suo posto un
biglietto, lo prese e cominciò a leggerlo
-I tuoi occhi sono il mio sguardo,
la tua voce è la mia musica,
le tue mani sono la mia forza,
il tuo sorriso è la mia felicità,
un tuo bacio...il mio sogno!-
Ciao amore e probabile che quando leggerai questo biglietto io non ci sarò più,
il volo parte alle 10:30 non ho voluto dirtelo prima per evitare un addio
strappa lacrime, sappi solo che ti amo e che sarà per sempre
CON TUTTO IL MIO AMORE
Sarah-
Sarebbe partita alle 10:30 guardò l’orologio erano le 10:15 saltò giù dal
letto afferrò i primi vestiti che gli capitarono a tiro e si precipitò fuori
di casa.
Sarah continuò a guardarsi in giro nella speranza di veder arrivare il suo
amore, ma sperava vivamente di no non avrebbe sopportato l’addio.
-I passeggeri del volo A3 diretto a New York sono attesi all’uscita nord- lei
chiuse gli occhi
- Sarah dobbiamo andare- le disse la madre
La ragazza annuì e si avviò verso l’uscita nord
James correva per tutto l’aeroporto non curandosi delle persone che urtava.
-I passeggeri del volo A3 diretto a New York sono attesi all’uscita nord-
-E quello- pensò lui correndo verso l’uscita nord
Appena arrivato vide Sarah che entrava, cercò di seguirla ma la guardia di
sicurezza lo fermò
-Non può passare-
-La prego devo solo salutare quella ragazza- disse indicando la porta
-Mi dispiace-
- SARAH!!!!- urlò
Sarah sentì la voce del ragazzo mollò la borse e tornò indietro
Vide James che litigava con la guardia
- James- lo chiamò correndogli incontro e rifugiandosi tra le sue braccia
Lui ricambiò l’abbraccio
-Sono stato un idiota ieri notte, non partire , resta con me-
-Non posso-
-Io so che morirò senza di te- lei gi accarezzò la guancia
- Anch’io ma devo…-
-Lo so- disse sconsolato
- Sarah dobbiamo andare- disse la madre che l’aveva raggiunta
-Arrivo- e lui la baciò
L’assistente di volo si schiarì la voce
I ragazzi si staccarono e James appoggiò la fronte contro quella di lei
-Non di dimenticherò mai- le sussurrò lui accarezzandogli la guancia con un
dito
-Io ti amerò per sempre- gli rispose lei di rimando –Devo andare-
Lei si slacciò il braccialetto che le avevano regalato quando era nata
-Me lo ridarai quando ci rincontreremo, perché so che ci rincontreremo-
-Lo penso anch’io-perse il braccialetto e la baciò di nuovo
James entrò in casa e si butto sul divano, era partita, con un braccio si copri
il volto e cominciò a piangere.
Sarah sull’aereo guardò le nuvole mentre le lacrime le correvano lungo le
guance, era partita e non l’avrebbe più rivisto.
CAPITOLO 4:
1998... 5 anni dopo agli studios
Sarah entrò negli studios di Los Angeles e si diresse verso il suo camerino. Si
alla fine era riuscita a realizzare il suo sogno. Non era stato facile, ma
c’era riuscita.
Sulla strada incontrò Nicholas, suo carissimo amico e collega, lavoravano tutti
e due da un anno nel ormai famosissima serie Buffy the vampire slayer
- Ehy Nick-
- Ehy Sarah, sai che Joss sta cercando due nuovi attori?-
- Ahh si l’aveva detto, per i due nuovi personaggi Spike e Drusilla se non
sbaglio-
-Si appena li ha scelti possiamo andare avanti con la serie, fino ad allora
gireremo solo i primi due episodi-
- Ahh- cominciò a pensare - Va beh meglio così- sorrise -Se non lì trovano
subito avremmo alcuni giorni liberi- e entrò nel camerino
Intanto Joss e gi altri produttori sembrano aver trovato il loro Spike
-Sei disposto ad ossigenarti i capelli?- chiese
-Si- rispose il ragazzo
-Questo ed altro- sorrise sotto i baffi
- E’ sorprendente il tuo accento inglese, sei americano vero?-
-Si -
-Beh non posso dirtelo ancora ufficialmente, ma benvenuto nel cast- sorrise Joss
alzandosi e tendendogli la mano, il ragazzo ricambiò la stretta e i suoi occhi
azzurri brillarono
-La chiameremo domani per la conferma-
- Ok la ringrazio- ringraziò ancora e uscì.
In quel momento uscì anche Sarah dal camerino e vide di sfuggita il ragazzo, e
osservò bene la camminata.
-No, non è possibile- scosse la testa, ma istintivamente si toccò l’anello
che portava legato a una collana vicino al cuore. E poi piano piano si avviò
dagl’altri.
Il mattino dopo il telefono di James squillava instancabilmente.
-Pronto?-
-Pronto, parlo con James Masters?- chiese Joss.
-Si- appena sentì la voce del produttore era scattato in piedi bello sveglio
-Lo chiamata, per darle la bella notizia….ha avuto la parte-
-Oh mio dio, non ci credo- pensò.
-La ringrazio-
-La prego mi dia del tu, stiamo per diventare collegi- disse Joss.
-Allora anche tu fai l’ho stesso-
- D’accordo James, ti aspetto tra un’ora qui agli studios, per darti tutto
l’occorrente, presentarti i tuoi collegi e cosa più importante per
ossigenarti i capelli-
- Ok ci vediamo tra un’ora- tagliò corto il ragazzo mettendo giù ilo
telefono e correndo a farsi una doccia.
Sotto la doccia continuò a pensare a lei e al fatto che presto l’avrebbe
rivista, solo l’idea lo elettrizzava.
Avevano appena finito di dirgli tutto quello che doveva sapere, il copione, il
personaggio, ora doveva conoscere soltanto i suoi collegi.
-Allora sei pronto?- disse Joss entrando.
James annuì.
-Bene allora vieni ha conoscere gli altri - gli fa strada e il ragazzo lo seguì
a ruota
-STOP!!- gridò Joss e agitò le mani nella sua direzione -Venite qui devo
presentarvi il nuovo arrivato-
Tutti si avvicinarono mentre Sarah e David rimasero un po’ indietro a parlare
- Sarah, David muovetevi- li chiamò
-Arriviamo- il ragazzo aumentò il passo lasciando la ragazza indietro
-Sapevate che sarebbero entrati due nuovi personaggi, ora vi perento il primo,
Spike, interpretato dall’esordiente almeno nel mondo del cinema James Masters-
Sarah spalancò gli occhi anche David fu sorpreso.
-Sei sicuro che si chiami James Masters, voglio dire il James che conoscevo io
odiava recitare…- ma venne interrotto dal diretto interessato.
-Si, è sicuro- David rimase a bocca aperta, primo perché era lì, secondo il
fatto di vederlo con quei capelli, poi si riprese e gli andò incontro.
-Oh mio dio James!!- e lo abbracciò, il ragazzo l’ho ricambiò un po’
sconcertato dal suo comportamento così diverso da come si erano lasciati tanti
anni fa.
-Voi due vi conoscete?- chiese una ragazza dai capelli rossi
-Si, avanti tesoro, James il mio amico delle superiori te ne ho parlato tanto-
-Ma certo- si fece avanti e gli tese la mano.
-Piacere io sono Alyson, la moglie di David-
-Moglie?- chiese e le strinse le mani.
-Si, ci siamo conosciuti l’anno scorso sul set, ci siamo frequentati per un
mese e poi le ho chiesto di sposarmi- disse abbracciandola -Mi sono innamorato
al primo sguardo- e la guardò come se fosse una visione.
-Non me l’ho sarei mai aspettato, ma sono felice per te-
- Ok - lo trascinò via Joss.
-Questa è Carisma che interpreta la parte di Cordelia- gli indicò una ragazza
mora, alta e molto bella
-Questo è Anthony che interpreta Giles- gli indicò un uomo di una certa età
vestito all'inglese e lui dedusse dalla faccia che fosse veramente inglese
-Questo è Nicholas e interpreta Xander- gli indicò un ragazzo moro, che
all'apparenza sembrava simpatico
-E infine Sarah che interpreta la nostra eroina Buffy- disse cercandola
- Ehy dov'è Sarah -
Lei si fece strada tra gli altri
-Sono qui- disse trovandosi faccia a faccia con colui che ancora tormentava i
suoi sogni dopo 5 anni
Rimasero a fissarsi per un tempo indefinito poi si strinsero la mano.
-Piacere- disse secco lui guardandola quasi con rimprovero.
-Piacere-
Era gia una settimana che James l'accompagnava a casa, Rachel come un grillo
parlante gli si era messa nelle orecchie inducendolo a chiederle di uscire, ma
lui non era tanto convinto, anche se durante il tragitto parlavano molto non
pensava di piacergli in quel senso.
Arrivati davanti al portone di casa
-Grazie sono stata molto bene- lui annuì, lei si apprestò ad entrare, e James
preso da un impulso improvviso la chiamò
- Sarah!- lei si girò
-Io...volevo chiederti...se ti andava di uscire con me sabato- l'ultima parte la
disse veloce
-Cioè se vuoi ovviamente- si passò una mano nei capelli -Non ne sei obbligata-
mise subito in chiaro
-Mi farebbe molto piacere- sorrise lei molto felice del suo imbarazzo
-Ah ok, allora ci vediamo domani a scuola-
-Si- disse lei prima di entrare
Appena lei saprì dietro il portone un grande sorriso gli si allargò sulle
labbra gli aveva chiesto di uscire e lei aveva accettato
Era sabato pomeriggio James era sotto il portone di casa di Sarah, indossava
jeans neri e una camicia bianca, proprio come quando lei l'aveva visto la prima
volta, non aveva ancora trovato il coraggio di citofonare, tirò un profondo
respiro e suonò
-Chi è?- chiese una voce che non era quella della ragazza
- C'è Sarah? -
-Si ora la chiamo, SARAH!- urlò attese un paio di secondi -Sta scendendo-
- Ok, la ringrazio-
Non solo lui era agitato infatti la ragazza che era in casa stava impazzendo
-Andrò bene così- pensò guardandosi allo specchio per la centesima volta,
indossava un abitino di seta color crema, e infradito abbinate al colore
dell'abitino
-Stai benissimo- le assicurò la madre dalla porta
-Davvero-
-Si, dovrebbe essere cieco per non accorgersene- le sorrise -E lo diventerà se
allungherà la mani-
-Mamma!-
-E vero se prova a fare lo sporcaccione gli cavo gli occhi-
-Non è quel genere di ragazzo- le assicurò
-Lo so, ma è meglio essere previdenti, vai ti sta aspettando-
Sarah annuì prese la borsa, baciò la madre sulla guancia e si apprestò a
uscire
-Torna per le 19:30 dobbiamo andare dai nonni- le urlò la madre
- Ok - rispose le scendendo veloce le scale
Il ragazzo giù era impaziente
-Non agitarti, avanti non è il tuo primo appuntamento, allora perché mi sudano
le mani?- si chiese
-Eccomi- disse lei apparendo da dietro al portone
A James quasi gli cadde la mascella era meravigliosa e i capelli sciolti che gli
ricadevano sulle spalle erano uno spettacolo, si schiarì la gola
-Hai mangiato?-
-Si-
-Ti va un gelato allora?-
-Si adoro il gelato- lui sorrise
-Se continuerà a sorridere così tutto il giorno mi sa che mi dovrà
raccogliere col cucchiaino-
-Andiamo conosco una gelateria buonissima- le porse il braccio lei felicissima
lo accettò e si incamminarono
Stavano camminando lungo il viale di una chiesa mangiando caramelle gommose che
lei aveva tanto insistito per comprare.
Avevano parlato molto, di lui e del fatto che suo padre non l'aiutava
economicamente e quindi doveva lavorare per pagare l'affitto dell'appartamento,
e gli studi. Avevano parlato poco di lei gli aveva solo detto che aveva perso il
padre quando aveva 10 anni (nella realtà Sarah la vera attrice l'ha perso nel
2001 e aveva 22 anni) però aveva scoperto che il suo sogno era diventare
attrice,
-Gia il professor Bourn e proprio incorreggibile- rise di gusto lui.
-E la professoressa Finch mi sta alle costole perché devo ancora assolvere il
debito, io odio la storia- mise il broncio.
-Io invece adoro la storia, se vuoi posso darti una mano a studiare- si offrì
lui.
-Davvero? chiese lei speranzosa.
-Quando c'è l'hai?-
-Lunedì-
- Lunedi! Ma è dopo domani- sgranò gli occhi rimasero in silenzio un paio di
minuti.
-Se domani non hai niente posso venire a casa tua, ma dovrò andare via per le
cinque, David mi ha invitato alla sua festa di compleanno-
-Anche a me, ma non contavo di andarci avevo gia in mente di studiare-
-Ma se domani vengo io imparerai tutto in 2 ore buone, così possiamo andare
insieme-
-SI! Non volevo deluderlo non andandoci,
sei fantastico- e di impulso lo abbracciò, lui un pò sorpreso ricambio
l'abbraccio.
Quando si staccarono lei imbarazzata guardò l'orologio segnava le 19:00.
-Devo andare ho una cena con i nonni-
-Si- rispose semplicemente lui ancora frastornato dall'abbraccio, sentiva ancora
il suo odore su di se
Si erano dati appuntamento alle due a casa di Sarah
James si sistemò meglio i libri sotto il braccio e suonò il campanello, le
aveva portato un mazzo di fiori tanto per essere cortese anche con la madre. Era
nervoso e lui detestava infinitamente essere nervoso.
La porta si aprì inaspettatamente facendolo trasalire.
Sarah gli aveva aperto la porta con un sorriso a 32 denti
-Sei in ritardo- facendogli gesto di entrare
-Scusa il pullman- si scusò -Questi sono per te e tua madre-
-Vieni è di la in cucina- gli disse facendolo entrare, la casa non era grande,
aveva un piccolo corridoio e subito si apriva la cucina con il salotto insieme,
la madre di Sarah era intenta a fare la spremuta.
-Buongiorno- salutò il ragazzo imbarazzatissimo
-Oh buongiorno- disse trasalendo si sciacquò le mani sotto l'acqua e si apprestò
a dargli la mano per conoscerlo
-Piacere io sono Emily-
-Piacere io sono James-
-Guarda cosa ci ha portato- disse la ragazza tutta entusiasta mostrandogli i
fiori
-Oh ma non dovevi disturbarti-
-Nessun disturbo, è stato un piacere per me-
-Spero ti piaccia la spremuta-
-Si molto-
-Vieni James andiamo in camera da letto, mamma tu metti i fiori in un vaso-
disse trascinandolo in camera
Lui la guardò un pò sorpreso
- E' meglio così credimi se no cominciava e non la finiva più-
Tutti erano rimasti in silenzio, si avvertiva la tensione tra loro, Joss che
aveva molto spirito d'osservazione sapeva che c'era qualcosa sotto, poi diede
un'occhiata a David e capì che aveva ragione e si ripromise di scoprire di cosa
si trattasse.
Fu David ad interromper il silenzio
- Quand'è che il suo personaggio entrerà nella serie?-
-Ah si domani, se finiamo di girare oggi Some Assembly required (pezzi di
ricambio 2x2) e troviamo la nostra Drusilla forse domani cominceremo School hard
(un avversario pericoloso 2x3)-
In quel momento arrivò correndo un'altra produttrice Martin Noxon, che James
aveva gia visto il giorno prima al suo provino
-Abbiamo trovato la nostra Drusilla- disse esaltata
-Davvero?-
-Hai presente il famoso attore Martin Landau, sua figlia-
- L'hai chiamata per chiederle se vuole fare un provino-
Mentre i due produttori discutevano, Sarah e James continuavano a guardarsi,
Alyson sospettosa si avvicinò al marito
- Cos'è tutta questa tensione?-
-Sono stati insieme, quando andavano al liceo- le sussurrò piano, lei spalancò
gli occhi
- Nooo-
-Si, lui è stato il suo primo uomo-
-Nel senso...- lui annuì
- Ahhh ecco perché, e proprio un gran casino- disse pensierosa
- Cos'hai in mente, sei diabolica quando fai quello sguardo-
-Ti piacerà- ghignò
-Non credo- sembrava sconcertato
Lei non rispose e se ne andò, David si avvicinò a Sarah e le toccò la spalla
- Ehy -
Lei si girò a guardarlo
- Ehy -
-Come va?-
Lei non rispose scosse solo la testa
-Una bella sorpresa- continuò lui e lei ancora non rispose, e si portò la mano
al petto
-Io vado in camerino- annunciò correndo via
- Sarah - la chiamò Joss mentre James la guardò andare via
-Vado a parlarle- disse Alyson correndole dietro
Nel camerino Sarah si bagnò la faccia e appoggiò la fronte contro lo specchio,
sobbalzò quando qualcuno bussò alla porta
- Sarah sono Alyson posso entrare?-
-Si- rispose con voce roca e abbattuta
La ragazza entrò e le si avvicinò per toccarle la spalla, Sarah si girò e
l'amica capì che aveva pianto
- Ehy, David me l'ha detto, immagino che sia difficile-
-E come se il cuore mi si fosse rotto in mille pezzi-
Alyson annuì
- Perché è arrivato adesso...adesso che è tutto così difficile-
- Perché è difficile?-
-Per via di Freddie -
-Lo ami ancora?-
-Non sarei mai in grado di smettere- si lasciò cadere su una sedia
-Devi far chiarezza nel tuo cuore, ma prima o poi dovrai parlargli non puoi
evitarlo per sempre, oltretutto lavorerete insieme- annuì perdendosi nei suoi
pensieri
- Basta- esclamò risoluta -Ho
bisogno di una pausa-
Il ragazzo sorrise-Si anch'io e devo anche andare in bagno- disse sospirando e
alzandosi
Lei l'ho accompagnò alla porta
-In fondo al corridoio- gli indicò
-Grazie- rispose lui avviandosi lei chiuse la porta e andò alla finestra
...Oddio lui era a casa sua, un mese prima non ci avrebbe mai pensato...
Continuò a guardare fuori dalla finestra per un tempo indefinito e non si
accorse neanche quando lui entrò.
James chiuse la porta e rimase fermo ad osservarla, il sole le illuminava il
viso e metteva in risalto i suoi occhi verdi, dio era così bella che ogni volta
che la guardava si meravigliava di riuscir a proferir parola. Le si avvicinò e
si mise anche lui a guardare fuori dalla finestra
-Mi piace guardare la gente che cammina per strada- disse lei -Lo facevo sempre
anche con mio padre- le parole le uscirono senza preavviso, non avrebbe voluto
le faceva ancora male. Le riaffiorarono alla mente le cose fatte con lui e tutte
le cose che non avrebbe più potuto fare, e tutti i suoi incoraggiamenti per
farle raggiungere il suo sogno.
All’improvviso scoppiò in un pianto disperato e seppellì il viso nelle sue
mani. Istintivamente James la prese tra le braccia
- E’ tutto ok, Shhh- fece correre
le mani sulla sua schiena, baciandole i capelli. Silenziosamente lui memorizzò
la sensazione di averla per la prima volta tra le braccia.
Le dita di Sarah si strinsero sulle sue braccia, mentre affondava il viso nel
suo petto.
Rimasero così per alcuni minuti, poi alla fine lei si rialzò.
Sempre istintivamente James le prese il viso tra le mani, asciugandogli le
lacrime. Poi lo sguardo cadde sulle sue labbra, così si avvicinò e poggiò le
sue labbra contro quelle di lei.
Fu una cosa breve perché si tirò subito indietro.
Lei lo guardò negl’occhi sorpresa lui si spaventò forse aveva osato troppo?,
poi alzò la mano e tracciò la linea delle sue labbra con la punta delle dita,
James rimase immobile. Poi si sporse verso di lui per fargli capire che voleva
essere baciata.
Lui accolse la sua richiesta e abbassò la testa e le catturò le labbra in un
dolce bacio.
Poi piano piano il bacio crebbe di intensità, più di quanto avessero sognato.
Sarah si allungò e gli cinse il collo con le braccia.
Lui insidiò la mano tra i suoi capelli, e gli mise l’altro braccio sulla
schiena attirandola verso di se.
La prima ad interrompere il bacio fù Sarah e lo fece per riprendere fiato.
Era già stata baciata da altri ragazzi, a nessuno era paragonabile a quello.
Anche James aveva gia baciato molte ragazze ma nessuna gli aveva fatto provare
quello che aveva provato con lei.
-Andiamo- le tese la mano Alyson
Sarah la prese e si alzò.
Tirò un profondo respiro per prepararsi alla battaglia che doveva
intraprendere, si perché vedere come la squadrava con quegli occhi di ghiaccio
era come andare in guerra, e per lei era troppo.
-Su andrà tutto bene- la rassicurò l’amica
Uscirono insieme dal camerino e si avviarono verso il gruppo
-Affrontalo a testa alta- le sussurrò Alyson, Sarah annuì convinta ma quando
incrociò gli occhi di lui tutta la sua convinzione si sciolse come neve al
sole.
Dio i suoi occhi non lì avrebbe mai dimenticati erano due oasi dove potersi
rifugiare, anche se del rifugio in quel momento ne vedeva ben poco, era
paragonabile al mare in tempesta.
Inghiottì la saliva e si rivolse a Joss
-Possiamo continuare a girare- gli disse un po’ troppo sgarbatamente.
-Si- annuì aveva capito che non c’è l’aveva con lui.
-Dai ragazzi in scena, cerchiamo di finire le riprese dell’episodio oggi,
voglio molto impegno. Intesi?-
-SI!!- risposero tutti in coro posizionandosi nelle rispettive posizioni di
scena.
-James tu guarda attentamente- gli disse prima di avviarsi dal resto del cast
per le ultime raccomandazioni.
Erano le 23:00 quando finirono le riprese, James era rimasto attento tutto il
tempo, continuava a guardarla, gli piaceva un casino come i capelli biondi anche
se corti gli ondeggiavano sulle spalle.
-STOP!!- urlo Joss e tutti gli attori tirarono un sospiro di sollievo -Domani
faremo l'ultima parte-
-Non ce l’ha facevo più- disse David stremato -Sai stata bravissima Sarah -
si complimentò con l’amica.
-Grazie- gli sorrise -Anche tu sei stato bravo- si stava avviando verso il
camerino quando Alyson la richiamò.
-Ascolta sei ancora sicura di poter venire domani sera?-
-Si, ha confermato anche Freddie -
- Ok, ci vediamo domani mattina- e andò dal marito -Chiedi a James se domani ha
voglia di venire a cena-
-Perché io?- chiese contrariato.
-Perché lo conosci se vado io potrebbe rifiutare, dai poi stanotte ti ripagherò-
gli fece l’occhiolino strizzandogli il sedere.
E dopo di questo non se lo fece ripetere e corse dall'amico.
CAPITOLO 5:
Il giorno dopo alle 09:00 erano
gia tutti negli studios Joss lì aveva avvertiti che si sarebbe liberato in un
quarto d’ora per fare il provino alla famosa Juliet e gli aveva raccomandato
di ripassare le battute, aveva consegnato anche il copione a James
assicurandogli che il giorno dopo avrebbero cominciato a girare l’episodio in
cui sarebbe entrato in scena anche lui.
James si avviò verso il suo camerino e in quel momento Sarah uscì dal suo,
appena lo vide riaprì la porta per rientrare immediatamente, ma lui aumentò il
passo mise il piede per bloccare la porta e entrò nel camerino.
Lei rimase sbalordita, non era ancora pronta a parlarli
-Ho la peste?- le chiese
Oh dio la sua voce, quasi cadde in ginocchio nel sentirla
-Come?- chiese con voce rauca
-Ho la peste, ogni volta che mi vedi scappi-
Lei si schiarì la voce
-Mi ero dimenticata una cosa e stavo tornando indietro a prenderla-
Lui sorrise sapeva bene la verità
-Hai visto David non me lo sarei mia aspettato, è sposato e per di più fa
l'attore-
-Gia, anche tu odiavi recitare-
-Gia ma dopo che te ne sei andata ho continuato, il professore ha detto che
avevo delle potenzialità enormi, così mi ha mandato in una scuola di un
livello superiore e eccomi qui-
-Ah...- era rimasta senza parole -E come mai sei venuto a fare questo provino?-
- L'ha trovato il mio agente, ha detto che poteva essere una buona occasione per
sfondare-
- Ahh solo per questo quindi...- sussurrò piano in modo da non essere sentita,
aveva seriamente pensato che fosse venuto per lei, che stupida
Lui invece l'aveva sentita sorrise sotto i baffi.
-Ora devo proprio andare Joss ha bisogno di me- trovò un scusa per svignarsela
- Anch' io devo finire di leggere il copione- glielo porse per farglielo vedere,
un brivido le corse lungo la schiena facendole capire che la fiamma del loro
amore non si era ancora spenta e forse non si sarebbe spenta mai. Spaventata a
morte da quel pensiero lasciò andare il copione che finì per terra e corse via
senza neanche dire una parola.
James lo raccolse e guardò nella direzione dove la ragazza era scappata,
chiedendosi che diavolo le era preso.
Mentre Sarah correva lungo il corridoio con le lacrime che le appannavano la
vista si scontrò con Joss, finendo con sedere per terra
- Ehy attenta- le disse lui aiutandola ad alzarsi, poi vide che stava piangendo
-Tutto ok?- le chiese
-Si- rispose lei asciugandosi le lacrime
-Sicura?-
-Si...si ora devo andare- tagliò corto correndo via
Joss la guardò andare via, quella storia gli puzzava di bruciato.
James incontrò David lungo il corridoio
- Ehy -
- Ehy -
-Che succede?-
-Niente, ho solo parlato con Sarah, ma è scappata via correndo-
-Dalle tempo vedrai che le passerà. Comunque sono qui per chiederti se domani
sera volevi venire a cena con tutti i membri del cast. E una cosa che abbiamo
fatto anche l'anno scorso-
-Volentieri-
-Adesso andiamo prima che Joss diventi isterico-
-Gia spero di essere all’altezza delle sue aspettative-
-Certo se no non ti avrebbe preso-
-Domani sarà il mio debutto-
- C’è la farai amico, se ci riesce Nick che prima di lavorare qui non sapeva
neanche cosa fosse una cinepresa, ci puoi riuscire anche tu- gli diede una pacca
sulla spalla
James annuì sorridendo
-Lo visto recitare non è male-
-Non lo è, e di conseguenza neanche tu-
Il giorno dopo....
-Allora sono lieto di comunicarvi che ieri abbiamo finito di girare Some
Assembly required, quindi possiamo cominciare con School hard. Sarah, James
voglio che iniziaste voi per primi-
-Perché?- chiese lei arrabbiata
-Voglio vedere sei recitate bene insieme, tutto qui-
-Ma…-
-Niente ma, andate a prepararvi, vi voglio pronti tra mezzora- detto questo se
ne andò
Sarah sospirò di frustrazione, e quando si girò per andare in camerino, vide
James che la guardava in modo strano, si chiese che cosa stesse pensando. Quando
lui le voltò le spalle e si avviò al suo camerino, lei scosse la tasta per
ammonirsi che non gliene fregava niente.
Sarah entrò nel suo camerino sbattendo la porta.
Odiava Joss quando faceva così, la consolava solo il fatto che quella stessa
sera sarebbero usciti tutti insieme e si sarebbe rilassata.
Alyson era vestita con una gonna che gli arrivava sopra alle ginocchia di colore
rosa. E una maglietta a tre quarti anch’essa rosa.
-Per metterti sta roba hai impiegato così tanto?-
Lei lo zitti con uno sguardo
Lui invece aveva dei semplici jeans e una maglietta blu.
-Perché tu sei davvero uno stilista-
Lui gli fece il verso mentre entravano nel ristorante Sunlight.
-Come al solito siamo in ritardo- brontolò David
-Smettila di brontolare sempre- sbuffò la moglie
-Mo se ne esce che è colpa mia?Parliamo di cose serie piuttosto quando arriverà
James?-
-Quando troverà la strada. A detto che verrà in moto-
- Ehy Aly, David siamo qui- lì chiamò Nicholas.
I due sposi si avvicinarono.
- C’è l’avete fatta?- dice in tono sarcastico
- E’ colpa di David - lo accusò Alyson
-Ma che cavolo dici- sbuffò il ragazzo
-Ragazzi per favore non cominciate – lì pregò Nick -Ecco Sarah e Freddie,
siamo qui-
Sarah era vestita sportiva, jeans a vita bassa, e un top nero che si intrecciava
dietro il collo e le lasciva la schiena scoperta.
-Vedi che non siamo solo noi in ritardo-
Dopo un quarto d’ora erano arrivati tutti mancava solo James, ma nessuno lo
menzionò perché Sarah non sapeva che sarebbe venuto. Tutto iniziarono ad
ordinare.
James entrò nel ristorante, era vestito con jeans chiari con strappati sulle
ginocchia, una camicia blu elettrico aperta e sotto una canotta nera attillata
che metteva in evidenza i suoi muscoli, e un giubbotto di jeans nero che
sembrava essersi scolorito, aveva lascito i capelli senza gel pensava che gli
donassero di più.
Cerco l’amico con lo sguardo, vide che stava discutendo con la moglie. Sorrise
scuotendo la testa e avviandosi al tavolo, quei due erano incredibile,
litigavano in continuazione ma subito dopo lui correva come un cagnolino a
chiederle scusa.
-Sei venuto- esclamò David saltando in piedi per sfuggire alla moglie.
-E stato abbastanza difficile, non trovavo la strada-
-Ma l’importante che tu sia qui-
Sarah lo vide e strinse più forte la mano a Freddie, mentre lo guardava. Il suo
cuore perse un colpo era splendido con quella maglietta che gli metteva in
risalto i muscoli, e i capelli ossigenati che lo rendevano ancora più sexy
lasciati senza gel, avrebbe voluto potergli passare le mani dentro, ci mancava
poco che sbavasse nel bicchiere.
Rimase folgorata quando la sua bocca sensuale che si piegò in un sorriso
radioso, da quanto tempo non lo vedeva e quanto gli era mancato. Il dente che
sporgeva in fuori ogni qualvolta lui rideva era stupendo.
-Siediti qui vicino a me- gli disse l’amico.
E guarda caso si ritrovò proprio di fronte a lei, si guardarono per un lungo
momento poi lei abbassò lo sguardo incapace di sostenere oltre quello
accusatorio di lui.
Di che cosa l’accusava?
Di aver realizzato il suo sogno?
Di non averlo più cercato?
Poi vide che lo sguardo di lui era puntato sulle sue mani intrecciate a quelle
di Freddie.
E capì.
Anche il ragazzo lo vide e si alzò in piedi per presentarsi.
-Piacere sono Freddie, il ragazzo di Sarah - e gli tese la mano
-Piacere James- rispose il biondo senza alzarsi e senza neanche guardarlo in
faccia, il suo sguardo era puntato sulla ragazza che non osava alzare il suo.
Quegli occhi indagatori le bruciavano l’anima.
L’accusavano di una cosa: tradimento
-Guardate arriva il cameriere con i piatti- disse allegro David per smuovere la
tensione.
Nessuno rispose, quando il cameriere portò a tutti quello che avevano ordinato
si persero nel cibo, poi la conversazione prese forma e la cena diventò
piacevole per tutti
- Sarah non trovi che il cibo sia buonissimo- gli chiese Freddie
-Gia, ho il sospetto di esserci gia stata- disse lei cercando di ricordare, ma
non le venne in mente niente –Forse è solo un impressione- non si accorse
subito dell’occhiata che James gli lanciò.
-Scusate devo andare in bagno- disse lui alzandosi di scatto e nel farlo la
sedia su cui era seduto cadde a terra
-James che ti prende?- gli disse l’amico.
-Niente- e se ne andò.
Sarah lo guardò preoccupata, che gli era preso. Scosse le spalle e casualmente
il suo sguardo di posò su una coppia seduta in un angolo. All’improvviso un
ricordo le attraversò la mente come una saetta.
C’era gia stata con James, per quello lui si era alzato in quel modo. C’era
rimasto male perché lei non se ne era ricordata.
Sarah arrivò a scuola come
tutte le mattine, solo che quel giorno era speciale era il suo primo
anniversario con James, la sera prima aveva provato ad estorcergli delle
informazioni me lui era stato zitto dicendogli che era una sorpresa.
Lo cercò con lo sguardo in mezzo a tutti gli studenti della scuola ma non lo
vide, il che era strano dato che a quell’ora di solito lui era gia lì ad
aspettarla.
La campanella suonò e una massa di studenti si precipitò dentro, lei lo aspettò
finché non suonò anche la seconda campanella poi scuotendo le spalle entrò.
Magari si era svegliato tardi e sarebbe arrivato un po’ in ritardo, lo avrebbe
visto sicuramente all’intervallo.
Il ragazzo in questione si era nascosto dietro un albero con Rachel.
-Dovresti farti vedere- gli disse la ragazza
-Non deve essere una sorpresa-
-Va beh, io entro. Ciao- lo salutò
Sarah se ne stava appoggiata alla porta della sua classe, la campanella che
annunciava l’inizio dell’intervallo era gia suonata da dieci minuti ma di
James neanche l’ombra, e lei si chiedeva dove poteva essere andato a finire.
Sbuffò per la ventesima volta in quel giorno mentre scrutava i ragazzi che
passavano lungo il corridoio.
Quando arrivò anche Rachel che lei aveva mandato in ispezione
-Allora?-
-Nessuno la visto oggi, mi spiace-
-Ma dove cavolo è finito- disse arrabbiata non poteva credere che lui non fosse
venuto quel giorno
L’amica alzò le spalle cercando di non fargli capire che mentiva
-Ora vado, devo parlate con Lisa-
- Ok, io andrò da David -
Seduta sul divano di casa Sarah guardava la televisione, guardava in modo di
dire era livida con James non era andato a scuola, non l’aveva chiamata non
gli aveva mandato neanche un biglietto.
In quel momento il telefono cominciò a squillare, il cuore di Sarah perse un
colpo erano le sei, forse era lui. Tirò su la cornetta.
-Pronto-
- Sarah sono io- uff era Rachel
-Si-
-Allora si è fatto vivo?-
-No- disse arrabbiata -Adesso ti lascio non voglio tenere il telefono occupato
potrebbe chiamare-
- Ok ci vediamo domani a scuola, fammi sapere se chiama. Ciao-
- Ciao- e mise giù
Passò un’altra mezzora ma il telefono non squillò più. Orami rassegnata e
arrabbiata, Sarah si alzò dal divano pronta ad andare in camera sua a
insultarlo senza che la madre la prendesse per matta. Passò davanti alla porta
mentre proprio in quell’istante qualcuno bussava facendole prendere uno
spavento della malora.
-Chi è?- chiese mentre il cuore ricominciava a batterle normalmente.
-Sono io- disse una voce dolce
-Cosa vuoi?- gli rispose arrabbiata
-Sono venuto a prenderti per il nostro appuntamento-
La porta si spalancò.
-Mi prendi in giro?- lo guardò male.
-Perché cosa ho fatto- poi la guardò bene –Non sei ancora vestita?-
-E perché dovrei esserlo?-
-Si, ti ho lasciato un messaggio nell’armadietto-
-Ah si?-
-Si, nel libro di storia-
-A proprio il libro che io apro molto spesso-
Lui aggrottò le sopracciglia.
-Fa niente, vatti a vestire che ti porto a mangiare fuori-
-No, non vengo. Non ti sei degnato neanche di telefonarmi-
Lui rimase spiazzato e poi fece la faccia da cucciolo. Rimasero in silenzio per
qualche secondo poi lei gli buttò le braccia al collo.
-Come posso essere arrabbiata quando fai quella faccia?-
-Lo sapevo che avrebbe funzionato- le sorrise lu.i
-Brutto truffatore-
-Dai vatti a cambiarti, il tavolo è prenotato per le sette e mezza-
-Ok. Dai entra- e lo tirò dentro -Aspettami qui- e corse in camera
Oddio si sentiva così in colpa sia con lui che con se stessa. Come aveva potuto
dimenticare una cosa del genere.
-Scusate vado in bagno anch’io- disse alzandosi e andando via senza neanche
dare il temo a Freddie o qualcun altro di chiederle qualcosa.
Quando entrò vide James appoggiato al muro con gli occhi chiusi. Lei pensò che
lo faceva per trattenere le lacrime.
- Ehy - disse piano.
Lui aprì gli occhi la guardò, il suo sguardo non era cambiato era ancore
freddo.
-Scusami per non essermene ricordata subito- si scusò.
-Non importa evidentemente non era così importante da dover essere ricordato-
Disse piano allontanandosi dal muro, avviandosi verso la porta.
-Perché dici questo?-
-Perché…- poi si girò verso di lei con lo sguardo furente -Perché non mi
parli? Perché non mi hai mai chiamato in questi 5 anni? O perché non mi hai
detto che avevi il fidanzato?-
-Ma… cosa pretendevi che ti raccontassi la mia vita in 2 secondi- gli urlò
contro - E’ vero lo ammetto non ti mai chiamato e…-
-Mi hai mai pensato?-
-Si, ma mi sono imposta di non farlo per non soffrire troppo. Quando ti ho visto
mi sono accorta quanto mi sei mancato- scosse la testa per cacciare le lacrime.
-Sei stato il mio primo amore. E averti lasciato è stata la cosa più
difficile…-
- Sarah - nel bagno comparve Freddie -Ah sei qui. Ehy - fece un cenno col capo a
James
- Ehy. Io vado- disse lui uscendo il più velocemente possibile.
-James…- ma lui se ne era gia andato
- Sarah che sta succedendo?- le chiese il ragazzo
-Niente- rispose lei scuotendo la testa -Ora se non ti dispiace dovrei andare in
bagno- e gli chiuse la porta in faccia.
-Wow il Sunlight, è uno dei migliori ristoranti di tutta L.A - esclamò
esaltata Sarah girandosi a guardare il suo magnifico fidanzato
-Davvero?- fece finta di essere sorpreso -Dai entriamo-
-Buona sera signori-
-Ho prenotato un tavolo a nome Masters-
-Si, accomodatevi- disse il cameriere scortandoli al tavolo
-Grazie- lo ringraziò lui scostando la sedia per far sedere Sarah
Quando il cameriere se ne andò lei lo guardò con occhi sognanti
-Come hai fatto a fare tutto questo?- gli chiese
-Sai l’assegno che mio padre mi manda ogni mese?- lei annuì
-Beh al posto che rimandarglielo indietro, ho pensato che potevo fare qualcosa
di carino per questa sera-
-Ti amo- gli sussurrò lei baciandolo.
- Anch’io-
Quando James arrivò al tavolo prese il casco della moto e il giubbotto di
jeans.
-Dove vai?- gli chiese Joss.
-Devo incontrare un mio amico di infanzia. Ma mi sono divertito davvero-
David lo guardò scettico.
-Grazie di tutto- tagliò corto il ragazzo, aveva bisogno di stare da solo, per
pensare e magari anche piangere.
-Ci vediamo domani mattina, buon continuo serata-
E se ne andò. Accese la moto e partì a tutta velocità.
Mentre sfrecciava per le vie della città degli angeli. Pensava a lei, era stata
a un passo dal dirgli la verità. Dannato Freddie e il suo tempismo. Sbuffò.
Venti minuti dopo era arrivato alla spiaggia pubblica. Spense la moto, e si
tolse il casco. Attacco la moto a un palo e si incamminò.
Dopo un po’ di cammino si tolse le scarpe, adorava la sensazione della sabbia
fredda tra i piedi.
Arrivò in un punto specifico, una baia. La chiamavano la baia del silenzio,
perché le onde del mare non si infrangevano lì.
Si stese e si mise a scrutare la luna.
Ma il silenzio lo stava uccidendo così cominciò a cantare.
[Verse 1:]
He took advantage of your love
And he threw it all away
He broke your tender heart
Words can't express what you wanna say
But deep inside you know
That there's someone out there for you
Who'll love you tenderly
And turn your dark skies into blue
So tell me girl
Come gli piaceva cantare, gli evitava di pensare.
[Chorus:]
Why do you look so sad, baby girl, baby girl?
It couldn't be so bad, baby girl, baby girl
Why do you look so sad, baby girl, baby girl
It couldn't be so bad, baby girl, baby girl
La sua voce rimbombava nel silenzio della baia. Non
c’era nessuno.
I know it's
hard to start again
To find somebody new
But don't you be afraid
Rough times don't last but true lovers do
As the night follows the day
Some you win and some you lose
But don't give up on love
Sometimes you clear the old to get to the new
Solo la luna lo guardava, e lo illuminava solo con la sua luce splendente.
[Chorus:]
Why do you look so sad, baby girl, baby girl?
It couldn't be so bad, baby girl, baby girl
Why do you look so sad, baby girl, baby girl
It couldn't be so bad, baby girl, baby girl
Si stese sulla sabbia incrociando le braccia dietro la nuca.
Let me dry your eyes
I am here for you
You are not alone
I know what you're going through
So sad
Baby girl, oh, baby girl
Wipe your tears away
[Chorus:]
Why do you look so sad, baby girl, baby girl?
It couldn't be so bad, baby girl, baby girl
Why do you look so sad, baby girl, baby girl
It couldn't be so bad, baby girl, baby girl
Sospirò di sollievo si era calmato. Chiuse gli
occhi per assaporatasi quella tranquillità. E dopo un po’ si addormentò.
CAPITOLO 6:
Il giorno dopo sul set Sarah cercò
di parlare con James e continuare il discorso che avevano iniziato la sera
prima. Ma lui l’aveva congedata dicendole che doveva correre al trucco.
Così lei se ne era andata nel suo camerino.
Oggi avrebbero girato la loro prima scena insieme, pregava di non essere agitata
e non fare troppi errori.
Ma si disse che era preparata si sentiva pronta.
Sarebbe andata sul set e avrebbe recitato come sapeva fare lei. Non poteva
permettergli di sconvolgergli la vita in quel modo. Lei era una professionista.
Prese un sospiro e uscì diretta alla sala trucco. Proprio mentre lei entrava
lui stava uscendo.
Rimase sconvolta dal cambiamento.
Indossava jeans neri aderenti che gli fasciavano le gambe in modo
impressionante, una maglietta nera che faceva altrettanto con gli addominali,
una camicia rossa aperta sul davanti che lasciava vedere la maglietta sotto e
per completare il tutto un lungo spolverino di pelle nera che gli arrivava ai
piedi.
Il trucco era strepitoso, l’avevano reso bianco cadaverico e per la prima
volta da quando si erano incontrati si accorse che aveva una cicatrice sul
sopracciglio sinistro, che lo rendeva ancora più sexy. Si guardarono per un
lungo momento prima che lui si scostasse per farla passare.
-Scusami- le disse poi vide che lei lo stava osservando –Perché mi guardi così?-
-Così come?- disse lei
-Come se fossi coperto di cioccolato e mi volessi leccare- ghignò.
Lei arrossì
-Ma che cosa dici- negò lei fingendosi arrabbiata.
-Beh l’avevo intuito dalla bava- gli sfiorò le labbra con le dita come per
pulirla, poi la lasciò andare sorridendo.
Lei inghiottì a vuoto, oddio gli stava toccando le labbra con quelle mani
meravigliose quando le erano mancate.
-Ora…ora devo andare- balbettò lei.
-Si, anch’io- le lanciò un altro dei suoi disarmanti sorrise e se ne andò,
quando lei entrò barcollo fino alla sedia e ci si rifugiò.
Non c’è la faceva più i suoi sorrisi e le sue mani… sbuffò esasperata le
stava mandando in delirio. Sapeva che presto avrebbe dato fuori di matto.
-Stop!- urlò Joss esasperato
avevano provato la scena 10 volte e tutte e 10 le volte secondo lui non erano
buone.
-Vi do cinque minuti di pausa, e ci proviamo di nuovo e se non va faremo qualche
altra scena- e sia andò a sedere sulla sua sedia esasperato.
Anche Sarah era molto demoralizzata, come aveva previsto non era riuscita a
recitare come doveva, decise di andarsi a rinfrescare nel suo camerino, mentre
stava per avviarsi vide che James le lanciava uno sorriso allusivo, lei aggrottò
le sopracciglia e cercò di capire quello che stava pensando, ma ci rinunciò e
se ne entrò nel suo camerino.
Quando chiuse la porta dietro di se, sentì come se ci fosse qualcosa di strano
nell’aria. Vide sul tavolo che si trovava davanti allo specchio una rosa di
colore gialla.
Si avvicinò e la prese in mano attaccato vi era un bigliettino.
Questa rosa gialla è:
Per la gelosia che provo in questo momento e che non vorrei provare
Indovina che giorno sarebbe stato tra 4 giorni?
Lei cominciò a pensare per cercare di capire ha che giorno si riferiva, poi
spalancò gli occhi.
Il LORO ANNIVERSARIO.
Se ne era ricordato, ecco cosa significava l’occhiata e il sorrisetto che gli
aveva lanciato.
Si sedette davanti allo specchio, la stava facendo davvero impazzire.
Come poteva continuare così, non ce la faceva più e pensare che erano solo
all’inizio delle riprese, avrebbe dovuto vederlo per altri giorni, mesi.
All’improvviso tirò un urlò pazzesco per non pensare
- Ehy che corde vocali, dai dobbiamo tornare sul set- le disse Alyson –Joss è
davvero nero -.
Sarah sospirò prendendosi la testa tra le mani
-Wow che bella rosa chi te l’ha data?- non avendo voglia di spigarle, Sarah le
porse la rosa con tutto il biglietto
-Che carino, che giorno è fra quattro giorni?-.
Sarah mugugnò qualcosa.
-Che dici?-,
-Niente. Andiamo- si alzò in piedi e uscì.
Sulle labbra di Alyson si estese un bellissimo sorriso.
-Bene, bene, bene-
(N.B. ho scritto la parte del dialogo della serie in inglese)
Buffy aveva appena polverizzato il vampiro, quando qualcuno cominciò ad
applaudire e poi con una camminata da predatore uscì dall’ombra.
“Nice work, love” la guardò inclinando la testa di lato
Buffy si girò di scatto verso la voce
“Who are you?”
“You’ll
find out of Saturday”
“What happens of Saturday?”
“Il kill you” cominciarono a guardarsi per
qualche secondo quando lui girò sui tacchi e se ne andò
-STOPP!! Perfetta- esclamò Joss - E’ così che la volevo, ci abbiamo messo
quasi un’ora e mezza, me era così che la volevo- sospirò di sollievo.
James sorrise di tutto cuore, era riuscito a fare la scena come la voleva Joss
ne era orgoglioso, David gli tirò un pungo scherzoso.
-Hai visto c’è l’hai fatta-
- S i- esultò il biondo -Non ci credo, pensavo di passare qui tutto il giorno-
-Naahh- lo tranquillizzò l’amico poi si guardò in giro e gli disse.
-Allora cosa sei andato a fare nel camerino di Sarah?-
James alzò le spalle con fare indifferente.
-Non te lo dico-
-Dai, non fare lo scemo-
-Sono serio e non te lo dico- gli diede una pacca sulla spalle e se ne andò.
David scosse la testa, tanto avrebbe scoperto lo stesso cosa aveva combinato
dato che sua moglie era una pettegola.
-Ouc!- disse Buffy mentre si spazzola i capelli
- What’s wrong?- le chiese la madre
-I spend a good part of my allowance on this cream rinse, and it’s neither
creamy nor rinsey-
-Life is hard, dear-
- Don’t i know it- si sistemò delle ciocche di capelli - It that a spilut
end?-
-I got the mail-
-Good-
-Which included a reminder notice about Parent-Teacher night. Thursday-
- That’s good-
-Which you were planning on telling me about…?-
-Oh, for…- la guardò -The last two week-
- Uh-huh. So, what do you think your teachers
are gonna tell me about you?-
-Well, i think they’ll all agree that i always bring a pen to class- andò
verso il letto ma quando vide una rosa rosa sopra il cuscino si bloccò sul
posto, non poteva avergli messo una rosa sul set mentre giravano, si girò verso
la camera e James era l’ e le sorrideva.
-Sarah la battuta- le sussurrò Alyson
-Io…-
-Stop! Sarah che ti succede?-
-Niente scusa-
-Ok riprendiamo da Well i think. Uno…due…tre…ciak azione-
-Well i think they’ll all agree that i always bring a pen to class, ready to
absorb their knowledge- e si sedette sul letto.
-And, uh, this absorption rate? How is it reflected in your homework and test
score?-
-What can you tell about a person from a test score?
-Whether she’ll ever see her friends-
-Oh that- abbassò lo sguardo
-I look froward to meeting your principal-
- Won’t that be something- sorrise
Joyce sospirò avvicinandosi.
-Look, sweethart. Life is more than grades, and homework, and not gettino kicked
out of school- si sedette vicino a lei.
Però nella mente di Sarah c’era solo la curiosità di leggere che biglietto
c’era attaccato alla rosa.
-But we moved once because of you gettino in trouble, and i had to start new
business, not to me mention a new life, in a whole new town-
-And you don’t want to do it again-
-What i don’t want is to be disapprinted in you again-
Buffy alzò lo sguardo e la guadò negli occhi sconvolta.
-Mom, that’s the last think that i want, too- girò la testa per non guardarla
negli occhi.
-I’m trying, i really am. I just…I have a
lot of pressare on me right now-
-Wait till you get job- le accarezzò un mano e si alzò -Sleep tight- si alzò
e se ne andò
Anche Buffy si alzò e andò davanti alla scrivania aprì il cassetto, dove
dentro c’erano acqua santa, croci e paletti.
-I have a job- dice sconsolata
-Stop! Perfetta. Veramente perfette- si congratulò Joss -Adesso James e David
andate al trucco che gireremo la scena di voi due-
Sarah subito prese la rosa e lesse il biglietto.
Questa rosa rosa è per:
Il colore delle tue labbra che tanto ho baciato e che tanto vorrei baciare
ancora.
Rimase con la rosa in mano per un tempo indefinito, quando le si avvicinò Joss.
- Dai Sarah vatti a cambiare- le disse dolcemente.
Lei annuì e senza neanche guardarlo se ne andò.
Quando entrò nel camerino ma non si accorse di non aver chiuso la porta, si
sedette davanti allo specchi e cominciò a piangere. Perché era così sincero,
e perché lei non riusciva a dimenticarlo.
James passò davanti al camerino di Sarah e la vide piangere, stava per entrare
ma Alyson lo fermò.
-Ti conviene lasciarla stare- gli suggerì.
-Ma lei…-
-Ascoltami James se parlate adesso finirete solo per litigare-
-Hai ragione- convenne sospirando suo malgrado - E’ meglio ce vada al trucco-
-Si, troverai anche David lì-
-Ti ringrazio- e se ne andò.
-Andiamo ha consolare l’innamorata- sussurrò a se stessa entrando nel
camerino dell’amica chiudendo la porta.
Un’ora dopo erano tutti perfettamente a porto, sia James che David avevano la
faccia truccata da vampiro.
-Allora cominceremo facendo la scena tra Angel e Spike, poi dopo un pezzo di
dialogo tra Buffy e Spike, penso che sia meglio fare domani la scena della
lotta, quando tutti sarete più freschi. Vi va bene?-
Tutti annuirono.
- Ok in posizione. Uno…due…tre…ciak azione-
-Angelus-
- Spike- urlò Angel prendendo Xander per il collo.
- I’ll be damned!- gettò ha terra la spranga di ferro poi si avvicinò al suo
vecchio amico e si abbracciarono.
-I taught you to always guard your perimenter. You
should have someone out there-
-I did. I’m surrounded by idiots. What’s new with you?-
-Everything-
-Come up against this slayer yet?-
-She’s cute. Not too bright, though. Gave the puppy-dog, “ I’m all
tortured” act. Keep her off my back when i feed- scoppiano a ridere tutte e
due
-People still fall for that Anne Rice routine? What a word!-
-I knew you were lying- Angel gli strine il collo per farlo stare zitto -Undead
liar guy-
-Wanna bite bifore we kill her?- propose Angel prendendo Xander per i capelli e
esponendogli il collo
Spike piegò la testa di lato.
-Haven’t seen you in the killing fields for an age-
-I’m not much for company-
-No, you never were. So, why’re you so scared of this slayer?-
-Scared?-
-Yeah! Time was you would have taken out in a heartbeat, not look at you-
Intanto dietro a Spike arrivarono i suoi scagnozzi.
-I mean, this tortured thing is an act, right? You’re not housebroken?-
-I saw her kill the master. Hey, you think you can take her alone? Be my guest.
I’ll just feed and run- e si appresta a mordere Xander. Spike
lo ferma
-Don’t be silly. We’re all friends. We’ll do it together. Let’s drink to it.
Si piegarono insieme per mordere Xander quando
Spike tirò un pungo a Angel
-You think you can fool me?! You were my sire, man! You were my…Yoda!-
-Things change-
-Not us! Not demons! Man, I can't believe this. You
Uncle Tom!- raccoglie una sbarra di ferro da terra
-Come on, people! This isn't a spectator sport!- gli scagnozzi ringhiarono e
attaccano. Xander aprì la porta e scappò. Angel lo seguì mentre gli altri
vampiri lì inseguono. Spike sente qualcuno dietro di se.
-Fe, fi, fo fum. I smell the blood of a nice ripe- si girò e vede Buffy -Girl-
-Do we really need weapons for this?-gli dice con l’ascia in mano.
-I just like them. They make me feel all manly-
si passa una mano sul petto, poi butta la spranga per terra. Anche lei butta per
terra l’ascia e si porta le mani dietro la schiena. Lui le si avvicina.
Spike: The
last Slayer I killed... she begged for her life- anche lei gli si avvicina
-You don't strike me as the begging kind-
-You shouldn'ta come here- ora sono uno davanti all’altro
- No. I've messed up your doilies and stuff. But I just got so
-Bored- poi ridacchia
-I'll tell you what. As a personal favor from me to you
I'll make it quick. It won't hurt a bit-
-No, Spike. It's gonna hurt a lot-
-Stop! Bravissimi-
Subito dopo la fine della scena Sarah e James cominciarono a guardarsi
intensamente negli occhi e alla mente tornò un ricordo, che non aveva mai
dimenticato.
Erano a casa di James perché avrebbero dovuto studiare, solo che dopo i primi
10 minuti avevano messo da parte i libri e avevano cominciato a guardare la tv
sul divano e poi subito dopo dalla tv erano passati all’amoreggiare.
-Dovremmo studiare- disse lei per riprendere fiato dal bacio.
-Dovremmo- concordò lui baciandole il collo, poi le sue mani andarono a
toccarle il seno attraverso la maglietta, lei si irrigidì e lui non volendola
obbligare si tirò indietro.
-Mi dispiace- sussurrò lei in modo colpevole abbassando lo sguardo, lui le
prese il volto tra le mani.
-Non importa- la rassicurò -Posso aspettare- e le diede un bacio sulla fronte
lasciandole il viso
-Io vorrei…- cominciò lei –E solo che…non ho mai fatto queste
cose…e…e mi tremano le mani…e quando mi baci io…- lui le posò un dito
sulle labbra le prese una mano e se la portò all’altezza del cuore
-Senti- le disse -Senti cosa mi succede quando mi parli o mi guardi o mi baci
tu. E ha sempre paura che tu troverai un altro ragazzo e ci lasci- lei sentì
sotto il suo palmo il cuore del ragazzo che batteva veloce.
-Ma quando ti vedo sorridere si calma, perchè sa che mi ami e che non lo farai-
Lei sorrise e sentì veramente il cuore i James calmarsi.
-Visto?- le chiese lei annuì
-Io dovrei avere paura che tu mi lascerai, cosa te ne fai di una come me?-
- Sarah io sto con te, perché posso parlare con te, perché sei una ragazza
fantastica e perché ti amo alla follia. Non m’interessano le altre. Ci sei
solo tu. E se devo aspettare anni per poterti toccare allora aspetterò anni,
voglio solo che tu sia felice-
Lei aveva le lacrime agli occhi
-Ti amo così tanto- disse Sarah abbracciandolo stretto
Si ricordava quel giorno come se fosse ieri, e anche quel giorno della settimana
dopo quando lui l’aveva vista nuda per la prima volta.
-Non vergognarti sei favolosa- le aveva sussurrato lui con occhi
scintillanti, mentre le slacciava la camicetta e il reggiseno
-Se vuoi che mi fermi lo devi soltanto dire-
- No. ve bene e solo che mi vergogno-
-Sono felice che tu abbia voluto farle queste cose con me la prima volta. Mi
sento onorato e molto nervoso-
-Perché nervoso?-
-Ho paura di fare la cosa sbagliata e spaventarti-
-Sono sicura che andrà tutto bene- lo rassicurò lei
-Dici- ormai la camicetta e il reggiseno erano finite per terra
-Aspetta così non vale- disse lei tirandogli via la maglietta
-Adesso va meglio- constatò Sarah facendogli scorrere le mani sul petto
-Gia decisamente meglio- ridacchiò lui, poi le avvicinò le mani al seno e le
chiese il permesso
-Posso?-
Lei annuì e James le posò la mani sopra
I pensieri di Sarah vennero interrotti da Joss che urlava alla staf.
-Domani come prima scena cominceremo con quella della lotta, adesso potete
tornare a casa- li congedò.
Sarah si girò per osservare James che stava ridendo con David e capì che non
era cambiato tanto del ragazzo romantico che era 5 anni prima.
Quel giorno era stato davvero
faticoso con tutte le scene di lotta.
Sbuffando e infilandosi il cappotto Sarah si avviò alla macchina. Gia da
lontano vide una cosa che sporgeva dal tergicristallo. Mentre si avvicinava si
accorse che era una rosa.
Sospirò forte, pensava che quel giorno non gliele avrebbe data invece.
Alzò il tergicristallo e la prese come sempre c’era attaccato un biglietto
Questa rosa rossa e per:
Per la fiamma che bruciava tra noi e che vorrei si riaccendesse
Ormai con il cervello in fumo entrò in macchina e mentre si apprestava a
mettere in moto, vide uscire James e Juliet che ridevano, una strana sensazione
allo stomaco la prese. Il suo cuore le urlò.
“Sei gelosa”
Guardò la scena attentamente e si rese conto che da quando l’aveva rivisto
non lo vedeva rideva così. Si era gelosa perché non riusciva più a farlo
ridere così.
Un’altra volta il suo cuore parlò.
“Lo ami ancora”
Scosse la testa per negare quel pensiero, si portò la mano al petto e sentì
sotto le dita l’anello che ancora portava infilato in una collana attacca al
collo e cominciò ad osservarlo, e si ricordò della prima volta che l’avevano
visto insieme nella vetrina delle gioielleria.
-James guarda che bello- lo
chiamò Sarah guardando un anello attraverso la vetrina di una gioielleria del
centro
-Si carino- disse il ragazzo affiancandola
-E’ favoloso- lo osservò meglio -Ma sono dei ladri costa un occhio della
testa- disse incredula
-Perché è inciso, vedi- le indicò James -Di fianco c’è il prezzo senza
incisione-
-Beh ma costa ugualmente tanto-
-In effetti- Sarah scrollò le spalle e ricominciò a camminare. Il ragazzo
rimase davanti alla vetrata del negozio pensieroso.
-James!- lo chiamò
-Eccomi- la raggiunse lui mentre nella sua mente aveva gia escogitato il modo
per regalarle quell’anello.
Si mise a guardare di nuovo due e
vide James accompagnare Juliet alla macchina e prima di farla salire le fece un
bacia mano e poi le chiuse la portiera.
Per poco la mandibola di Sarah non finì per terra, poi vide lei mandarle un
bacio e lui ridacchiare.
Arrabbiata Sarah mise in moto la macchina e partì a tutta velocità.
Era gelosa marcia.
James la vide passare e ghignò soddisfatto il suo piano stava funzionando.
-Non dovresti fare così- gli disse una voce alle spalle e lui si girò, e vide
Alyson e Carisma che lo guardavano con disapprovazione.
-Perché?-
-Perché se si arrabbia non la tiene più nessuno, e non risolverete mai i
vostri problemi-
-E poi c’è la dobbiamo sopportare noi- disse Carisma.
Alyson gli lanciò un’occhiataccia
-James non tirare troppo la corda ok? Se no non vi chiarirete mai- e se ne andò
seguita dalla mora.
Lui rimase lì come un merluzzo a pensare alle parole della rossa.
Poi scosse la testa e si avviò alla moto.
CAPITOLO 7:
Un altro giorno di riprese era
passato, si era fatta la doccia nel suo camerino perché era sicura che quando
sarebbe arrivata a casa non avrebbe avuto la forza di farsela. Mentre
attraversava il paraggio vide che non c’erano più macchine ma solo la moto di
James, doveva essere molto tardi. Guadò l’orologio erano le 23:30.
Si affrettò verso la macchina per non incontrarlo, poi si rese conto che quel
giorno non le aveva dato ancora la rosa.
Entrò e mise la chiave nel quadro, la girò ma la macchina non si accese
-Oddio ti prego no- pregò -Avanti- riprovò niente –Dannazione- batté le
mani contro il volante
-Qualche problema?- le chiese James attraverso il vetro, lei sospirando tirò giù
il finestrino.
-La macchina non parte-
Lui scoppiò a ridere.
-Non fa ridere, come cavolo torno a casa?-
-Se ti va ti accompagno io- indicò la moto -E domani porti la macchina dal
meccanico- inclinò la testa di lato guardandola con quegli occhi
incredibilmente blu, e lei non riuscì a rifiutare.
Scese dalla macchina e la chiuse. Lui le passò il suo casco.
- E tu?-
-Non avevo in programma di portare qualcuno. Comunque usalo tu, posso farne a
meno- poi montò sulla sella con una maestria incedibile, lei si sedette dietro
di lui e si infilò il casco però mantenne le distanze.
-Stingi bene la vita- gli disse lui. Sarah gli cinse la vita con le braccia, e
appoggiò la testa alla sua schiena.
-Reggiti forte- poi accese il
motore e partì.
Scivolarono nella notte a una velocità assurda e il vento era freddo. Ma Sarah
sembrava non accorgersene. Era completamente fuori dal mondo, la sensazione di
poterlo abbracciare e sentire il calore del suo corpo. Aveva sempre amato la sua
schiena. Si ricordò di quante volte gliela aveva graffiata quando facevano
l’amore. Scosse la testa non era il momento di pensare a quelle cose.
Solo nel momento in cui lui spense il motore perse atto che erano arrivati. Lui
parchèggiò la moto nel vialetto e scese, seguito a ruota da lei che si tolse
anche il casco e glielo passò.
Lui lo ripose nel sellino e mentre lo faceva si assicurò che lei non se ne
accorgesse e prese una cosa.
Sarah si girò a guardarlo e rimase folgorata dai suoi capelli con il vento si
erano scomposti in ciocche ribelli, gli davano un aria così sexy. Distolse lo
sguardo accaldata.
E i graffi sulla schiena quando facevano l’amore e i capelli, ci mancava solo
che lo sbattesse contro il garage e ci facesse sesso sfrenato, l’idea non era
male.
Scosse di nuovo la testa, me che gli prendeva.
I pensieri vennero interrotti da un tuono che squarciò il cielo facendo cadere
la pioggia scendere. Sarah istintivamente prese James per un braccio e lo portò
sotto il portico. Troppo tardi, ormai si era bagnato e la maglietta che portava
gli si era appiccicata al petto, era troppo per lei. Aveva sempre adorato i suoi
pettorali quante volte li aveva baciati e mordicchiati mentre facevo…
Oddio stava diventando una ninfomane.
Lui la osservò in silenzio.
- E’ meglio che vada prima che mi prenda un accidente- se girò per aprire la
porta, lui le prese delicatamente la mano e la fece girare senza mai lasciargli
la mano.
Aveva una rosa bianca in mano, poi con voce roca gli sussurrò:
Questa rosa bianca è per:
L’amore puro che abbiamo vissuto e che vorrei rivivere
Poi inaspettatamente per tutti e due lei si alzò in punta di piedi e appoggio
le sue labbra su quelle del ragazzo in un baciò gentile e affettuoso, niente
passione, niente urgenza. Solo dolcezza, non era solo uno toccarsi di due
bocche, erano due anime che si incontravano dopo un lungo viaggio. Nel momento
in cui si decise a staccarsi lui, si chinò in avanti e lo baciò di nuovo. Non
poteva fermarsi, il sapore delle sue labbra. Un gemito appagato le risuonò
nelle orecchie, un gemito che le veniva da dentro, capì con stupore, mentre
apriva gli occhi e vedeva che le sue mani stringeva il collo di James talmente
stretto che per poco non lo soffocava. Cercò di ritirarsi ma lui glielo impedì
e la baciò di nuovo. Più a lungo più a fondo. Erano cinque anni che non la
baciava.
Voleva farle sentire quanto le era mancata quella bocca.
Quando si staccarono lei aveva gli occhi sgranati e il fiato corto.
Era sconvolta non si sentiva così da quando l’aveva baciato per la prima
volta.
Arrabbiata si sciolse dall’abbraccio e scappò in casa.
Lui rimase come uno stupido con la rosa in mano e con il sapore di lei ancora
sulle labbra.
- Sarah mi dispiace- disse
colpevole –Non dovevo e stato un riflesso condizionato . Ti prego apri la
porta e fammi vedere che stai bene – lei non gli rispose
-Mi dispiace tanto- sussurrò lui appoggiando la rosa per terra davanti, poi
toccò ancora una volta il legno della porta e si avviò alla moto.
-James aspetta- lo chiamò Sarah –Piove è pericoloso andare in giro con la
moto a quest’ora. Rimani qui stanotte. -
-Sicura? Non voglio impormi-
- E’ ok. Non voglio che ti succeda qualcosa di brutto-
Lui annuì e la seguì in casa. La casa era meravigliosa, appena passò lungo il
corridoio ed entrò nel salotto vide attaccate a un quadro le sue rose messe a
testa in giù. Si avvicinò e le toccò. Gli aveva spruzzato della lacca per
impedire che si appassissero. Sorrise contento. Le aveva tenute.
-Adesso ti porto dei vestiti per cambiarti- gli disse lei -Fai come se fossi a
casa tua- e sparì al piano di sopra.
Lui si diede un’occhiata in giro.
La casa era arredata con buon gusto, ma in modo semplice. In fondo alla sala
c’era un caminetto si avvicinò per vedere le foto che ci erano appoggiate
sopra.
Un era di suo padre che la teneva in braccio e lei aveva si o no 5 anni ed era
meravigliosa, l’altra era di lei e sua madre. E la terza era lei insieme a
tutta la troupe l’anno prima. Poi ne vide una nascosta dietro un vaso e si
chiese il perché. La prese.
C’erano loro due che si baciavano il giorno che lui finì il liceo.
Perché la teneva ancora? E perché si trovava dietro al vaso?
-Eccomi- lui sobbalzò e la rimise subito a posto.
- Ehy - lei gli stava porgendo un paio di pantaloni della tuta e una maglietta
più grande che usava per dormire.
-Grazie-
-Che facevi?- chiese sospettosa e lui notò che si era già infilata il suo
pigiama, era molto infantile me lui la trovava lo stresso magnifica.
-Niente mi guardavo in giro- scrollò le spalle –Dov’è il bagno?-
-Di sopra- indicò le scale –Ti va uno spuntino?-
-Si, perché no- le sorrise e si avviò su per le scale.
Quando non fu più a portata di vista, lei vide che lui stava guardando la foto
del loro bacio, e si maledisse per non averla tolta di mezzo.
Sospirando andò in cucina orami il danno era fatto, James l’aveva vista è
lei si doveva inventare una scusa per giustificarla.
Dopo dieci minuti aveva fatto solo dei semplici panini, a quell’ora non era il
caso di fare qualcosa di complicato.
James entrò e lei si meravigliò di quanto potesse essere sexy anche con solo
una misera tuta.
Chiuse gli occhi e ispirò profondamente, non era il momento.
-Ho fatto dei semplici panini- si scusò.
-Va bene. E’ tardi per mangiare un piattone di pasta-
Cominciarono a mangiare in silenzio. James voleva che lei gli parlasse, così
cercò di sciogliere il ghiaccio.
-Mi chiedevo…- cominciò lui -Come mai tieni una nostra foto?- e la guardò
negli occhi.
Lei si strozzò con un pezzo di insalata e cominciò a tossire, lui le si
affiancò e cominciò a darle dei colpi sulla schiena. Quando Sarah smise di
tossire alzò la testa e si ritrovò a portata di occhi le labbra di James, così
invitanti, così sensuali. Si alzò di scatto per andare a posare il piatto nel
lavandino e per poco non gli diede una testata in bocca. Meno mele che lui si
spostò in tempo.
-Non mi hai ancora risposto…- infierì James
-Perché…?- che diavolo poteva dirgli. Perché non era mia riuscita a
dimenticarlo? No, non andava.
-Non lo so… perché…forse volevo…volevo ricordarmi come eravamo… prima
che…-
-Prima che partissi?-
-Si-
- Sarah perché non riusciamo più a parlare come una volta?- le chiese un po’
amareggiato -Odio questo silenzio- le confessò.
-Se non voliamo parlare di noi, almeno parliamo di qualcosa- la pregò.
-Non saprei di cosa parlare. Tu di cosa vorresti parlare?-
-Che ne so. Qualunque cosa- sospirò abbattuto.
-Ti va di vedere un po’ di tv?- gli chiese lei.
Lui alzò lo sguardo sorridendo e annuì.
Si sedettero in salotto ma come se la televisione c’è l’avesse con loro non
trasmetteva niente di interessante. Così lui le domandò.
-Come vi siete conosciuti tu e Freddie?- ne era veramente interessato.
-Nel ’97 lo conobbi sul set del film che stavamo girando. Dopo molti giri di
parole una sera mi chiese di uscire, e io ho accettato. Abbiamo cominciato e
dopo un po’ ci siamo fidanzati-
Lui annuì pensieroso.
-Tu invece hai avuto altre ragazze?- chiese lei timidamente.
-Solo avventure, il mio cuore era ed è gia impegnato- e la fissò intensamente.
Sarah abbassò lo sguardo non riuscendo a sostenere quello intenso di James. Lui
per toglierla dall’imbarazzo continuò
-Come hai avuto il ruolo di Buffy?-
-E stato per caso, il mio agente disse che facevano le audizioni, mi sono
presentata per il ruolo di Cordelia solo che Joss mi ha detto che ero perfetta
per la parte della protagonista. Così mi sono tinta o capelli ed è nata Buffy-
-Trovo che i capelli biondi ti donino tantissimo- le prese una ciocca di capelli
e gliela scostò dietro l’orecchio.
-Grazie. Anche ha te l’ossigenatura ti dona- disse cercando di non far notare
il rossore sulle sue guance.
In quel momento fu lui ha essere imbarazzato si passò una mano tra i capelli.
-Dici? Non sono troppo fosforescenti?-
-No, sono ok- Sarah gli sorrise -Invece tu? Ho saputo da Joss che facevi teatro-
-Si. Ho preferito iniziare da lì. Perché quando sali sul palco devi stare
molto concentrato per fare in modo che le scene ti escano come dovrebbero
essere. Credo sia una cosa molto utile imparare a controllarsi e fare in modo
che lo spettacolo funzioni-
-E come mai sei venuto a fare il provino per il ruolo di Spike?-
-E stato il mio agente, mi chiamò dicendomi che c’era una parte nel telefilm
Buffy the vampire slayer. All’inizio ho rifiutato, ricordandomi il poco
successo del film (N.B James lo dice davvero in una intervista presente anche
nei dvd della sesta stagione) poi mi fece guardare alcune puntate della prima
serie e mi dovetti ricredere, così ho accettato ho pensato che potesse essere
una buona occasione- era quasi tutto vero solo il fatto che lui aveva subito
accettato appena l’aveva vista comparire sullo schermo nella prima scena.
-Non l’avrei mai detto sai. Per non venire con me alle lezioni di Recitazione
inventavi di quelle scuse assurde che non stavano ne in cielo ne in terra-
Lui rise ricordando quante volte aveva dovuto pensare a scuse convincenti per
non andare a lezione.
-Gia, però lo devi ammettere ne ho raccontate proprio di belle-
-Si- scoppiò a ridere anche lei
Quando dalla televisione si sentì che stava per iniziare un film, e subito
Sarah lo riconobbe
- E’ Shakespire in love- esultò lei -Voglio vederlo- disse sorridente
mettendosi più comoda sul divano. James sospirò in previsione della tormentata
ora e mezza che gli aspettava, si mise comodo e cominciò a guardare.
Ogni tanto lanciava sguardi a Sarah che non si accorgeva di niente troppo presa
dal film per accorgersene, gli sembrava di stare all’inferno. Quella pellicola
gli evocava troppi ricordi di quel pomeriggio in cui l’avevano visto insieme
abbracciati sul suo divano. Mentre lui cercava di amoreggiare e lei lo
respingeva per non essere disturbata. Quando finì la mente del ragazzo esultò.
-Adoro questo film-
-Si , non è male- mentì spudoratamente lui
-Sei un bugiardo- le gli chiese uno schiaffo –Lo so che non ti piace-
Lui scosse la spalle sorridendo
-Oh dio. Sono le due del mattino- esclamò Sarah guardando l’orologio –E
meglio se andiamo a dormire. Se no domani non ci alziamo- si stiracchiò lei
dopo essersi alzata
- Anch’io. E’ una battaglia per me alzasi-
-Vieni, ti faccio vedere la stanza degli ospiti – e detto questo si avviarono
di sopra
-Ecco- disse aprendo la porta della stanza, lui si guardò in giro soddisfatto.
-Buonanotte- gli disse lei avviandosi alla porta, quando James la fermò con la
sua domanda
-Mi hai mai pensato in questi anni?- se la risposta fosse stata negativa, lui
avrebbe sofferto molto ma voleva sapere.
-Si- sussurrò lei senza girarsi - E’ solo che…averti lasciato è stata la
cosa più dolorosa della mia vita. E di conseguenza mi sono imposta di non
pensarti o almeno ci ho provato. Solo che tu ti infiltravi in tutti i miei
pensieri a qualsiasi ora-
-E hai anche provato a rintracciarmi?-
-Avevo il tuo numero vicino al telefono, ogni sera prima andare a dormire lo
componevo, ma ero troppo vigliacca e riattaccavo-
James non sapeva cosa dire
-Oh… io avevo pensato che tu ti fossi…-
-Dimenticata di te?- si girò a guardarlo sconvolta.
-Si, però io non…- era davvero senza parole.
-Come l’hai potuto pensare?- lo aggredì Sarah alzando la voce, e lui vide i
suoi occhi velarsi di lacrime
-Eri l’amore della mia vita- “E’ lo sei ancora” urlò il suo cuore.
-Ti amavo da impazzire- “E ti amo ancora da impazzire” Sarah imprecò
rivolta al suo cuore traditore.
-Io non avrei mai voluto partire, io volevo rimanere con te, io…- un
singhiozzo la interruppe -Io…- tentò di continuare ma ormai i singhiozzi
glielo impedivano. Perché soffriva ancora così tanto?
James si mosse per la stanza e la prese tra le braccia.
- Sss non piangere Sarah - le accarezzò i capelli
Poi la sollevò tra le braccia e la portò sul letto Sarah istintivamente le
cinse il collo e affondò il capo nel suo collo, poi presa dalla tentazione
aspirò il suo odore.
La fece sedere e le si mise accanto, e continuò a carezzargli i capelli.
-Mi dispiace sono uno stupido-
-Si, lo sei- sussurrò lei asciugandosi le lacrime che si erano fermate
-Gia- confermò lui
Poi lei sorprendendolo gli chiese
-Posso restare qui con te stanotte?-
-Eh?- lui non sapeva cosa dirgli
-Ti prego James ho bisogno che mi stingi- e le lacrime e i singhiozzi
ricominciarono, non aveva un motivo preciso per piangere sapeva solo che ne
aveva voglia.
-Si, va bene- rispose lui in un sussurrò roco ed emozionato.
Sarah si distese sul letto e lui le si stese accanto. Attirandola a se facendola
accoccolare tra le sue braccia. La testa posata sul suo petto. Lei chiuse gli
occhi, e tirò un profondo sospiro, mentre i singhiozzi scremavano.
La mano di James le accarezzava la schiena con dolcezza, e Sarah si stinse
maggiormente a lui, come se avesse paura che lui la lasciasse.
Lui la lasciò fare mentre la sentì tirare su col naso.
Erano le 5 del mattino quando Sarah si svegliò e si sentì stretta tra due
baraccia che la facevano sentire protetta e al sicuro. Alzò la testa e lo guardò
affascinata. Con una mano gli accarezzò il sopracciglio dove vi era una
cicatrice e lei era molto curiosa di sapere come se l’era procurata. Poi le
sue dita si posarono quasi da sole sulle sue labbra, quelle labbra che poche ore
prima aveva baciato. Mentre stava tracciando il contorno di esse, il capo di
James si mosse, sentì i muscoli tendersi, si stava svegliando. Subito tirò via
la mano e nascose di nuovo la testa nel suo collo e fece finta di dormire.
Lui aprì gli occhi e sorrise, mentre sentiva che lei si stava addormentando
davvero di nuovo, il sonno colse anche lui e si addormentò.
Sarah allungò la mano il posto accanto al suo era freddo. Aprì gli occhi e si
stiracchiò. Si sollevò a sedere sul letto e sii guardò in giro ma di James
nemmeno l’ombra
“Dove sarà andato?” si domandò.
Vide piegata con cura ai piedi del letto la sua tuta e sopra vi era un
biglietto.
“Buongiorno
Mi dispiace che tu di sia dovuta svegliare senza di me, solo che eri così bella
mentre dormivi che non ho voluto svegliarti.
Sono andato a casa a farmi una doccia e cambiarmi. Ci vediamo sul set
A più tardi James
P.S. vai a vedere cosa c’è in cucina”
Sarah scese lentamente le scale a piedi nudi ed entrò in cucina. Vedendo
l’incredibile colazione sistemata sul tavolo le si mozzò il fiato e si portò
una mano alla bocca.
C’era un ampio piatto, sul quale erano sistemate delle di frittelle, con sopra
quello che sembrava sciroppo . Guadò il tavolo, un bicchiere e una brocca di
succo d’arancia. Infine, sistemata al centro di un piatto bianco, c’era una
calla. E un altro bigliettino
“Spero che la sorpresa ti sia piaciuta.
Era un ringraziamento per avermi dato il permesso di tenere stretta tra le
braccia un angelo, è stato stupendo non mi sono sentito mai così felice in
questi cinque anni.
Tuo James”
“Oh mio Dio” sospirò come meritava tanta dolcezza.
CAPITOLO 8:
James arrivò sul set, parcheggiò
la moto e vide Sarah e Freddi parlare davanti alla macchina della ragazza, vide
Freddie passarle un mazzo di chiavi e poi le diede un bacio e se ne andò.
Quando Sarah si girò e lo vide gli regalò un sorriso radioso mentre gli si
avvicinava.
-Ciao- lo salutò
- Ciao- le sorrise - E’ venuto a prendere la macchina?-
-Si. Era buona la colazione- gli disse lei.
- Sono felice che ti sia piaciuta. A proposito di ieri sera io volevo scusarmi
per quello che ti ho detto-
-Non fa niente. Ti ho gia perdonato- poi gli diede un bacio sulla guancia e
scappò dentro.
Lui sorrise e entrò dopo di lei. Quello sarebbe stato un bel giorno.
Sarah entrò nel camerino felicissima, pensò alla notte che aveva passato
abbracciata a lui, si era sentita un po’ strana forse perché era tanto che
non la teneva stretta, si era quasi dimenticata che cosa si provava tra le sue
braccia.
Era come un ombrello che la copriva quando pioveva, come una sciarpa in un
giorno freddo d’inverno. La faceva sentire sicura e protetta, se avesse potuto
non avrebbe mai lasciato quel posto.
Non era il momento di pensare a quello, doveva prepararsi per girare. Mise la
borsa sul tavolo e uscì diretta al trucco.
Anche James era molto allegro, entrò nel suo camerino per prendere alcune cose
di scena e correre al trucco insieme a David. Ormai erano quasi alla fine delle
riprese di School Hard, quindi anche quel girono avrebbero girato fino a tardi.
Prese lo spolverino che aveva dimenticato lì e uscì. Vide infondo al corridoio
David e Alyson che parlottavano. Aggottò le sopracciglia curioso e si avvicinò
nascondendosi dietro l’angolo e sentì il ragazzo dire
-Dai amore ora devo andare. Ne parliamo dopo. Non dimenticarti di chiedere a
Sarah come p